Classifica J24: Bruschetta Guastafeste al comando
Dopo cinque tappe la flotta J24 arriva al lago di Caldonazzo con due trofei ancora aperti e leadership di Ita 469 e Ita 212
Dopo cinque tappe la flotta J24 arriva al lago di Caldonazzo con due trofei ancora aperti e leadership di Ita 469 e Ita 212
Dopo cinque manches del Circuito Nazionale J24 2026 la classifica provvisoria vede al comando Ita 469 Bruschetta Guastafeste per il Trofeo Francesco Ciccolo e Ita 212 Jamaica per il Trofeo Miglior Timoniere-Armatore. Il sesto appuntamento si svolgerà il 27-28 giugno a Valcanover, lago di Caldonazzo, con sei prove in programma e possibilità di quattro regate già sabato.
Qualche mese fa la stagione appariva come una tavola ancora bianca; oggi la Classifica J24 racconta leader distinti e una flotta che si avvicina alla fase decisiva, con poche regate che possono stravolgere posizioni, nervi e strategie.
La Classe Italiana J24 ha aggiornato le graduatorie dopo le prime cinque prove del Circuito Nazionale 2026, svolte tra aprile e maggio a Marina di Carrara, Livorno, Anzio, Gaeta e Molfetta. Le classifiche provvisorie tengono conto di regole diverse per i due trofei: nessun scarto per il Trofeo Francesco Ciccolo e le migliori quattro prove per il Trofeo Miglior Timoniere-Armatore. Quelle regole modellano scelte tattiche e programmazione delle trasferte: per alcuni team contano i piazzamenti alti, per altri la capacità di presentarsi costantemente al via.
In testa al Trofeo Francesco Ciccolo c'è Ita 469 Bruschetta Guastafeste, armata dalle sorelle Sonia e Alessia Ciceri con Ancilla Scaccia e al timone Pierluigi Puthod. Il bottino dice 160 punti, costruiti con il parziale 2, 2, 1, 3 e un DNS. Numeri che parlano di continuità e di una prova mancante che pesa: i risultati sono solidi, ma lo scarto non applicato mantiene aperte possibilità di recupero per gli inseguitori.
Dietro Bruschetta Guastafeste resiste Ita 496 Ninja (armatore Francesco Nucara, timoniere Andrea Collina) con 142 punti e parziale 6, 6, 2, 7, 7. Più vicino al podio, con 138 punti, troviamo Ita 416 La Superba timonata da Ignazio Bonanno, squadra che ha messo insieme risultati consistenti ma anche due DNS che ne hanno complicato la corsa.
Seguono Ita 212 Jamaica (125 punti) e Ita 432 Kaster (111 punti). Sul piano numerico la classifica Francesco Ciccolo resta aperta: assenze, scarti non ancora applicati e una giornata di lago spostano il baricentro della contesa. Per chi ha pagato assenze, Valcanover è l'occasione per rimuovere il segno less-than e riscattare la classifica.
Nel confronto per il Trofeo Miglior Timoniere-Armatore, calcolato sulle migliori quattro prove, è davanti Ita 212 Jamaica di Pietro Diamanti, con 125 punti ottenuti dai parziali 4, 3, DNS, 2, DNS. La regola delle quattro prove migliori premia chi mantiene continuità: una prova non disputata non qualifica automaticamente all'eliminazione dalla lotta al vertice.
Al secondo posto figura Ita 432 Kaster di Federica Cattarozzi con 111 punti (13, 7, 5, 6, DNS), seguita da Ita 304 Five for Fighting di Eugenia De Giacomo con 85 punti e da Ita 427 Jebedee (80 punti), che alterna piazzamenti alti a manche più affollate e difficili. La top five provvisoria si chiude con Ita 428 Pelle Rossa del vicepresidente della Classe, Gianni Riccobono, a 67 punti.

Questa graduatoria mette in evidenza un tratto pratico della flotta: la gestione dell'equipaggio e la capacità di presentarsi regolarmente al via valgono quanto un piazzamento eccellente in una singola prova. Le regole di conteggio orientano le strategie: alcuni timonieri puntano alla stabilità, altri a concentrare rischi su singole tappe.
Il Circuito Nazionale si sposta su acque diverse: sabato 27 e domenica 28 giugno l’Associazione Velica Trentina e il capo flotta Giuliano Cattarozzi allestiranno a Valcanover la Regata Nazionale Coppa Italia Trofeo Fabio Apollonio, valida come sesta tappa e potenzialmente decisiva per i titoli 2026.
Lo skipper meeting è fissato alle 11:00 di sabato; il segnale di avviso della prima prova è alle 13:00. Sono previste fino a sei prove, con la possibilità di disputare quattro regate già sabato e le restanti domenica, seguite dalla premiazione.

Il lago impone scelte diverse rispetto alle prove costiere: i regimi termici e le brezze locali cambiano l'orientamento delle partenze e la gestione delle sequenze di prove brevi. A Caldonazzo contano le micro-rotazioni, la prontezza nelle regolazioni di randa e fiocco e la capacità di interpretare raffiche irregolari su brevi lunghezze di bolina. Sono dettagli sottili: qualche grado in più o in meno nell'angolo di bolina, la tensione corretta di una drizza, il tempismo nella virata possono costare posizioni o crearne di nuove, a seconda di quanta fiducia ha l'equipaggio nelle proprie regolazioni.
Per più di una barca la sesta tappa è l'occasione per consolidare la posizione o per spingere a fondo. La combinazione delle regole di conteggio—assenza di scarti per il Francesco Ciccolo e quattro migliori risultati per il Timoniere-Armatore—mette i comandi di squadra sotto stress organizzativo: quando forzare, quando contenere, come gestire appoggi e rischi sono decisioni che si pagano sul campo.
La flotta J24 italiana, densa di equipaggi attivi e competitivi, arriverà a Caldonazzo con obiettivi diversi: alcuni cercheranno il consolidamento; altri tenteranno recuperi aggressivi. Le distanze in classifica non sono ancora definitive e il lago favorisce chi sa leggere le micro-variabili del vento su percorsi brevi e ripetuti. Anche i materiali fanno la differenza: tessuti delle vele con un particolare comportamento sotto raffica, un armo limato al millimetro, la familiarità con l'acqua che scorre vicino alle sponde.
La stagione riprende il filo dove lo aveva lasciato: la partita resta aperta e, quando le barche rientreranno al pontile dopo le ultime prove, saranno i piccoli rumori a raccontare la storia della regata — lo scorrere dell'acqua lungo lo scafo, il fruscio elastico delle vele, il metallo degli strumenti che vibra al passaggio della raffica. Quelle sensazioni diranno chi ha saputo interpretare il lago e chi ha perso terreno lungo il percorso.
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