Skagerrak: la goletta del 1939 che sfida il tempo
YAWL MARCONI O BERMUDIANO
YAWL MARCONI O BERMUDIANO
Ci sono barche che si misurano in nodi e metri, e barche che si misurano in decenni. La Skagerrak appartiene alla seconda categoria. Varata nel 1939 dal leggendario cantiere tedesco Abeking & Rasmussen, questa goletta di 27,4 metri ha attraversato la storia del Novecento e continua oggi a solcare il mare con la grazia austera dei grandi yacht in legno di un tempo.
Il nome non è casuale. Lo Skagerrak è il braccio di mare che separa la punta settentrionale della Danimarca dalla costa meridionale della Norvegia e da quella occidentale della Svezia: acque ventose, esigenti, dove la tradizione velica scandinava ha forgiato alcune delle carene più eleganti e marine mai disegnate. Battezzare così una barca significava dichiararne fin da subito il carattere: nordico, robusto, pensato per il mare aperto.

Skagerrak - Foto da www.naviearmatori.net
La Skagerrak nasce dalla matita di Henry Gruber, progettista interno di Abeking & Rasmussen e autore dell'architettura navale dello yacht. Il cantiere di Lemwerder, sulle rive del Weser vicino a Brema, era a quell'epoca una delle realtà più prestigiose della costruzione nautica europea, fondata nel 1907 dal danese Henry Rasmussen, "Jimmy" per gli amici, figlio di una famiglia di maestri d'ascia che aveva trasformato la propria passione in mestiere.
Il 1939, però, è un anno spartiacque. Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, le capacità produttive del cantiere vennero requisite dalla marina militare e Abeking & Rasmussen si trovò impegnata soprattutto nella costruzione di dragamine. La Skagerrak è dunque una delle ultime golette da diporto consegnate prima che la guerra spazzasse via, per anni, l'epoca d'oro della vela in legno.
A bordo della Skagerrak tutto racconta una sapienza costruttiva oggi rara. Lo scafo combina mogano e acciaio, la coperta è in teak, la tuga in legno: una stratificazione di materiali nobili tipica della scuola nordeuropea, dove la solidità non andava mai a scapito dell'eleganza.
Le sue misure principali raccontano una barca pensata per la crociera signorile più che per la velocità pura:
Cantiere: ABEKING & RASMUSSEN (BREMA – DE)
Progetto: HEINRICH RASMUSSEN (BREMA – DE)
Lunghezza: 27,4 metri (circa 90 piedi)
Baglio massimo: 5,49 metri
Stazza lorda: 60 GT
Velocità di crociera: 8 nodi
Velocità massima: 9 nodi
Motorizzazione: diesel Fiat Aifo
Sistemazioni: fino a 5 ospiti in 2 cabine, oltre a 5 membri d'equipaggio
Numeri che descrivono uno yacht da viaggio lento e di rappresentanza, dove il piacere non sta nello strappo ma nella qualità della navigazione e nel rapporto con il mare.

Skagerrak a Capri
Attorno alla Skagerrak circola da decenni una voce suggestiva: sarebbe stata lo yacht personale di Adolf Hitler. È una di quelle storie che fanno presa, ma che vanno raccontate per quello che sono — una leggenda, non un fatto.
La barca fu effettivamente commissionata nel 1939 dalla Kriegsmarine, la marina del Terzo Reich, come yawl per l'addestramento velico dei futuri ufficiali. Il nome stesso commemora la battaglia dello Jutland, che i tedeschi chiamano appunto "battaglia dello Skagerrak": il cambio di denominazione sarebbe stato caldeggiato dall'ammiraglio Erich Raeder, comandante supremo della marina tedesca, che da giovane aveva combattuto in quello scontro. Fin qui la storia è documentata.
Il presunto utilizzo da parte di Hitler, invece, appartiene al regno dell'aneddotica. Le fonti specialistiche italiane sono concordi nel definire "del tutto leggendari" sia l'intervento di Raeder per rendere lo yacht più adatto alla crociera che alla didattica, sia soprattutto l'uso che il dittatore ne avrebbe fatto. Questo yawl Marconi, in altre parole, è stato sempre impropriamente associato a Hitler.
A generare l'equivoco contribuisce probabilmente una sovrapposizione con un'altra imbarcazione: l'aviso Grille, una nave di 135 metri costruita a metà degli anni Trenta proprio come yacht di stato del regime nazista, che ospitò realmente Hitler e i gerarchi in numerose occasioni. La Skagerrak, ben più modesta nelle dimensioni e nelle finalità, rimase invece per tutta la guerra nelle acque di Kiel come yacht di servizio, sfuggendo miracolosamente alla distruzione e finendo, alla resa della Germania, confiscata dagli inglesi come preda bellica.
Restaurata nel corso degli anni — un refit significativo è documentato nel 1975 — la Skagerrak è oggi una delle testimoni superstiti di una stagione costruttiva irripetibile. Dopo la confisca britannica passò di mano più volte: negli anni Cinquanta, grazie a un armatore italiano, raggiunse il Mediterraneo; nel 1963 fu acquistata da un proprietario romano. In tempi più recenti, con l'armatore Raffaele Ranucci, ha partecipato ad alcune edizioni del raduno Grandi Vele a Gaeta, dove nel 2009 le è stato conferito il premio dell'Associazione Scafi d'Epoca e Classici (ASDEC), e nel 2011 è stata l'unica barca d'epoca a prendere parte alla prima edizione della Rolex Volcano Race nel Tirreno. È entrata così a pieno titolo nel novero degli yacht classici che attraggono appassionati e collezionisti, quelle imbarcazioni che valgono non per ciò che fanno, ma per ciò che rappresentano.
In un'epoca in cui gli scafi nascono in serie da stampi di vetroresina, la Skagerrak ricorda quando ogni barca era un esemplare unico, costruita a mano, plancia dopo plancia. Più di ottant'anni dopo il varo, continua a navigare: e ogni miglio percorso è un piccolo atto di resistenza contro l'oblio del tempo.
Ti Potrebbe Interessare Anche
Aria 1935: secondo alle Vele d'Epoca di Imperia 2026
Aria (1935) non è passata inosservata alla 27ª edizione delle Vele d'Epoca di Imperia. L'immagine della soprano in prua, la voce che si disperdeva...
Trofeo Carlo Riva: i Riva storici tornano a Marina di Lisanza
570 metri quadrati di specchio acqueo e oltre 500 metri lineari di pontili: è su queste cifre che si misura la rinnovata Marina di Lisanza, che...
Zaca: la goletta quasi centenaria torna all'Argentario
Zaca è una goletta di 36 metri costruita nel 1928; questa misura impone subito un'immagine: fasciame spesso, interni pensati per lunghi soggiorni...
Vele d'Epoca di Imperia 2026: Aria torna a regatare
Vele d'Epoca di Imperia torna dal 2 al 5 settembre 2026: è la 27ª edizione e coincide con il 40° anniversario del primo raduno, un traguardo...
Profumo di Legno 2026: Moretto vince a Ravenna
Profumo di Legno 2026 si è deciso in appena due prove: un 1° e un 2° posto per Moretto sono bastati a consegnare la vittoria assoluta al...
Trofeo Principato di Monaco 2026: le Vele d'Epoca in Laguna
Sorella, varata in Inghilterra nel 1858, sarà in linea di partenza del Trofeo Principato di Monaco 2026: è il dettaglio che consegna subito...
Trofeo Principato di Monaco – Vele d’Epoca in Laguna
Trofeo Principato di Monaco: per la prima volta la regata storica mette la sostenibilità al centro, con la partecipazione diretta della Fondazione...
Ciao Pais vince il Raduno Città di Venezia – Trofeo Artù Chiggiato
Ciao Pais ha vinto la terza edizione del «Raduno Città di Venezia – Trofeo Artù Chiggiato». La decisione sul podio...
Regata Puig Vela Clàssica: 19ª ed. a Barcelona, 40+ barche
Contraddizione evidente: una regata che celebra la tradizione navale più antica si presenta come un evento dal ritmo serrato e dalla fitta agenda...