L'educazione in mare
di Giulio Galassi
di Giulio Galassi
Una considerazione sorge spontanea: se esiste il rispetto del mare è proprio perché il mare è grande, ci affascina in quanto è immenso e misterioso ma a volte anche ingovernabile e indomabile, quindi merita rispetto ed attenzione.
Proviamo ad estendere questo concetto di attenzione e rispetto al vivere quotidiano.
Tutti rispetteremmo le regole, avremmo più fiducia nelle istituzioni, certezza del presente e del futuro, sicurezza nell’avvenire, se coloro che abbiamo eletto a rappresentarci fossero tutti irreprensibili e corretti, così da dare a tutti noi il buon esempio che meritiamo, in quanto deputanti di coloro che abbiamo deputato.
Tutto ciò sarebbe meraviglioso, anche se un po’ utopico.
Comportiamoci dunque con il mare con ossequioso rispetto. Con l’atteggiamento dell’ospite educato che cerca di non essere invadente nella casa in cui è accolto.
Se solo pensiamo alla composizione del corpo umano, che è costituito per due terzi da acqua, ci rendiamo conto che veniamo dal mare.
Per questa ragione dobbiamo considerarne l’accaduto evolutivo e non meravigliarci se preferiamo (statisticamente) fare le vacanze al mare piuttosto che in altri luoghi.
Rispettiamolo dunque questo nostro mare. Tutti gli anni lo chiediamo, imploriamo di farlo.
Nonostante ciò, in mare capita troppo spesso di imbattersi in immondizie galleggianti: buste, bottiglie e derivati del petrolio, poliammidi sintetici, materie plastiche e tanti ma tanti mozziconi di sigarette. Per non parlare di tutti i residui, tossici e non, che vanno a depositarsi sui fondali.
Cerchiamo di evitarlo, perché il 90% di questi materiali impiega decenni per degradarsi e decomporsi.
La speranza di un futuro migliore comincia anche da questi “piccoli” civili comportamenti.
Giulio Galassi
Foto in copertina da DEPOSITPHOTOS
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