VMG 53: il trimarano 16 metri che ripensa gli esterni
Nuovo cantiere VMG presenta un progetto che unisce controllo avanzato, layout di coperta inedito e capacità di crociera offshore; prima unità prevista gennaio 2027
Nuovo cantiere VMG presenta un progetto che unisce controllo avanzato, layout di coperta inedito e capacità di crociera offshore; prima unità prevista gennaio 2027
Il trimarano VMG 53, 16 metri di lunghezza, introduce un linguaggio estetico scolpito, un garage per tender integrato, configurazione a doppio motore e timoneria centrale avanzata pensata per la conduzione anche in equipaggio ridotto. Prima consegna programmata per gennaio 2027.
VMG 53 è un trimarano lungo 16 metri che rilegge gli spazi esterni e il controllo di bordo per la crociera offshore performante; la prima unità è prevista in consegna per gennaio 2027.
Il progetto scardina alcuni cliché dei multiscafi moderni e lo fa con scelte nette: superfici esterne scavate, curve ridotte all'essenziale, piani che evitano le superfici inutili. Non è una sperimentazione estetica fine a se stessa; la geometria della carena e dei bracci laterali è pensata per ottenere funzioni precise durante la navigazione e per ottimizzare il comportamento al lasco e alle andature portanti.
La linea esterna del VMG 53 punta a dare un'impressione di movimento anche a barca ferma. Le superfici sono raccordate con continuità: tagli e piani non si limitano a stupire l'occhio, ma distribuire il volume in modo da preservare spazio abitabile senza appesantire la silhouette complessiva.
Questa scelta formale ha ricadute tecniche evidenti. I raccordi tra scafo centrale e amas, così come le derive delle fiancate, lavorano per ridurre turbolenze e resistenze aerodinamiche: lo stesso profilo che descrive una linea elegante interviene sulla gestione delle acque e dei flussi d'aria, specie alle andature sostenute. In pratica, il trimarano cerca di far convivere estetica e comportamento marino efficiente.
La superficie esterna, inoltre, agevola la manutenzione: meno spigoli e meno riprese implicano meno punti in cui si accumulano salinità e sporco, con benefici concreti per i controlli periodici e le operazioni di refitting.
La coperta del VMG 53 è stata studiata per chi sale a bordo con poche persone e vuole rimanere autonomo. Timoneria e sail pit sono concentrate in avanti, centralmente sul ponte: il conduttore vede le manovre principali, comunica con l'equipaggio ridotto senza dover attraversare la barca e può intervenire rapidamente sulle regolazioni delle vele.
Non si tratta solo di avvicinare comandi e strumenti. I passaggi laterali sono protetti e i corridoi sono pensati per le condizioni difficili; la logica è quella di ridurre i movimenti in coperta in caso di mare formato. Guide e canaline per i cavi sono incassate, così da eliminare trappole per gli piedi e i ganci: piccole attenzioni che, sul lungo periodo, fanno la differenza in termini di sicurezza e di fatica dell'equipaggio.
La ridondanza operativa completa il quadro. Più postazioni di comando e sistemi duplicati permettono di mantenere il controllo anche se un componente principale dovesse cedere. Non è una promessa teorica, ma una scelta che si percepisce nell'organizzazione dello spazio e nella distribuzione degli accessi ai sistemi critici.

Il garage per tender integrato è uno degli elementi che definiscono il progetto. È collocato in modo da non intralciare le aree di lavoro e permette alare e varare in tempi rapidi. Sposta il carico verso il centro barca e aiuta a mantenere il baricentro basso, una scelta che incide su comportamento e stabilità, soprattutto durante le manovre di ormeggio o in condizioni di mare formato.
La scelta di una configurazione a doppio motore non è casuale. Offre ridondanza per la navigazione di altura e semplifica le correzioni di assetto e le manovre in spazi ristretti. Quando la respirazione del vento cala, avere due unità consente di mantenere controllo e sicurezza senza sforzare l'apparato velico o il timone.
Scafo centrale e bracci laterali sono costruiti con attenzione al rapporto peso-rigidezza: le laminazioni sono studiate per resistere ai carichi ciclici e ai picchi di accelerazione tipici della navigazione oceanica. Questo non è un riferimento astratto: si traduce in migliori risposte allo sterzo, minori vibrazioni trasmesse agli interni e una durata più regolare nel tempo per le strutture portanti.
Il concept degli interni privilegia accessi tecnici pratici per la manutenzione e per lo stivaggio, pur senza entrare nel dettaglio di ogni layout. L'intento è chiaro: integrare spazi vivibili con la facilità di intervento sugli impianti, mantenendo la distribuzione dei pesi ottimale lungo l'asse della barca.

Il cantiere VMG (Velocity Made Good), con base a New York, è composto da un team internazionale di velisti, progettisti e specialisti; la loro proposta è orientata a una linea di trimarani da crociera ad alte prestazioni che uniscano spazio, ridondanza e sensazioni di guida reattive.
La prima unità della serie è in costruzione e la consegna è fissata per gennaio 2027. Il progetto si rivolge a chi naviga spesso su multiscafi e cerca autonomia, comfort e affidabilità, con la possibilità di condurre la barca anche con equipaggi molto ridotti.
Design, layout e scelte tecniche vanno in una direzione precisa: sicurezza nelle manovre, ridondanza dei sistemi critici, stivaggio integrato e un controllo concentrato in una postazione funzionale. L'obiettivo pratico è limitare i compromessi tradizionali tra performance e abitabilità.
L'assetto commerciale mira a un mercato di nicchia: navigatori esperti su multiscafi che cercano una barca capace di affrontare rotte lunghe con autonomia e facilità di gestione. La prima consegna, programmata per inizio 2027, sarà il primo banco di prova in mare per le scelte formali e funzionali del VMG 53.
Posillipo Technema 78' apre il progetto con una finestratura che definisce il salone e rimodula la linea di profilo: la grande superficie vetrata incornicia...
LeggiCi sono imbarcazioni nate per accorciare le distanze e altre progettate per fartele godere. Poi esiste il Tropida Genesis 31: un'autentica opera d'arte...
LeggiGaleon 700 Sky entra visibile e tattile: invece di puntare su decori effimeri, l'allestimento sceglie materiali che si percepiscono. Marmi tattili, pannellature...
LeggiViaggiare a 50 nodi e restare indisturbati dal rumore: il Palm Beach GT50 RS mette in contraddizione due volontà che appaiono inconciliabili e poi...
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
Formula Wing World Championship: Tomasi campione del mondo 2026 a Istanbul
Contraddizione in vista del Bosforo: in una disciplina che premia micro-fasi e scelte istantanee, la vittoria è arrivata costruendo un margine progressivo...
brigantino La Grace a Porto Ercole: replica e scuola di vela
brigantino La Grace è tornato davanti a Porto Ercole e ha fermato per qualche ora il ritmo della banchina: vele spiegate, sagome scure contro il...
470 Mixed: doppietta mondiale ed europea
55 equipaggi al via: è con questo numero concreto che si apre la stagione vincente di una coppia che conosce bene i fondali e le brezze del Golfo...
Vela giovanile: la XIII Zona FIV domina i mondiali
Qualche giorno prima della prima regata, gli atleti della XIII Zona FIV erano già in acqua a sistemare gli ultimi dettagli. Da quel momento le barche...
Jemima Lines, GB1 ingaggia l’avventuriera per l’AC75
Jemima Lines entra nel progetto GB1 come quinto membro dell'equipaggio e risorsa tecnica: la firma del ventinovenne completa un gruppo che unisce esperienza...
Cantiere Faccenda, tre titoli internazionali in una stagione
Cantiere Faccenda arriva al traguardo di una stagione in cui le derive uscite dal laboratorio di Rosignano Solvay hanno fatto la differenza sulle boe internazionali....
Six Metre: Europei 2026 a Ginevra, classici vs moderni
Six Metre è stato il filo che ha tenuto insieme 50 scafi allineati per poppa sul lungolago della Société Nautique de Genève...
Transbenaco Race 2026: Marahute trionfa nella quarantesima edizione
Transbenaco Race e contraddizione: due giorni di regata sul Garda, ma condizioni opposte che hanno deciso chi poteva attaccare e chi doveva aspettare....
Alkedo TP52, secondo a Marina Rubicon e miglior timoniere
Alkedo TP52, timonato da Andrea Lacorte, ha chiuso la Marina Rubicon Lanzarote 52 Super Series Sailing Week al secondo posto, a soli due punti dai primi...