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Golden Globe Race - La Leggenda continua...

Golden Globe Race - La Leggenda continua...

di Fabrizio Fattori

Fu Francis Chichester, proclamato primo navigatore ad aver compiuto il giro del mondo in solitario a bordo del suo yawl “Gipsy Moth IV”, impresa compiuta tra l’agosto del 1966 e il maggio 1967, con un solo scalo effettuato (Sidney) ed in tempi contenuti (226 giorni),  (il precedente di Joshua Slocum 1898 con i molti scali e i tre anni di durata non può essere paragonato all’impresa di Chichester).

 

Tale impresa che gli valse il titolo di “Knight Commander of the English Empire” aveva suscitato nell’opinione pubblica dell’epoca grande entusiasmo.
 


 

Francis Chichester

 

Sull’onda di tale successo il Sunday times, popolare giornale inglese, indisse una sfida tra navigatori solitari di circumnavigazione terrestre senza scalo e senza assistenza in mare, aperta a tutti, senza limiti di imbarcazione e con partenza dai porti inglesi compresa tra il 1° giugno ed il 31 ottobre 1968, su una rotta obbligata dai venti e dalla stagione che prevedeva l’oceano Atlantico fino al capo di Buona Speranza, poi l’oceano Indiano in direzione Australia, l’oceano Pacifico fino al capo Horn e di nuovo l’Atlantico per far ritorno in Inghilterra, per una permanenza in mare stimata tra i nove mesi e l’anno.

 

Il premio per il più veloce sarebbe stato di 5.000 sterline (oggi circa 100.000,00 €) oltre al “Golden Globe Trophy”.

 

Immaginare un’impresa del genere, in quegli anni, era qualcosa che sfiorava l’incoscienza. L’assenza o la mediocrità dei supporti tecnologici, la scarsezza dei livelli di sicurezza e di confort  richiedevano coraggio e determinazione qualità che rendeva i partecipanti eroici sin dal primo giorno all’occhio di un’opinione pubblica affascinata da tale inconsueta competizione.
 

  
 

Il percorso della Golden Globe Race

 

I partecipanti furono nove, sei britannici, due francesi ed un italiano:

 

- John Ridgway, buona esperienza ,29 anni, scozzese, capitano dell'esercito britannico. English Rose IV, sloop di 9.1 metri;

 

- Nigel Tetley, ottima esperienza,45 anni,  inglese d’adozione, capitano della Marina britannica. Victress, trimarano di 12 metri;

 

- Bernard Moitessier, ottima esperienza, 45 anni, francese. Joshua, ketch di 12 metri;

 

- Robin Knox-Johnston, ottima esperienza, 28 anni, capitano della Marina mercantile britannica. Suhaii, ketch di 12 metri;

 

- Alex Carozzo, ottima esperienza, 36 anni, italiano. Gancia Americano, ketch di 20 metri.

 

- Chay Blyth, nessuna esperienza, 27 anni, scozzese, ex sergente dell'esercito britannico. Dytiscus III, sloop di 9.1 metri;

 

- Bill King, buona esperienza,  57 anni, irlandese,  ex comandante di sottomarini della Marina britannica.  Galway Blazer II, Junk schooner di 13 metri;

 

- Loick Fougeron, buona esperienza, 42 anni, francese, commerciante, Captain Browne. Gaff cutter di 9,10 metri;

 

- Donald Crowhurst, scarsa esperienza,  36 anni, inglese, tecnico elettronico. Teignmouth elctron, trimarano di 12 metri.
 


 

La prova si rivelò altamente selettiva, sia per i mezzi, spesso non all’altezza dell’impresa, sia per il fattore umano sottoposto a fortissimo stress psico-fisico.

 

Il primo ritiro avvenne dopo poche settimane di navigazione e riguardò lo scozzese John Ridgway, la sua imbarcazione cedette in vista delle coste brasiliane.

 

Dopo di lui l’altro scozzese Chay Blyth che malgrado la scarsa esperienza era riuscito a raggiungere il Sud Africa e superare il capo di Buona Speranza, dovette rinunciare per il tracollo strutturale della sua imbarcazione.

 

L’Italiano Alex Carozzo abbandonò la gara per problemi fisici e sbarcò a Porto avendo effettuato un numero non rilevante di miglia.

 

King disalberò nelle acque sud africane e fu costretto al ritiro.

 

Fougeron abbandonò a poche miglia dall’isola di Sant Elena per avaria all’imbarcazione.

 

Tetley spinse l’agonismo al massimo e malgrado si trovasse sulla rotta del ritorno in Atlantico del nord in buona posizione e a poche miglia dall’arrivo, la sua imbarcazione, stremata, fece naufragio.

 

Donald Crowhurst, che aveva deciso di partecipare sperando di risolvere i suoi guai di imprenditore con il premio della vincita, dopo aver cercato di indurre ripetutamente in errore gli organizzatori e gli altri concorrenti ed effettuato lunghe, misteriose, soste in Sud America, ebbe un cedimento psichico che lo portò a riprendere la navigazione in uno stato di follia, come testimoniato dai suoi diari ritrovati nell’imbarcazione alla deriva, che ebbe come epilogo il proprio probabile suicidio.

 

Il francese Moitessier, partecipante per amor dell’avventura e non pago di quanto vissuto fino alla metà del percorso, abbandonò la gara ed invertita la rotta se ne tornò a Tahiti libero dall’obbligo dell’esasperata competizione ed avendo compiuto più di una circumnavigazione del globo.

 

Risultò quindi vincitore Robin Knox Johnston, che portò al termine l’impresa in 313 giorni divenendo il primo uomo a circumnavigare il globo in solitario e senza scalo, che con gesto da vero uomo di mare consegnò il premio delle 5.000 sterline incrementando il fondo sorto in aiuto della sfortunata famiglia Crowhurst. Le imprese di questi marinai furono narrate in pubblicazioni di successo e continuarono ad alimentare quella che a tutt’oggi risulta essere una superlativa prova di coraggio marinaro.

 

Per il cinquantesimo anniversario della competizione, nel 2018, è stata indetta una nuova gara partita il 1 luglio da Les Sables d’Olonne in Francia e terminata nel il 29 gennaio 2019 con la vittoria di Jean Luc van den Heede in 211 giorni 23 ore 19 minuti e 11 secondi.

 

Fabrizio fattori

 

Golden Globe Race 2020

 

In copertina: Robin Knox-Johnston aboard Suhaili at the finish of the 1968 Sunday Times Golden Globe Da www.yachtsandyachting.com
 

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Tags

giro del mondo in barca a vela, girodel mondo in solitario, Francis Chichester,Sunday times, Robin Knox Johnston
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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 09/08/2020 07:25

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