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SS Baychimo, l'ultima Nave Fantasma

SS Baychimo, l'ultima Nave Fantasma

di Fabrizio Fattori

Tra le leggende del mare un posto di riguardo spetta alle storie di imbarcazioni che continuano a navigare guidate da invisibili equipaggi e che compaiono e scompaiono al mutare dei venti , delle correnti, delle maree e delle nebbie più fitte.

 

Alle loro sporadiche apparizioni si intrecciano avventure più o meno fantasiose spesso legate a favolosi tesori, sanguinosi ammutinamenti o capitani coraggiosi.

 

La SS Baychimo un cargo a vapore varato in Svezia nel 1914, destinato, nell’ultimo periodo della sua vita, al commercio di pelli pregiate con le popolazioni Inuit, può a ben diritto fregiarsi del titolo di “nave fantasma” avendo navigato per più di trentacinque anni negli oceani artici senza guida alcuna se non il mutare delle condizioni atmosferiche.
 


 

Baychimo crew haul equipment ashore - Photo by Canada's History

 

Il suo ultimo viaggio, destinazione Alaska per caricare pelli pregiate dalle popolazioni locali, per conto delle “Hudson Bay Company”, risale al 1931. Anno che la vede incagliarsi nei ghiacci del duro inverno di quelle latitudini. Da quel momento inizia per il cargo una lunga e misteriosa stagione.

 

La nave è stretta dalla morsa del gelo e se ne libera ritmicamente prendendo il largo e impedendo all’equipaggio superstite di fare previsioni sul suo utilizzo.

 

L’armatore ne decreta l’abbandono definitivo, non prima di averla svuotata della parte più preziosa del suo carico. Seguono anni di periodici avvistamenti sia da mare che da terra e contrariamente a quanto alcuni ritenevano dimostra di essere ancora in grado di tenere il mare e i ghiacci di quell’ impegnativo oceano.

 

L’ultimo avvistamento avviene nel 1969 sulla rotta del passaggio a nord ovest.

 

Negli ultimi anni molti ritengono conclusa l’avventura dell’ SS Baychimo, probabilmente affondato con le stive squarciate dal gelo, ma sono ancora molti, al contrario, che sperano in un incontro in alto mare, tra le nebbie e i ghiacci, magari riconoscendo appena il suo alto comignolo o le sue arrugginite gru di carico.

 

Nel 2006 le autorità marittime dell’Alaska hanno varato un progetto di ricerca per individuare un possibile relitto, ma al momento senza successo… e questo, naturalmente non dispiace a quei marinai cui piace, nelle lunghe ore di navigazione, fantasticare sull’ultima nave fantasma dell’ Artico.

 

Fabrizio Fattori
 

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Titolo del: 12/07/2020 06:50

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