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Il Museo delle Navi Romane di Nemi: la Casa di Caligola

Il Museo delle Navi Romane di Nemi: la Casa di Caligola

Fa parte del Sistema Museale Museum Grandtour

Il Museo rappresenta un centro fondamentale per il consolidamento del rapporto con il territorio e con le sue realtà e ospita frequentemente iniziative culturali (Mostre, Convegni, Seminari) che hanno contribuito ad un notevole ampliamento del pubblico e dei flussi turistici, in particolare scolastici ed universitari.

 

Fa parte, inoltre, del Sistema Museale Museumgrandtour, che riunisce dodici musei dell’area albana e prenestina e partecipa alle iniziative che il sistema promuove per la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio culturale locale.

 

A distanza di ben di 2008 anni dalla nascita (12 d.C.), Caligola, il terzo imperatore di Roma, morto assassinato a 29 anni per mano dei suoi stessi pretoriani, può davvero vantare un museo tutto suo.
 


 

L'ingresso del museo a Nemi

 

Il Museo delle Navi romane, custodisce la storia delle due enormi navi-palazzo che l’imperatore folle e trasgressivo, dispotico e grottesco (almeno a leggere le memorie biografiche dello storico Svetonio) aveva fatto costruire sul lago in connessione alla sua villa presso il Santuario di Diana.

 

Scoperte inedite


Quasi a prendersi la sua rivincita, l’edificio-arsenale costruito nel 1935 quando fu inaugurato dallo stesso Mussolini, svela il nuovo allestimento permanente dedicato a Caio Cesare Germanico, soprannominato Caligola per via della «caliga» il tipico sandalo che, come racconta Svetonio, amava calzare.

 

Il percorso, propone per la prima volta reperti finora inediti, originari delle navi di Caligola distrutte com’è tristemente noto dall’incendio del 1944, che sono stati restituiti dal Museo delle Terme di Diocleziano di Roma, insieme ad altri manufatti, tra ritratti, sculture, elementi architettonici, provenienti dal Santuario di Diana Aricina a Nemi
 


 

Insomma, è l’occasione per conoscere da vicino Caligola, esponente della dinastia giulio-claudia, terzo figlio di Agrippina Maggiore e Germanico, adottato a sua volta da Tiberio, che salì al trono a 25 anni, e secondo le fonti regnò con una «pazzia sanguinaria» nel segno provocatorio del disprezzo verso il Senato tra stravaganze estreme.

 

E che infine, secondo Svetonio, proprio in uno dei criptoportici scavati nelle viscere del Palatino sotto la casa di Augusto, trovò la morte in una congiura il 14 gennaio del 41 d. C.

 

Il Colosso

 

Star della mostra permanente «Caligola. La trasgressione al potere» è il colosso marmoreo dell’imperatore, la famosa statua-ritratto, tra i rari esempi sopravvissuti alla damnatio, alta oltre due metri, ricomposta nelle sue parti di marmo di Paros dopo un attento e accurato restauro durato sei mesi, eseguito a due anni dal recupero da parte della Guardia di Finanza.
 


 

La statua-colosso dell'imperatore, salvata dalle Fiamme Gialle poco prima che venisse trafugata all'estero e presentata dal sottosegretario Giro (foto Proto)

 

La straordinaria opera era stata, infatti, rotta dai tombaroli che l'avevano trafugata nel territorio del lago. Ed è attorno alla statua che ruota tutta la mostra, con reperti mai esposti prima, provenienti dagli scavi nel territorio, in larga parte condotti con l’università di Perugia, tra il santuario di Diana, il tempio, il teatro, la villa di Caligola e la villa di Domiziano a Castel Galdolfo. Ma molti altri reperti erano chiusi nei depositi delle Terme di Diocleziano fin dai tempi della seconda guerra mondiale. In tutto, quasi mille opere.

 

Spicca la statua di Atteone, i pezzi originali delle navi di Caligola, tra piccoli macchinari e il vasellame dei servizi preziosi usati a bordo, tra vasi in bronzo e argento. Ancora, stipi votive, materiali ceramici e decorazioni architettoniche del tempio. Ad arricchire la mostra, i prestiti temporanei di statue-ritratto di personaggi della famiglia, come Tiberio, insieme a monete, gemme e cammei. Tra le curiosità, anche il filmato sul restauro della statua realizzato da Maurizio Marchetti per la Soprintendenza archeologica del Lazio.

 

Museo delle Navi Romane
Via del Tempio di Diana 13
00040 Nemi, Italy
tel. 06 9398040
 

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navi romane, reperti archeologici, archeologia subacquea
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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 19/09/2020 07:00

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