La progettazione nautica secondo Jack Laurent Giles
di Giovanni M. Isopi
di Giovanni M. Isopi
Jack Laurent Giles è stato uno dei più affermati progettisti di imbarcazioni del secolo scorso. Ricordato soprattutto per le caratteristiche innovative dei suoi progetti, "fuori dalle convenzioni" erano in taluni casi talmente ardite da suscitare un iniziale profondo scetticismo negli osservatori dell'epoca, salvo poi rivelarsi delle vere e proprie pietre miliari per i progettisti dei decenni a venire.
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| Jack Laurent Giles - Foto da laurentgilesarchive.com |
Un innovatore nel suo settore, uno che pensava al di fuori degli schemi, ci ha lasciato barche "belle" perchè incarnavano l'essenza dell'utilizzo per le quali erano state concepite.
Il brano che riporto, tratto dal libro "Laurent Giles - L'evoluzione dello yacht design" di Adrian Lee e Ruby Philpott, edito in italiano dalla Editoriale Olimpia S.p.A, è relativo alla progettazione degli yacht Wapipi e Whooper e credo sia emblematico del modo di pensare e di agire del progettista. Un passo che reputo strepitoso per chi si interessa di progettazione nautica, innovazione e non solo.
[Spesso si dice che la progettazione di uno yacht è un'arte. In effetti è una combinazione di calcoli ed ipotesi pilotate ad arte. I calcoli sono utili. Quanto più una soluzione può essere calcolata in modo preciso, minore è il margine di errore. Nel corso del tempo e della progettazione, viene raccolto un numero imponente di dati e viene sviluppata una certa tecnica che permette di trovare il modo di utilizzare queste informazioni. Ma ci deve sempre essere un inizio e, nel migliore dei casi, i limiti dei calcoli non sempre si trovano dietro l'angolo. Prima o poi un progettista deve prendere coraggio e tirare ad indovinare. Wapipi ne è un esempio calzante...]
[...Quando il comandante Pirie commissionò il progetto, avevamo poco materiale su cui lavorare. Avevamo delle idee, delle mezze idee, forse idee mal concepite di come dovesse essere una barca di tali dimensioni con una ridotta immersione...]
[...Vennero studiati progetti inglesi, americani ed europei ma la concezione finale credo non potesse venir ascritta a nessuna ispirazione proveniente direttamente dall'esterno, sia in generale che in dettaglio. Ma è tutto troppo lontano per poter essere ricordato nei dettagli. Le linee principali della questione sono comunque chiare: la zavorra, senza profondità di chiglia, non offriva molto vantaggio, così per avere stabilità ci doveva essere larghezza. Senza considerare il peso della zavorra, veniva richiesto un dislocamento leggero...]
[Wapipi, nel 1938, aprì la strada alla quasi totalità della flotta da crociera oceanica, da Dinard a Brehart, alla navigazione per bordi con leggero sopravvento e ad una considerevole velocità con vento in poppa. Ha inoltre navigato nella corrente del Solent col vento in prua senza la sua lamiera, resistito ad una brutta tempesta nella West bay e si è dimostrata più affidabile in mare di quanto si fosse mai pensato: ebbe un urto disastroso su una molla di allagamento con la boa Warden Ledge percorrendo il Needles Channel ad una velocità superiore agli 8 nodi e, anche se un poco danneggiata, non ebbe bisogno di interventi sino alla fine della stagione...]
[...La costruzione completa arrivò a 11.980 lbs con una percentuale in peso della zavorra pari al 35.4%. La larghezza finale fu fissata a 9 piedi e 6 pollici. Probabilmente questi dati avrebbero potuto suscitare forti opposizioni, ma credo che noi saremmo stati soddisfatti di rispondere con la frase di Sir Andrew: "Non ho nessuna ragione particolare, ma ne ho abbastanza". La ragione migliore che posso portare è la barca stessa.
A questo punto il proprietario decise di fissare l'albero sul ponte. "Quando si è in ballo bisogna ballare", quindi pensammo che poteva anche essere posizionato sull'osteriggio. Mi ricordo che ogni tanto sia i nostri soci che altre persone andavano in collera ed opponevano una serie di buone ragioni al posizionamento dell'albero sul tetto, ma fu proprio lì che invece venne piazzato e lì rimase pur andando su e giù per la costa e per il Mare del Nord...]
[...In conclusione, quel che conta sono i fatti e non le parole. In un certo modo siamo soddisfatti di questo yacht sia per il suo aspetto che per le sue prestazioni e, se i progettisti nutrono qualche dubbio sul valore di questo tipo di imbarcazione, gli consiglio di informarsi dei risultati ottenuti da Wapipi e dalla gemella Whooper sul mercato delle vendite. Ogni volta che le due barche sono apparse sul mercato hanno dettato prezzi anomali. I compratori si sono messi in fila e si è trattato di vendere all'offerta più alta piuttosto che di accettare le offerte migliori...]
[...Oggi Wapipi veleggia nell'Irlanda del Sud.]
Giovanni M. Isopi
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