Il Cantiere Navale Carlini è stato fondato nell’immediato dopoguerra da Roberto Carlini, il quale aveva appreso le tecniche della costruzione navale lavorando nei cantieri Gentili negli anni trenta/quaranta.
Le prime barche costruite sono state piccole derive tipo jole, beccaccini, dinghy, per poi passare a collaborare con progettisti nazionali quali l’ing. Mario Roberti (padre del famoso timoniere di Azzurra Stefano Roberti) ed internazionali quali Laurent Giles, German Frers Senior, William Gardner.

Alnair - Sloop Bermudiano 1964 designer Olin Stephens Cantiere Carlini
Inizia poi a metà degli anni cinquanta una costante collaborazione con lo studio Sparkman & Stephens che porterà alla realizzazione di alcune delle barche più famose realizzate dal Cantiere Navale Carlini, quali la serie degli Alnair, degli Elan, dei Dida, dei Kerkira, il Tarantella, il Levantades, il Marea e tante altre fino alla fine degli anni settanta quando il regolamento IOR non permetteva più di realizzare barche da regata/crociera. Dalla metà degli anni settanta German Frers Jr progetta il Moro Di Venezia, il Nita, l’Antipolis, il Rumegal attualmente Dida VI ed il Sely.
Dopo aver preso il diploma all’Istituto Nautico di Ancona, Stefano Carlini inizia a lavorare con il padre Roberto in maniera definitiva e, nei primi anni ottanta, inizia la collaborazione con Carlo Sciarrelli che ha disegnato bellissime imbarcazioni da crociera a vela, ad eccezione del Chica Boba III, che ha partecipato alla edizione della Ostar del 1984, e del Latest Rorolima, unico esemplare di barca a motore.

Angelica alla Rolex Cup
Nel 1985, dopo la morte del padre Roberto, viene realizzata l’ammiraglia del cantiere “Serida II” un kecht di 22 mt progettato da Carlo Sciarrelli. Questa barca segnerà il passaggio delle consegne da padre a figlio.
Degna di nota è la collaborazione, nel 1997, con lo Studio Vallicelli per la realizzazione di Conchita IV, un cutter 57’.
La flotta del Cantiere Carlini
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