Cantieri Sangermani di Lavagna
Una ''Eccellenza'' ligure
Una ''Eccellenza'' ligure
L’attività cantieristica Sangermani è nata alla fine del diciannovesimo secolo a Mulinetti, un paesino della Riviera di Levante vicino Recco, presso Genova.
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| Ettore “Dorin” Sangermano |
Il bisnonno Ettore “Dorin” Sangermano volle costruire in proprio, nella piccola bottega che dava sul mare, una barca per suo figlio appena nato Cesare: era il 1896.
In quegli anni in Italia non esisteva ancora lo yachting da diporto e solo le famiglie facoltose potevano dedicarcisi.
Nel 1906 Ettore vinse la medaglia d'oro ad un'importante esposizione per una piccola barca a vela che progettò e costruì.
Fu il primo riconoscimento ufficiale dell'abilità costruttiva e progettuale dei Sangermani.
Nel 1928, con il Vespa, il veloce 5,50 appena costruito, Cesare e Piero Sangermani vinsero nelle acque di Bogliasco il Campionato di classe.

La prima imbarcazione fatta da "Dorin" nel 1896
Le numerose vittorie riportate con questa barca dai fratelli Sangermani stimolarono la produzione, poi proseguita con successo anche a Lavagna, di altre importanti realizzazioni in questo campo.
Sin dalle origini questo cantiere si è distinto per la scelta strategica di produrre poche imbarcazioni da lavoro, privilegiando la costruzione di yacht.

Vespa
A Mulinetti lo spazio era ormai diventato insufficiente a soddisfare le esigenze della clientela, che richiedeva scafi sempre più importanti: nel 1934 i fratelli Sangermani decisero di trasferire il cantiere a Rapallo.
Qui è stata varata almeno una quarantina di splendidi yacht; tra cui spicca Samani I, ispirazione di molti successivi motor-sailer, Santa Rita, Gipo II, e in particolare il 22 metri sloop Samani II, che è ancora oggi navigante ed è ben noto agli appassionati di nautica da diporto.

Il varo del Samani II
Come riconoscimento per la loro capacità costruttiva, all'inizio della seconda guerra mondiale, i fratelli Sangermani, sempre alla ricerca di nuove opportunità per espandere il proprio business, furono chiamati a gestire il cantiere navale di Riva Trigoso.
Sotto la loro guida numerose navi, molto più grandi di quelle che erano abituati a costruire, sono state completate. Tra queste, un 40 metri di lunghezza, Solaro I, commissionato nel 1945 dal Palazzo Arcivescovile di Genova.
Nel 1946 i fratelli Sangermani decisero di lasciare Riva Trigoso per quella che sarebbe stata la sede attuale dei Cantieri Sangermani di Lavagna.
Fu tra gli anni ’50 e ’60 che la produzione Sangermani venne alla ribalta della scena internazionale con la realizzazione di diversi III classe RORC (Royal Oceanic Racing Club).

Chiar di Luna
Vennero costruite diverse splendide barche per lo Sport Velico della Marina Militare Italiana: tra esse non si possono dimenticare Chiar di Luna, terminata nel 1950, e Artica II, varata nel 1956, che con le loro numerose vittorie nelle più importanti regate hanno contribuito a far conoscere nel mondo il nome dei Cantieri Sangermani.
Non solo le più importanti famiglie italiane, ma anche l'elite dei clienti internazionali, hanno apprezzato delle barche Sangermani due fondamentali caratteristiche: erano bellissime e camminavano come il vento.
Proprio un progetto firmato Sangermani ha dato vita al Gitana IV, una barca che ha segnato un’ epoca nel racing mondiale della vela, vincendo nel 1965 la regata del Fastnet e abbassando di ben undici ore il record, rimasto imbattuto per molti anni.

Gitana IV
Gli anni ’70 furono gli anni di maggior evoluzione dello yachting italiano. Si costruirono barche sempre più grandi, progettate da architetti navali famosi, per citarne alcuni: Laurent Giles, Sparkman & Stephens, Illingworth, Angus Primrose, Anselmi Boretti, Reiners, Philip Rhodes, Buchanan, Alan Gurney, German Frers, Carlo Sciarrelli, Gary Mull; ma, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ad oggi, più della metà degli scafi fu costruita su progetto Sangermani.
Cesare Sangermani Sr. era ormai considerato il "santone" della nautica da diporto. Ogni barca è diversa, tutta fatta a mano ... a partire dal tronco dell'albero.
Le vittorie continuarono con Cesare Sangermani jr., attuale proprietario del cantiere. Una delle più memorabili fu la vittoria nella Giraglia del 1971 al timone di “Mania”, un 10,60 metri costruito interamente in mogano nel 1969. I giornalisti la definirono “la Stradivari del mare”.

Mania - La Stradivari del mare
A partire dal 1978, sotto la guida di Cesare Sangermani jr. sono iniziate nel Cantiere di Lavagna le costruzioni di scafi con materiali compositi avanzati, ossia con l’impiego dei cosiddetti materiali “esotici”, quali le resine epossidiche, la fibra di vetro, il nido d’ape d’alluminio, il kevlar, il carbonio e il nomex, ancora oggi all’avanguardia.
La qualità dei materiali impiegati, molti dei quali provenienti dall'industria aerospaziale, e la continua ricerca dell'innovazione tecnologica sulla base di metodi sperimentali, hanno esemplificato la ricerca della perfezione fin nei minimi dettagli di attrezzature e costruzione. Ciò ha portato alla creazione di yacht unici con prestazioni superlative, come è stato dimostrato dalle vittorie negli eventi velici più importanti, dalla Giraglia al Campionato del Mediterraneo.

Guia 2000 di Giorgio Falk
Grazie alle importanti collaborazioni con alcuni tra i maggiori esperti del settore, da Luca Olivari all'Ing. Fabio Buzzi, sono stati varati alcuni prototipi sperimentali sia a vela sia a motore.
Guia 2000 di Giorgio Falk, costruita nel 1979 su progetto di German Frers, vincitrice della Giraglia nel 1979 e nel 1983, campione del Mediterraneo per due anni consecutivi e nel 1985 vincitrice, con Pierre Sicouri e Paola Pozzolini, della Brooklyn Cup, la transatlantica a coppie.
Articolo V, costruita nel 1980, realizzata come barca molto vicina al concetto di "monoscocca" in sandwich di kevlar e balsa aeronautica.

Articolo V
Flash, secondo classificato al mondiale offshore classe II del 1984 e campione italiano offshore classe III nel 1986; Rolly Go e Ottovolante, il primo catamarano Sangermani, varate nel 1981.
Le tecniche sperimentali, dall'W.E.S.T. System (utilizzato dal 1986 nella costruzione di molti yacht quali Secondo Pensiero, Dalu, Luja e Wallygator) fino allo Xilon 30003 (utilizzato dal 2004), hanno permesso l'implementazione di materiali all'avanguardia nel tradizionale metodo costruttivo, contribuendo in modo naturale al processo di ammodernamento del Cantiere.
Tratto dalla storia dei Cantieri Sangermani
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