Nathanael G. Herreshoff, il Mago di Bristol - Report - NAUTICA REPORT
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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 19/03/2019 07:00
Report / Nathanael G. Herreshoff, il Mago di Bristol
Nathanael G. Herreshoff, il Mago di Bristol

Nathanael G. Herreshoff, il Mago di Bristol

di Stéphan Jules Buchet

Era il 1892 quando il Royal Yacht Squadron di Cowes (UK) decise di affrontare la sfida per la riconquista della “Coppa delle 100 ghinee”, poi conosciuta come “Coppa di America”, con un nuovo tipo d’imbarcazione di oltre 40 m; dopo aver perso la sfida del 1885, il club britannico portò sulla linea di partenza lo yacht Valkirye II, di 41,5 m e con un piano velico di 932,9 mq.

 

Il New York Yacht Club, detentore della Coppa, ordinò a Paine e Burgess, già progettisti di scafi vincenti, la realizzazione dello yacht del Defender. Il risultato fu Jubilee che, però, non fu ritenuto uno yacht affidabile.
 


 

Valkirye II

 

Il Club allora si rivolse a un giovane e brillante progettista navale di Boston, Nathanael Herreshoff, cui fu affidato il compito di realizzare ben due imbarcazioni. Herreshoff progettò gli yacht Colonia e Vigilant, che una volta approntati fecero le regate di selezione per il Defender insieme a Jubilee e Pilgrim.

 

Vigilant, che aveva l’opera morta in acciaio e chiglia in lega di bronzo e un piano velico di 1047,2 mq, con al timone lo stesso Herreshoff, si aggiudicò facilmente il diritto di difendere la Coppa.
 


 

Lo yacht Vigilant, ideato da Herreshoff, vinse la sfida di Coppa di America del 1893; in apertura, una immagine giovanile di Nathanael Herreshoff

 

Agli inizi di ottobre del 1893 si svolsero le regate, entrambe vinte da Vigilant. Cronisti e appassionati di vela dell’epoca dissero che fu una delle più belle sfide mai disputate.

 

Con questo successo internazionale Herreshoff si affacciò prepotentemente nel mondo delle costruzioni navali che lo vedrà protagonista, fino a diventarne un mito, di progetti rivoluzionari e pionieristici, studi e invenzioni nell’ambito dello yachting e non solo.

 

Il mago di Bristol

 

Nathanael G. Herreshoff

Nato il 18 marzo 1848 a Bristol (Rhode Island), nel 1870 Nathanael Greene Herreshoff si laureò al Massachusetts Institute of Technology in ingegneria meccanica. Agli inizi lavorò per una compagnia di Providence, Rhode Island, che produceva motori a vapore. Nel 1888, durante una prova in mare vi fu un incidente a una caldaia, sembra per un’errata manovra di Herreshoff, che gli costò il posto.

 

Tornato a Bristol, con il fratello costituì la Herreshoff Manufacturing Co. per la realizzazione di barche a motore, principalmente, e yacht a vela. Il fratello John Brown, più grande di lui e cieco dall’età di 14 anni, si occupava delle questioni finanziarie e della conduzione della compagnia mentre Nathanael s’interessava dei progetti e delle realizzazioni.

 

La fabbrica acquisì subito notorietà e gli affari progredirono di pari passo. In seguito, i due fratelli decisero di dedicarsi alla sola produzione di yacht. Volendo rivolgersi alla clientela più ricca, gli Herreshoff ingaggiarono i migliori maestri d’ascia pagando degli stipendi che erano i più alti della cantieristica statunitense. Quando i magnati del New York Yacht Club lo ingaggiarono, Herreshoff, chiamato dagli amici “Captain Nat” e da molti il “mago di Bristol”, era ben conosciuto nell’ambiente velico americano, perché aveva ideato Shadow, un “compromise type” yacht, via di mezzo fra i cutter britannici e gli sloop americani.
 


 

Puritan

 

Risultato un progetto validissimo, l’idea fu sfruttata anche da altri costruttori navali fra i quali Burgess che la utilizzò per la realizzazione di due yacht vincenti di Coppa di America: Puritan e Mayflower.

 

La prima creazione di Herreshoff fu realizzata quando aveva 16 anni: era una barca a vela di 16 piedi (Henrietta) cui fece seguito il progetto di un’imbarcazione di 21 piedi. Nel periodo 1890-1891 realizzò numerosi progetti innovativi che ebbero un impatto benefico sulla statica cantieristica d’allora: di queste realizzazioni è necessario ricordare Gloriana, Alpha, Dilemma e Navahoe.
 


 

Gloriana

 

Gloriana, varato nel 1891, fu il primo yacht moderno da regata. Fino ad allora, e ancora per molti anni, non c’erano molte differenze fra uno yacht da regata e uno da crociera, in quanto, per entrambi, l’arredamento interno, talvolta lussuoso, tendeva a ricreare l’ambiente di casa, con i relativi confort e passatempi, appesantendo lo yacht e vanificando così eventuali miglioramenti apportati per ottenere velocità superiori.

 

Gloriana era un compromise yacht: essenziale nell’interno, aveva una struttura in acciaio e il fasciame doppio in pino, senza calafataggio, e fissato con biacca di piombo, cosicché la superficie era quasi priva di chiodatura. Aveva il centro di gravità molto basso con circa il 60 % del dislocamento nella chiglia corta.
 


 

A bordo del Gloriana

 

Lungo 21,40 m fuoritutto, aveva una lunghezza al galleggiamento di solo 13,85 m che aumentava quando il vento la faceva sban- dare, e una superficie velica di 380,89 mq. Nel novembre dello stesso anno fu varato un al tro yacht rivoluzionario per l’epoca: Dilemma.

 

L’opera viva era ridotta (7,40 m al galleggiamento e 11,38 m f.t.), e aveva attaccata una pinna sottile al termine della quale, in basso, era stato fissato un bulbo a forma di siluro. La chiglia a pinna (finn keel) non era un’invenzione di Herreshoff, ma lui fu il primo a perfezionare l’idea e a utilizzarla appropriatamente, ottenendo risultati di successo.
 


 

Alpha

 

Nel 1892 fu la volta di Alpha, uno yacht con deriva mobile e poca zavorra. Herreshoff aveva applicato a uno yacht da regata alcune soluzioni già esistenti come la deriva mobile, utilizzata per imbarcazioni che dovevano muoversi anche su fondali bassi, e lo spostamento sopravento dell’equipaggio come zavorra mobile. Nell’autunno del 1892 scese in acqua Navahoe, uno sloop da crociera di 25,83 m, il primo costruito in acciaio dalla Herreshoff Manufacturing Co.

 

America’s Cup

 

Dopo la vittoriosa esperienza del 1893 all’America’s Cup, cinque nuove imbarcazioni realizzate da Herreshoff vinsero le successive sfide: Defender, nel 1895, Columbia (1899 e 1901), Reliance (1903) e Resolute (1920).

 

Nel 1895, contro il Valkirye III di Lord Dunraven, Herreshoff mise in campo Defender, un’imbarcazione in bronzo, acciaio e alluminio, assoluta novità costruttiva per gli Stati Uniti.
 


 

1920 - Vanitie e Resolute

 

Studiato e realizzato in gran segreto, lo yacht era lungo 37,80 m fuoritutto (27,17 m al galleggiamento), largo 7,03 m, con un’immersione di 5,81 m, aveva una superficie velica di 1170,3 mq.

 

Defender, dopo aver superato nelle selezioni anche Vigilant, vinse la prima regata contro Valkirye III, più corta rispetto a Valkirye II, ma con una superficie velica più grande (1210,5 mq). Nella seconda regata l’imbarcazione britannica fu squalificata. Nella sfida successiva, e per vari anni, fu il nordirlandese Sir Thomas Lipton, portacolori del Royal Ulster Yacht Club di Belfast, a lanciare la sfida agli statunitensi.
 


 

1901 - Columbia e Shamrock II

 

Nel 1899, per i britannici, scese in acqua Shamrock, uno yacht di 27,1 m al galleggiamento (39,6 m fuori tutto) e con una velatura di 1253,2 mq. Herreshoff per l’occasione realizzò un altro yacht innovativo: Columbia. Costruito in bronzo al manganese e acciaio, fu il primo yacht nella storia della Coppa ad avere un albero in ferro invece che di legno, che supportava una superficie velica di 1189 mq.

 

Columbia riuscì a battere Shamrock in tutte le prove valide per la disputa della sfida, che da quell’edizione si svolse al meglio delle cinque regate. Lo yacht di Herreshoff, prima imbarcazione a difendere il titolo per due volte, ripeté l’impresa nell’edizione nel 1901, questa volta contro il secondo Shamrock, più lungo del precedente (41 m) e con maggiore superficie velica (1302,5 mq).
 


 

Reliance

 

Per l’edizione del 1903 Herreshoff realizzò lo yacht più grande mai visto nelle sfide di America’s Cup: Reliance. Lungo 43,8 m (27,86 m al galleggiamento), largo 7,86 m e con una superficie velica di 1501,26 mq, aveva un equipaggio di 64 uomini, la maggior parte dei quali utilizzati come zavorra mobile. Reliance ebbe ragione facilmente di Shamrock III, la nuova imbarcazione di Sir Lipton, lunga 41,10 m e con un piano velico di 1314,9 mq, realizzata in acciaio, alluminio e con la ruota del timone al posto della pesante e ingombrante barra.

 

Per la sfida prevista per il dicembre 1914, fu con- cordato d’impiegare barche che dovevano avere la dimensione di 95 piedi secondo l’American Universal Rule Measurement. Più conosciuta come Universal Rating Rule (Regola Universale di Compenso), l’American Universal Yachting Rule era stata ideata da Herreshoff ed era stata adottata negli Stati Uniti.

 

Questa regola, che misurava le dimensioni dello yacht relative alle variabili fondamentali confrontandole con le dimensioni di un modello base, teneva anche conto del dislocamento, e divideva le imbarcazioni secondo classi, contraddistinte da lettere dell’alfabeto, a seconda del rating a ciascuna assegnato: dove R è il rating, L la lunghezza, S la superficie velica e D il dislocamento.

Aggiornata con il passare del tempo, l’Universal Rule rimase, in pratica, in vigore fino a quando gli Stati Uniti, nel 1952, raggiunsero l’IYRU (oggi ISAF).

 

A causa del conflitto mondiale la sfida si svolse nel 1920. Sir Lipton si presentò con Shamrock IV mentre sulla linea di partenza gli statunitensi misero il quinto yacht di Captain Nat Resolute (32,3 m di lunghezza e s.v. di 815,2 mq).

 

I britannici vinsero le prime due regate mentre la terza vide le imbarcazioni giungere contemporaneamente sul traguardo; la vittoria andò allo yacht americano che aveva un vantaggio di 7 minuti in tempo compensato.

 


 

1920 - Resolute e Shamrock IV

 

Nella terza e quarta regata gli statunitensi fecero meglio degli inglesi e così uno yacht progettato da Herreshoff difese vittoriosamente per la sesta e ultima volta la Coppa di America.

 

Sir Lipton non riuscì mai a vincere (perse anche la sfida successiva nel 1930), ma resterà nella storia come l’unico britannico a essere stato vicino a riprendersi il trofeo. Herreshoff non progettò più yacht per la Coppa di America, ma dal suo cantiere uscirono i vincitori delle sfide del 1930,
 


 

1934 - Rainbow e Endeavour

 

Enterprise, e del 1934, Rainbow; in pratica dal 1893 al 1934 tutti gli yacht vincenti furono costruiti dall’Herreshoff Manufacturing Co. C’è anche lo zampino di Captain Nat nella scelta degli yacht a partire dal 1930: fu lui, infatti, a proporre la nuova classe, la più grande dell’Universal Rule, che si avvicinava ai 23 m Stazza Internazionale dell’International Rule adottata dai paesi europei. Si trattava di una classe d’imbarcazioni belle e veloci che dettero spettacolo in tutte le edizioni cui furono presenti: la J Class.

 

L’era di Herreshoff continua

 

Nel 1919 uscì la prima delle 95 imbarcazioni della classe monotipica S costruite su progetto di Herreshoff dal cantiere di Bristol. Di queste ben 75 sono ancora naviganti, a testimonianza della bontà del progetto. Costruita in legno, è lunga f.t. 8,38 m (6,25 m al galleggiamento), larga 2,19 m, e ha un’immersione di 1,45 m data da una profonda chiglia. Il periodo che va dal 1890 al 1920 è stato chiamato “l’era di Herreshoff”, perché fu quello di maggior creatività e che incise profondamente sulla costruzione degli yacht da regata, ma il suo “lascito” va oltre quel periodo, grazie anche agli studi e alle invenzioni, che a tutt’oggi sono validi nel campo dello yachting e non solo...

 

Herreshoff, infatti, non s’interessò solo di yacht o d’imbarcazioni da regata, che fra il 1890 e il 1938 sono sempre state ai vertici delle competizioni, ma fra i suoi oltre 2000 progetti vi erano anche imbarcazioni a vela da diporto, catamarani da regata, fra i quali Amaryllis, di 25 piedi, il primo registrato negli Stati Uniti e con il quale vinse numerose regate.
 


 

Amaryllis - Il primo catamarano della storia (1933)

 

Oltre al sistema di compenso, il mago di Bristol elaborò un metodo rigorosamente scientifico per lo studio del dimensionamento delle strutture di un’imbarcazione (fasciame, ossatura, ecc) che fino a quel momento era stabilito con metodi empirici.

 

Fra le sue numerose invenzioni è bene ricordare quelle del winch a due velocità e dell’arridatoio a doppia vite, e gli sviluppi dell’elica a pale pieghevoli e del primo motore leggero a vapore. Progettò e costruì Stiletto, la prima torpediniera a vapore della US Navy, e con questa, Herreshoff stabilì il primato di velocità per imbarcazioni a motore nel 1885: 42 km/h.
 


 

Stiletto - Wooden Torpedo Boat No. 1

 

Incorporata nella US Navy con il nome Wooden Torpedo Boat No. 1, fu la prima unità a lanciare un siluro autopropulso. Nel periodo 1890 - 1897, il Cantiere Herreshoff consegnò altre sei unità veloci alla US Navy.

 

Nathanael Greene Herreshoff morì a 90 anni, dopo aver lasciato la sua impronta indelebile nello yachting dell’epoca e attuale, precorrendo i tempi.

 

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Fonte: Lega Navale e Nautica Report
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Royal Yacht Squadron di Cowes, Coppa delle 100 ghinee, Valkirye II, New York Yacht Club, Coppa di America, Jubilee
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