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Fonte: wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 16/10/2017 06:55
Report / Tabarly, un mito della vela
Tabarly, un mito della vela

Tabarly, un mito della vela

Éric Tabarly (Nantes, 24 luglio 1931 – Oceano Atlantico, 13 giugno 1998) è stato un navigatore francese.
 

Nel 1964 vinse la regata transatlantica in solitario a bordo della sua barca, il Pen Duick II. Riceve le felicitazioni dal generale De Gaulle perché grazie a lui tanti francesi in più scoprono la vela. Fu il vincitore anche in una edizione successiva, che gli valse la Legion d'Onore, e della transpacifica in solitario.

 

È scomparso in mare nel 1998, al largo del mare d'Irlanda. Il corpo verrà ritrovato qualche giorno dopo da alcuni marinai.
 


 

Alla sua memoria è dedicata la Cité de la Voile che sorge sul litorale della città francese di Lorient, un centro polifunzionale avveniristico dedicato alla nautica e all'avventura del mare.

LO SKIPPER FRANCESE SCOMPARE NELL' ATLANTICO: E' CONSIDERATO IL PIU ' GRANDE DEGLI ULTIMI QUARANT' ANNI, L' UNICO A VINCERE DUE REGATE OSTAR

 

Tabarly, sparito in mare un mito della vela.

La polizia del Galles dichiara: e’ morto. Ma il premier Jospin ordina: continuate le ricerche. Falck: " Non si legava mai si fidava del suo equilibrio "

 

 
Éric Tabarly 

Lo skipper francese scompare nell’Atlantico: e’ considerato il piu’ grande degli ultimi quarant’anni, l’unico a vincere due regate Ostar Tabarly, sparito in mare un mito della vela La polizia del Galles dichiara: e’ morto. Ma il premier Jospin ordina: continuate le ricerche PARIGI - Non resta che sperare in un miracolo, ormai sempre piu’ improbabile. Questa volta il mare non ha avuto alcun riguardo per il navigatore Eric Tabarly.


L’uomo che per trent’anni in Francia e nel mondo e’ stato sinonimo di vela, di mare, di trionfi. Tabarly, 66 anni, e’ dato per disperso dalla mezzanotte tra venerdi’ e sabato, quando e’ caduto in mare dalla sua barca, la Pen Duick II durante una manovra. Lo skipper francese scompare nell'Atlantico: e' considerato il piu' grande degli ultimi quarant'anni, l'unico a vincere due regate Ostar.

 

La polizia gallese non crede nei miracoli, e ieri notte ha ufficializzato la morte di Tabarly, dopo aver interrogato i quattro compagni di navigazione del navigatore francese. Uno di loro ha rilasciato una testimonianza drammatica: una volta caduto in acqua, il navigatore francese - che non indossava il giubbotto di salvataggio - avrebbe a lungo chiesto soccorso, prima di essere inghiottito nell'oscurita'. Giovanni Soldini, lo skipper italiano che in un incidente simile ha visto scomparire il suo amico Andrea Romanelli, ha commentato commosso: "Tabarly e' morto da marinaio".
 


 

Éric Tabarly a bordo del suo Pen Duick II

 

L'incidente e' avvenuto nelle acque dell'Oceano Atlantico a ovest del Galles. Ma la richiesta di aiuto lanciata dall'equipaggio e' stata raccolta soltanto ieri mattina da una nave australiana. Per ore le autorita' britanniche hanno continuato le ricerche ma poi, dopo circa 12 ore dal naufragio, hanno deciso di non insistere.

 

Un uomo in condizioni di emergenza non puo' superare le 3 - 4 ore nelle acque dell'Atlantico. Non si rassegnano invece i francesi. Il primo ministro Lionel Jospin ha voluto inviare un'unita' della marina francese in cerca del navigatore che anche oggi proseguira' nel pattugliamento della zona.

 

 
Éric Tabarly

Tabarly e' stato forse il piu' grande skipper degli ultimi 40 anni. La faccia ruvida e d'altri tempi di "Eric il bretone" spunto' fuori nel 1964 quando un ragazzo sfacciato di 33 anni si permise di vincere la regata transatlantica in solitario arrivando a Newport in 27 giorni. Dal quel momento la storia di Tabarly e' uno sterminato elenco di vittorie e imprese straordinarie.

 

L'unico navigatore capace di bissare la vittoria nella prestigiosa Ostar, e anche l'unico capace di vincere nello stesso anno (1967) il Fastnet in Inghilterra e la Sydney - Hobart in Australia. Successo con il quale si guadagno' il soprannome di "Capitan Achab". Decine di imprese firmate sempre con barche che portavano lo stesso nome, "Pen Duick", ribattezzate come regine di una dinastia.

 

E d'altronde "Pen Duick", che in bretone contraddistingue la cinciallegra a testa nera, era il nome del primo yacht della famiglia Tabarly, costruito nel 1898. Gli rimase sempre fedele. Lo scorso ottobre Tabarly, dopo un periodo di silenzio, era tornato a vincere, con la sua classe infinita, la regata Le Havre - Cartagena de Indias - Colombia.

 

Ma piu' che i suoi successi agli amanti della vela, se il mare non dovesse piu' restituircelo, restera' il ricordo della sua faccia. Il sorriso che accompagnava ogni ritorno. Ripeteva: "Amo la franchezza, le ragazze delle isole, le grandi barche a vela. Ma soprattutto non amo restare fermo a lungo". L'amico Falck: "Non si legava mai si fidava del suo equilibrio" MILANO - "Sono scioccato. Eric Tabarly era un carissimo amico, grande velista e grande uomo".
 


 

Pen Duick

 

Giorgio Falck parla con la voce bassa per l'emozione, e' in Liguria, a Garlenda, per il fine settimana, ha appena sentito la notizia al telegiornale. Prima di rispondere fa una raffica di domande: Eric dov'era, a che ora e' successo, com'era il mare? Chi era a bordo con lui, era sul Pen Duick II, la sua barca d'epoca? Poi sospira. "Un grande marinaio come lui... stranissimo". Falck, un errore illudersi di trovarlo ancora vivo? "Impossibile. Se cadi di notte, in quel mare, con una temperatura di 15 gradi, non sopravvivi piu' di tre o quattro ore". Pare che Tabarly sia caduto in mare durante una manovra, eppure era un velista esperto. "Era il numero uno. Un mito. "Il" marinaio.

 

E in barca sembrava una scimmia, si attaccava dappertutto. Pero' non si legava mai e in questo sbagliava. Ricordo che al giro del mondo non faceva legare nessuno del suo equipaggio. Lui diceva che un bravo marinaio deve avere l'equilibrio. Fu Miriam, una ragazza bretone come lui, del suo equipaggio, che frequentavo vent'anni fa a raccontarmelo: "Legarsi da' una falsa sicurezza", ripeteva Eric".

 

 
Giorgio falck

Tabarly era ormai un velista non piu' giovane, aveva 66 anni, era in pensione. Forse ha rischiato troppo alla sua eta'? "Non ci sono limiti d'eta' per affrontare il mare. Anzi, un marinaio anziano rischia meno perche' e' piu' saggio". Che ricordo ha dell'amico Tabarly? "Ci siamo frequentati moltissimo. Ho fatto con lui il giro del mondo del '72 e dell'80 e poi ci fu quel famoso triangolo atlantico del '77 in cui affondo' la mia barca che era in testa e quindi vinse lui che era secondo.

 

Eric era un maestro e un grande uomo, un tipo carismatico: parlava poco e diceva sempre cose intelligenti. Certo e' assurdo che uno come lui, con le imprese che ha portato a termine nella sua vita, muoia durante una crociera. E' assurdo. E doloroso".

 

R. I. P.
 

 

Fonte: Wikipedia e Nautica Report
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