La Fossa delle Marianne - Report - NAUTICA REPORT
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Isola di Levanzo - I. Egadi (TP)
Levanzo è un'isola appartenente all'arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia.
 
Si tratta della più piccola delle Egadi, con una superfic
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 20/11/2017 06:55
Report / La Fossa delle Marianne
La Fossa delle Marianne

La Fossa delle Marianne

La Fossa delle Marianne è la depressione oceanica conosciuta come la più profonda al mondo.

 

È localizzata a nord-ovest dell'Oceano Pacifico, ad est delle isole Marianne, a 11° 21' nord di latitudine, e 142° 12' est di longitudine, vicino al Giappone.



 

La fossa delle Marianne - Mappa

 

La fossa, che forma un leggero arco lungo circa 2.500 km, si trova in corrispondenza dell'incontro di due placche tettoniche, in una zona di subduzione, dove la placca del Pacifico si insinua sotto la placca delle Filippine.
 

Il punto più profondo si trova a circa 11.000 metri sotto il livello del mare.
 

Nei pressi della Fossa delle Marianne (come vicino a tutte le altre fosse sottomarine), sono presenti molti vulcani sottomarini (come ad esempio in Giappone).



 

La prima mappa della depressione rilevata dalla spedizione Challenger, 1907

 

Nel 1907 Otto Krummel, in "Handbuch der Ozeanographie", pubblica la prima mappa riportante la profondità della depressione rilevata dalla spedizione Challenger.
 

I primi rilievi della profondità di questa zona dell'Oceano Pacifico furono effettuati dalla spedizione Challenger, che tra il dicembre 1872 e il maggio 1876 compì quella che è considerata la prima spedizione oceanografica, percorrendo 68 890 miglia circumnavigando il globo. Le misurazioni effettuate dalla corvetta Challenger nella zona scoprirono l'esistenza della depressione, rilevando una profondità massima di 4.475 braccia, equivalenti a 8.184 metri.



 

HMS Challenger (1858)

 

Nel 1899 la carboniera statunitense Nero, incaricata di effettuare rilievi idrografici, riportò una profondità massima di 9 636 m (5 269 braccia).

 

 

Nel 1951 il vascello Challenger II della Royal Navy esplorò per la prima volta la zona utilizzando un sonar, scoprendo la depressione profonda 10.900 m posta a 11° 19' N, 142° 15' E, in seguito battezzata Challenger Deep. Il rilevamento venne eseguito misurando con un cronometro il ritorno del segnale al ricevitore e, dato che tale misura era effettuata a mano, fu necessario applicare una correzione di circa 40 metri, cosicché la profondità venne rettificata a 10.863 m.



 

La Fossa delle Marianne

 

 
M.V. Spencer F. Baird

Nel 1957, il vascello sovietico Vitjaz misurò una profondità di 11.034 m. Tuttavia, dato che successive spedizioni dell'epoca non avevano potuto ripetere tale misura, essa non venne considerata accurata. Nel 1962 la M.V. Spencer F. Baird registrò la più grande profondità dell'epoca, pari a 10. 915 m.
 

Nel 1984 il vascello giapponese Takuyo, nave altamente specializzata, misurò con il sonar multi-direzionale di cui era dotato una profondità massima di 10. 924 m. Il 24 marzo 1995, undici anni dopo, un'altra sonda nipponica, la Kaiko, ottenne una nuova misurazione record di 10.916 m.
 

 
Il robot Nereus

Nel 2009 fu effettuata una misurazione mediante il robot Nereus, che rilevò 10.902 m.
 

L'ultima misura è stata effettuata il 7 dicembre 2011, mediante mappatura del fondo marino con un sonar scientifico (Echosounder) posto su una nave idrografica; secondo gli autori della ricerca, il punto più profondo (Challenger Deep), si trova a 10.994 ± 40 m sotto il livello del mare. Questa misura sarebbe, tra l'altro, compatibile con quella effettuata dal vascello sovietico Vitjaz nel 1957.

 

 
Il batiscafo Trieste

In un'immersione senza precedenti, il batiscafo Trieste della U.S. Navy raggiunse la profondità della fossa il 23 gennaio 1960 alle 13:06. Sul batiscafo erano presenti il tenente di vascello Don Walsh e Jacques Piccard. Come zavorra vennero usati pellet di ferro, mentre per favorire il galleggiamento fu usata benzina, più leggera dell'acqua. Il riempimento con benzina aveva anche lo scopo di rendere lo scafo incomprimibile.

 

Gli strumenti di bordo individuarono una profondità di 11 521 m, più tardi rettificati a 10 916 m. Sul fondo della fossa Walsh e Piccard furono sorpresi di trovare delle particolari specie di sogliole o platesse, lunghe circa 30 cm ed anche dei gamberetti. Secondo Piccard, «il fondo appariva luminoso e chiaro, un deserto che faceva trapelare diverse forme di diatomee».

 

Nel 2012 è stata organizzata una nuova immersione con il sommergibile Deepsea Challenger costruito da un'equipe australiana con la collaborazione dello Scripps Institution of Oceanography, del Jet Propulsion Laboratory e della Università di Hawaii.



 

Il regista James Cameron nella fossa delle Marianne

 

La spedizione aveva il compito di raccogliere campioni e filmare l'ambiente circostante.

 

Dopo un'immersione di prova effettuata il 7 marzo 2012 nella New Britain Trench (Isole Salomone), ad oltre 8.000 metri di profondità, il regista James Cameron il 26 marzo 2012 si è immerso raggiungendo con successo il fondo della fossa. Cameron è così diventato il terzo uomo nella storia a compiere l'impresa, il primo in solitaria.

 

Fonte: Wikipedia e Nautica Report
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Tags

Oceano Pacifico, isole Marianne, Giappone, Otto Krummel, spedizione Challenger, Batiscafo Trieste, Jacques Piccard, James Cameron,
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