Shamrock, 1929. La sfida nel tempo
CUTTER MARCONI O BERMUDIANO
CUTTER MARCONI O BERMUDIANO
Parliamo di tempi lontani, quando nacque la competizione divenuta poi la regata per eccellenza: l'America's Cup.
Era il 1851 quando venne per la prima volta organizzata la "Coppa delle 100 Ghinee", la regata prevista per l'Esposizione Mondiale di Londra, aperta a tutte le nazioni e ospitata dal Royal Yacht Squadron, con un percorso che doveva compiere la circumnavigazione dell'isola di Wight, nel Sud dell'Inghilterra.

Coppa delle 100 Ghinee
A sfidarsi furono le più veloci imbarcazioni inglesi dell'epoca, in totale sette schooner e otto cutter, e una sola barca straniera.
Questo nuovo yacht dall'innovativo design proveniva d'oltre oceano, una goletta timonata da John Cox Stevens: "America".
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Lo shooner America
America vinse per pochi minuti sugli inglesi e si portò il trofeo negli Stati Uniti; da allora la regata divenne la Coppa America e non tornò mai più in Inghilterra. Passano gli anni, arriviamo al 1929 quando, oramai a New York, le sfide sul mare dell'America's Cup, tra statunitensi e inglesi, si combattono con splendidi velieri di volta in volta in regola con i sistemi di stazza adottati.
La Conferenza di Parigi del 1907 decide di adottare la Jauge Internazionale, tradotta in "Classe Metrica" e, alla fine della guerra, un accordo sancisce definitivamente la Classe J come Regola Universale: lunghezza da 73 a 87 piedi e piano velico Marconi, 150/160 tonnellate di stazza e 700 m2 di tela sorretta da un albero di 46 metri di altezza.

Shamrock V nel 1930
Insomma, nel 1929 Sir Thomas Lipton, proprietario della omonima catena di drogherie inglesi, per la quinta volta decide di lanciare la sfida all'America's Cup per il Royal Ulster Yacht Club, dell'Irlanda del Nord.
Gli inglesi così costruiscono lo yacht Shamrock V per tentare di contrastare la superiorità americana che scende in acqua con ben 5 J Class. Shamrock V fu disegnato da Charles Nicholson e costruito nei cantieri Camper & Nicholson di Gosport, nello Hampshire.
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| Shamrock V |
La barca venne realizzata con una costolatura in acciaio, ricoperta da fasciame in mogano, e a oggi è l'unica J Class tra quelle ancora naviganti rimasta con tali caratteristiche. L'albero originale, prima dell'ultimo refitting, era cavo, in legno di abete rosso. Prima di attraversare l'Oceano Atlantico per il "Challenge", aveva già vinto 15 delle 22 regate a cui aveva partecipato, con più di 700 miglia di navigazione alle spalle.
La Coppa del 1930 si tenne a Newport, sede estiva del New York Yacht Club. Nelle regate eliminatorie vinse, come defender, Enterprise, del club ospitante. Purtroppo la superiorità e la modernità delle soluzioni adottate da Enterprise, anche quell'anno, non permisero a Sir Lipton, che morì giusto l'anno dopo, di riportare a casa il trofeo.
Shamrock venne quindi acquistata da Thomas O.M Sopwith, noto velista e soprattutto industriale aeronautico inglese, che la utilizzerà in molte regate nel Sud dell'Inghilterra. Nei decenni successivi tutti i J Class vennero smantellati, affondati o abbandonati, ma Shamrock V magicamente continuò a navigare.
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| Shamrock V |
Dopo la Seconda Guerra Mondiale Shamrock V passò di mano ancora una volta, divenendo di proprietà dell'italiano Mario Crespi e successivamente, nel 1962, di Pietro Scanu, come yacht di famiglia.
Nel 1967 Scanu decise di restaurare pesantemente la barca presso i Cantieri Camper & Nicholson, con sabbiature alle parti metalliche dello scafo, nuova pontatura in teak, nuovi motori e impianti, lavori sul fasciame e sulle attrezzature di coperta.
Nello stesso periodo Camper & Nicholson vendette i cantieri alla Southampton Yacht Service che rinominò la banchina proprio in onore di Shamrock V. Nel 1986 la Lipton Tea Company acquistò lo yacht e lo donò al Museo dello Yachting di Newport a Rhode Island. Nel 1989 fu nuovamente restaurato con il prezioso contributo di Elizabeth Meyer.
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Shmrock V - Interni
L'ultimo intervento di refitting (compreso una equilibratura della zavorra e nuove attrezzature veliche) fu eseguito dal 1999 al 2001 dagli attuali armatori nei cantieri Pendennis in Cornovaglia. Questi ultimi lavori hanno decisamente migliorato le performance e il comfort a bordo, per dare agli ospiti il piacere della navigazione storica.
La barca oggi offre ospitalità a 8 persone in quattro cabine, due matrimoniali e due doppie. La boiserie in legno degli interni incorpora ancora alcuni pannelli originali dell'epoca e altri provenienti dai lavori di ristrutturazione di Crespi.
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| Shamrock V |
La coperta è stata completamente ripontata in teak e le attrezzature veliche sono color rame.
L'albero è in alluminio della olandese Rondal Masts come anche il boma; quattro sono gli ordini di crocette e il gioco di sartie è il Nitronic-50 in kevlar della Navtec.
Sia l'albero sia le sartie, stralli e paterazzi, sono stati creati e studiati su misura per Shamrock V con un progetto speciale della Navtec. Oggi la barca, con nuove vele della Doyle riesce a navigare a circa 11 nodi.

Shamrock V
La motorizzazione è costituita da due diesel Caterpillar da 205 Hp ciascuno, la capacità dei serbatoi del gasolio è di 4000 litri per un'autonomia di 800 miglia alla velocità di 9 nodi.
Per le necessità elettriche di bordo Shamrock V è equipaggiato da un generatore da 26 Kw. Per quanto riguarda l'acqua i serbatoi contengono 6.000 litri. La barca ha base nel Mediterraneo e offre alla propria clientela charter esclusivi nelle più affascinanti località mediterranee.
Caratteristiche
| ANNO | 1930 |
|---|---|
| CANTIERE | CAMPER & NICHOLSON (GOSPORT – UK) |
| PROGETTO | CHARLES E. NICHOLSON (GOSPORT – UK) |
| LUNGHEZZA F.T. | 36,58 m |
| LUNG. AL GALLEGGIAMENTO | 26,52 m |
| LARGHEZZA | 5,85 m |
| PESCAGGIO | 4,75 m |
| DISLOCAMENTO | 172 tons |
| SUPERFICIE VELICA | 811 m² |
Per ulteriori informazioni: Yachting Partners International, 28/29 Richmond Place Brighton, East Sussex BN2 9NA England, Tel. 0044 (0) 1273 571722 - French Office Tel. 0033 (0) 4 93340100.
Tratto da www.nautica.it
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