Wally: Med 2026, parte la stagione ad alta intensità
La nuova Wally Performance Trophy apre una stagione che mette in campo wallyrocket, wallycento e Wally 94 in duelli ravvicinati tra Napoli, Porto Cervo e St Tropez
La nuova Wally Performance Trophy apre una stagione che mette in campo wallyrocket, wallycento e Wally 94 in duelli ravvicinati tra Napoli, Porto Cervo e St Tropez
La stagione mediterranea 2026 di Wally è iniziata con la Tre Golfi Sailing Week: oltre una dozzina di Wally in regata, vittorie di linea per Galateia, il successo in IMA Maxi European Championship per V, e la competitività dimostrata dalla piattaforma wallyrocket51. La stagione culminerà con la prima assegnazione della Wally Performance Trophy a Les Voiles de St Tropez (26 settembre‑4 ottobre).
La prima edizione della Wally Performance Trophy è il centro della scommessa che apre la stagione: chi saprà trasformare le prestazioni di tappe isolate in una continuità che duri mesi, tra prove offshore e percorsi tecnici inshore?
La stagione mediterranea 2026 di Wally è partita con la Tre Golfi Sailing Week, palco per oltre una dozzina di imbarcazioni del marchio, con le new entry wallyrocket51 a confrontarsi con i modelli più consolidati come wallycento e Wally 94. Non si trattava soltanto di contare vincitori di giornata: le regate hanno messo in evidenza l'interazione tra progetto, equipaggi e condizioni del mare, delineando una stagione che si deciderà a fine settembre a Les Voiles de St Tropez con l'assegnazione del trofeo di stagione.
Nel golfo di Napoli la flotta Wally ha affrontato due regate di livello: l'ORC World Championship e l'IMA Maxi European Championship. Le wallyrocket51 RocketNikka, Django e Kilara II hanno riportato piazzamenti costanti, con RocketNikka (al timone Roberto Lacorte) terza assoluta nel campionato europeo e Django al quarto posto. Più che i singoli risultati, è stato il comportamento armonico della classe a colpire: scafi che reagiscono in maniera simile, regolazioni affinate e una curva di apprendimento condivisa tra equipaggi con diversa esperienza.
Le giornate a Napoli hanno alternato boline nervose a andature portanti estese; la capacità delle wallyrocket51 di passare velocemente da una andatura all'altra ha ridotto i margini tra competitor diversi, favorendo un confronto serrato e spettacolare per chi osservava dalla banchina o in mare aperto.
Nel segmento maxi la lotta è rimasta sulla corda. V, la wallycento dell'armatore ceco Karel Komarek, ha raccolto il trofeo nella divisione uno dell'IMA Maxi European Championship; Galateia, di Chris Flowers e David Leuschen, ha preso le line honours nella prova offshore di 150 miglia. La cronaca della volata finale — 17 ore in mare e un arrivo separato da soli quattro minuti — fotografa la tensione tecnica tra grandi monoscafo: ogni scelta di assetto e ogni manovra hanno avuto peso decisivo sul risultato.
Quel distacco minimo non è casuale: racconta di regolazioni precise, di scelte di vele studiate per cambi di vento repentini e di un equilibrio tra lunghezza d'acqua e capacità di mantenere velocità di punta per ore. Per gli equipaggi, tradurre la pressione della lunga distanza in ritmo significa gestire non solo la barca, ma anche l'energia dell'equipaggio stesso.

Spazio poi a Porto Cervo, dove due eventi molto diversi tra loro hanno messo nuovamente alla prova la flotta. La Giorgio Armani Superyacht Regatta ha offerto percorsi brevi e tecnici, dove le decisioni tattiche contano più della pura velocità; la Range Rover Sardinia Cup ha invece proposto un test offshore da 130 miglia con vento da nord‑est che ha costretto quasi metà della flotta a ritirarsi.
Qui le wallyrocket51 si sono fatte notare per la versatilità: Django ha chiuso seconda nella generale dopo sette giorni di regate e RocketNikka è arrivata terza. A Porto Cervo è emerso quanto il mantenimento di assetto e la scelta delle vele possano ribaltare una classifica partita in salita: non è solo questione di potenza, ma di gestione delle risorse barca‑uomo quando il vento si mette a tirare duro.
Il calendario estivo porta le Wally in acque diverse per caratteristiche meteomarine e richieste tattiche. A metà giugno la Cyclades Cup attende la flotta nel Mar Egeo; a luglio la Loro Piana Giraglia offrirà il banco di prova per le lunghe offshore. Le imbarcazioni citate nella prima parte della stagione — da Vantanera a Wally B, da Barong D alla wallywind110 Galma — saranno coinvolte in un calendario che alterna sprint tecnici e gare di endurance.

Questa alternanza non è un dettaglio: costringe team e tecnici a modulare approcci diversi, a mantenere barche e vele pronte per scenari opposti. Per la classifica finale conterà la capacità di adattamento tanto quanto la velocità pura; è qui che si vedranno emergere scelte di assetto ripagate con risultati coerenti nel tempo.
La wallyrocket51 mostra una netta vocazione per le prestazioni: scafo e appendici progettati per transizioni rapide tra andature portanti e bolina, piano velico aggressivo e rapporto peso‑potenza pensato per accelerazioni efficaci nei trasferimenti. Nei Wally più grandi, la combinazione tra lunghezza d'acqua, distribuzione dei pesi e profili di deriva ha spesso fatto la differenza nei duelli ravvicinati, come dimostra la lotta serrata tra V e Galateia.

Oltre al progetto, negli eventi visti fin qui il margine si è giocato su dettagli: scelta delle vele in condizioni di vento incostante, gestione delle riparazioni a terra e ritmo di rotazione degli uomini a prua. Le wallyrocket attirano equipaggi diversi e questo porta a gare in cui l'esperienza individuale si mescola al valore della piattaforma, generando confronti equilibrati e spesso spettacolari.
Il calendario proseguirà con tappe che richiederanno ancora più coesione tra scafo e crew. L'appuntamento chiave resta Les Voiles de St Tropez (26 settembre‑4 ottobre): sei giorni di regate e match race dedicati alle varie classi Wally dove verrà assegnata la Wally Performance Trophy al progetto che avrà raccolto i migliori risultati aggregati.
Si richiama così l'immagine con cui abbiamo aperto: la prima Wally Performance Trophy è la posta in gioco che attraversa la stagione. Restano da vedere non solo le singole vittorie, ma chi saprà trasformare picchi prestazionali in continuità lungo mesi di regate e condizioni contrastanti. È quella costanza, più che il singolo risultato, che dirà chi porta a casa il trofeo.
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