VAVA II a Marina di Grosseto: 96,83 m in rada
Lo scafo da 96,83 metri di Devonport fa tappa davanti al porto grossetano: dettagli di progetto, armamento e pedigree velico dell’armatore
Lo scafo da 96,83 metri di Devonport fa tappa davanti al porto grossetano: dettagli di progetto, armamento e pedigree velico dell’armatore
Il megayacht VAVA II, lungo 96,83 metri e largo 17,21 metri, è stato avvistato in rada davanti a Marina di Grosseto il 21 giugno. Costruito in Inghilterra per l’armatore svizzero Ernesto Bertarelli, il superyacht porta firma di Devonport Yachts (scafo Appledore Shipbuilders), progetto esterno di Redman Whiteley Dixon e interni di Rémi Tessier. L’imbarcazione batte bandiera delle Isole Cayman ed è l’erede dell’ex VAVA di 47 metri; il passaggio a Grosseto sottolinea il ruolo del Tirreno come crocevia per i grandi yacht internazionali.
Davanti a Marina di Grosseto la prua di un megayacht da cantiere inglese taglia la luce del mattino: è VAVA II, ormeggiata in rada il 21 giugno. La sagoma, compatta e massiccia, si staglia contro il riflesso del mare con linee che richiamano subito l’equilibrio tra robustezza e comfort tipico della costruzione britannica per grandi unità da diporto.
Il dettaglio che cattura lo sguardo e che diventa argomento di conversazione sul molo è la dimensione: 96,83 metri di lunghezza e 17,21 metri di baglio massimo. Lo scafo porta la firma di Appledore Shipbuilders, poi assemblato e rifinito da Devonport Yachts a Plymouth; il progetto esterno è dello studio Redman Whiteley Dixon, mentre gli interni sono stati curati dal designer francese Rémi Tessier. La bandiera esposta è quella delle Isole Cayman con porto di registrazione a Georgetown.
La sosta in rada davanti alla marina non è un fatto casuale ma una scelta operativa con conseguenze pratiche immediate. Mantenersi in rada facilita l’imbarco e lo sbarco tramite tender, riduce la necessità di manovre complesse in porto e consente rapidità di intervento in caso di variazioni improvvise del meteo. Per chi osserva dalla costa, la nave appare distante ma perfettamente raggiungibile tramite i servizi di tender che agiscono come un ponte mobile fra terra e nave.
Per le autorità locali e gli operatori portuali la presenza di una nave di quasi cento metri impone una serie di attività: coordinamento con la Capitaneria, pianificazione dei rimorchi, verifica delle aree di ancoraggio in rada e controllo delle procedure di sicurezza. Alcune di queste operazioni si svolgono dietro le quinte e richiedono personale specializzato, mezzi di assistenza e una catena di comunicazione precisa fra equipaggi e servizio portuale. La scelta di scali meno affollati è un elemento pratico e strategico: riduce l’esposizione mediatica e semplifica la logistica rispetto ai grandi marina internazionali.
La visita di VAVA II si traduce per il territorio in un banco di prova operativo e in un’opportunità di visibilità. Non è solo una questione di immagine: gestire correttamente l’attracco in rada e le successive movimentazioni richiede prassi consolidate e la disponibilità di mezzi—dalle pilotine ai rimorchiatori—in grado di lavorare con unità di grande stazza.
La filiera produttiva che ha portato alla nascita di VAVA II ha un’impronta inglese molto marcata: Appledore ha firmato lo scafo, Devonport ha curato l’assemblaggio finale e il refit tecnico, mentre il dialogo tra l’architettura di Redman Whiteley Dixon e gli interni di Rémi Tessier emerge nelle proporzioni e nella distribuzione degli spazi. Volumi esterni razionali si accompagnano a grandi finestrature per illuminare gli ambienti, e la coperta è stata pensata per favorire la circolazione dell’equipaggio e lo svolgimento di attività conviviali dedicate agli ospiti.
Dietro il nome non c’è solo un collezionista di barche di lusso: Ernesto Bertarelli porta con sé un pedigree velico riconoscibile. Tra regate e competizioni internazionali, il nome è legato a vittorie importanti e a un rapporto con la vela di alto profilo che include la partecipazione con Alinghi all’America’s Cup. Lo scarto fra l’ex VAVA di 47 metri e questo scafo di quasi cento metri traduce una scelta operativa e di stile: più spazio, maggiore autonomia e una capacità di ospitalità pensata per programmi di crociera che richiedono comfort estesi.
Dal punto di vista funzionale, una lunghezza di 96,83 metri incide su ogni scelta tecnica: dall’assetto propulsivo alla capacità dei serbatoi, dai sistemi di stabilizzazione all’integrazione dei tender e dei mezzi d’assistenza. Spazi ampi per l’equipaggio, ponti distribuiti per differenti livelli di privacy e aree dedicate al relax e alla cura del benessere sono indicatori di una progettazione orientata a crociere lunghe e a un programma di ospitalità su scala. I sistemi di bordo, i depositi e le volumetrie interne sono organizzati tenendo conto della necessità di autonomia e della facilità di manutenzione durante soste in rada o in porto.
La collaborazione fra studi di design e cantieri inglesi tende a privilegiare scafi robusti e con accessibilità tecnica studiata per interventi rapidi in mare aperto. L’esperienza produttiva di Appledore, combinata con il know-how di Devonport, conferisce allo scafo una attitudine ad affrontare sia tratte nel Mediterraneo sia navigazioni oceaniche più impegnative, con scelte progettuali pensate per durabilità, facilità di intervento e gestione dei carichi di bordo.
La presenza di VAVA II a Grosseto mette in rilievo il nodo fra cultura velica e nautica da diporto a motore: gli armatori con passato agonistico spesso preservano il legame con la vela ma privilegiano unità più grandi per esigenze di ospitalità, mobilità e autonomia operativa. Per gli operatori portuali locali, ogni visita di questo tipo richiede aggiornamenti procedurali e consolidamento delle prassi di sicurezza; è una prova pratica che lascia sul campo esperienza utile per future accoglienze di grandi unità.
Il racconto si chiude tornando al dato che ha iniziato la storia: 96,83 metri. Non è soltanto una misura impressa sulla carta nautica; è il parametro che orienta scelte tecniche e operative dall’assetto delle eliche alla capienza dei serbatoi, dalla strutturazione dei ponti alla compatibilità con i marina del Mediterraneo. Quel numero, ripetuto nei documenti di progetto e nelle liste di stazza, assume alla fine un valore pratico: misura il lavoro necessario a far vivere una nave di questa scala.
Il passaggio dalle sfide colorate e applaudite del 1983 e del 1987 alle sfide per la XXVIII America's Cup a San Diego è stato un momento cruciale...
LeggiLuna Rossa era la favorita per l'AC37, ma è stata eliminata nella finale dei challenger. Ora, forte dell'esperienza acquisita e di una squadra rinnovata,...
LeggiIl periodo tra un ciclo e l'altro dell'America's Cup è sempre delicato, sia per i fan che per chi si occupa dell'organizzazione dell'edizione successiva....
LeggiLa Spezia, 13 Marzo 2025_ Baglietto arricchisce la sua gamma con l'inserimento di una nuova imbarcazione di 54m sotto le 500GT firmata Francesco Paszkowski...
Leggi
Ti Potrebbe Interessare Anche
GX42: nuovo 42 metri di GX Superyachts con architettura energetica integrata
GX42 debutta come primo modello della nuova serie da 42 metri di GX Superyachts e mette al centro del progetto un principio semplice: progettare l'efficienza...
TYKUN XII: il nuovo supertender da 12,90 metri debutta a Monaco
TYKUN XII misura 12,90 metri ed è stata presentata in anteprima mondiale al Monaco Yacht Show 2026: il debutto operativo come tender ufficiale durante...
Majesty superyacht: nuova generazione svelata al Monaco Yacht Show
Majesty superyacht entra in scena al Monaco Yacht Show con una generazione pensata per mettere al centro la qualità della vita a bordo e la durata...
Ferrari Hypersail: hub operativo a Livorno
Ferrari Hypersail sceglie Livorno come hub operativo e «casa del progetto»: uno spazio dedicato ai test in acqua, allo sviluppo e all’accoglienza...
Azimut al Salone di Genova 2026: 4 anteprime italiane e 12 yacht in acqua
Azimut al Salone di Genova 2026 arriva con una flotta di 12 imbarcazioni in acqua e quattro anteprime italiane che coprono l'intera gamma del brand: il...
PY60: debut mondiale del catamarano solare-elettrico
PY60 è un 60 piedi con 246 kWh di accumulo e un ampio tetto fotovoltaico: la prima unità, Pioneer One, ha fatto il suo debutto mondiale al...
Maiora 36 Exuma, il 36,90 m che apre baie e rade poco accessibili
Maiora 36 Exuma arriva al 66° Salone Nautico di Genova come seconda unità consegnata della serie, pensata per raggiungere baie e fondali bassi...
Pearl 100 Hybrid: il nuovo 30 m flagship con propulsione ibrida
30 metri di scafo, due MAN V12 da 2.000 cavalli e motori elettrici a flusso radiale: la Pearl 100 Hybrid ha lasciato il cantiere per completare le sue...
Romeo 55 pronto per la consegna; anteprima Romeo 60 a Monaco
Romeo 55 è pronto per la consegna e viene proposto per i primi sea trials: il dato apre la presenza di Romeo Marine al Monaco Yacht Show 2026, dove...