Sirena 118: varo e debutto al Cannes Yachting Festival
Il 36 metri firmato Sirena Yachts unisce carena fast-displacement in GRP, layout tri-deck sotto 300 GT e motorizzazioni MAN fino a 3.800 hp
Il 36 metri firmato Sirena Yachts unisce carena fast-displacement in GRP, layout tri-deck sotto 300 GT e motorizzazioni MAN fino a 3.800 hp
Sirena Yachts ha varato la nuova Sirena 118, superyacht in composito di 36 metri con carena fast-displacement in GRP, layout tri-deck flessibile e motori gemelli MAN V12 fino a 3.800 hp. L'unità, progettata esternamente dal team interno e navalmente da Germán Frers con interni Cor D. Rover, debutterà al Cannes Yachting Festival 2026.
Sirena 118 è stata varata a luglio a Istanbul: la scivolata in acqua ha aperto la fase di allestimento finale e ha segnato l'inizio del conto alla rovescia in vista del debutto al Cannes Yachting Festival 2026. Sul ponte rimaneva una certa tensione tipica dei giorni di varo: tecnici al lavoro, finiture da completare e la consapevolezza che le prossime prove in mare decideranno molto del destino commerciale dell'imbarcazione.
La Sirena 118, lunga 36 metri, porta con sé la volontà del cantiere di spingere più in là la propria gamma. Costruita in composito, mostra immediatamente tratti distintivi dello stile dell'azienda: la prua verticale e una carena fast-displacement in all-GRP pensata per equilibrare l'efficienza alle esigenze volumetriche tipiche di un tri-deck.
Il progetto navale è firmato da Germán Frers, mentre lo styling esterno è opera del team interno di Sirena. Gli interni, curati dallo studio olandese Cor D. Rover, puntano su configurazioni altamente personalizzabili: questo non è un semplice catalogo di soluzioni, ma un insieme di opzioni che gli armatori possono combinare per ottenere spazi su misura secondo gusti e priorità diverse.
Il progetto è stato calibrato per restare sotto la soglia dei 300 GT, un vincolo che indirizza scelte tecniche e di layout. Mantenere il tonnellaggio sotto tale limite significa orientare la progettazione verso una massimizzazione intelligente dei volumi: corridoi, spazi di servizio e volumi tecnici sono ridisegnati per lasciare più spazio alle aree conviviali e alle cabine.
La configurazione proposta arriva fino a sei cabine ospiti, con una proposta particolare per l'armatore: una suite a due livelli in stile "loft". Questa soluzione collega la cabina principale del ponte con un'area privata sul lower deck, creando una sequenza spaziale che offre accesso diretto al mare e una sensazione di continuità fra interno ed esterno che trasforma la percezione dell'imbarcazione.
Sulla Sirena 118 sono previste coppie di motori MAN V12 in due possibili tarature. L'opzione di serie eroga complessivamente 3.100 hp, una configurazione pensata per bilanciare velocità e autonomia: con questa scelta la velocità massima dichiarata è di 16 nodi, e il regime di crociera è tarato per mantenere consumi contenuti sulle rotte lunghe.
Per chi desidera prestazioni maggiori è disponibile il pacchetto da 3.800 hp, che porta la barca fino a 21 nodi. La doppia offerta lascia libero chi compra di scegliere una barca orientata al cruising rilassato o a spostamenti più rapidi tra porti e destinazioni. Non è una questione solo di numero di nodi: cambia l'approccio di uso e la relazione con la navigazione giornaliera.

Lo scafo in GRP è stato lavorato con tecniche di laminazione mirate a ottenere rigidità strutturale e contenimento del peso. Il fast-displacement è una scelta che influenza comportamento in mare: immersioni moderate a velocità di crociera e una curva di consumo migliorata rispetto a scafi più pesanti alla stessa potenza.
Dal punto di vista degli spazi esterni, l'architettura privilegia superfici ampie e terrazze vivibili: i ponti sono pensati per offrire molteplici punti di osservazione e aggregazione. Internamente la sovrastruttura e le finiture utilizzano materiali selezionati e offrono ampie possibilità di personalizzazione su pavimenti e boiserie. La versione "loft" della suite armatoriale modifica radicalmente la percezione dell'imbarcazione, instaurando un rapporto immediato con il mare che allarga la gamma dei possibili usi privati dell'imbarcazione.
Con la Sirena 118 il cantiere sposta l'attenzione verso clienti che cercano spazi e personalizzazione superiori rispetto ai modelli più piccoli. Restare sotto i 300 GT ha motivazioni chiare: semplifica alcune procedure e mantiene la barca appetibile per mercati dove il tonnellaggio incide su regole e costi.
La presentazione al Cannes Yachting Festival 2026 sarà decisiva per valutare la ricezione commerciale: broker, potenziali armatori e stampa specializzata avranno modo di giudicare non solo le soluzioni estetiche e tecniche ma anche la qualità percepita nella messa a punto finale. Le decisioni sul pricing e sulle varianti proposte in fiera definiranno il quadro competitivo della Sirena 118 rispetto ad altri progetti della stessa fascia dimensionale.

Il CEO di Sirena Marine, Çağin Genc, ha descritto il varo come un momento di orgoglio per il team, rimarcando l'impegno artigianale e la capacità ingegneristica impiegata nella costruzione. Il tono usato dall'azienda suggerisce la volontà di posizionare la barca come una proposta modulare: spazio per personalizzazioni ampie e scelte tecniche che si adattano alle priorità dell'armatore.
Dopo il varo seguiranno la messa a punto e le prove in mare, fasi che normalmente portano a piccoli aggiustamenti tecnici e di layout. Saranno sessioni pratiche, non teoriche: i movimenti della barca, il comportamento in diverse condizioni e il feedback diretto degli equipaggi di prova determineranno le ultime ottimizzazioni prima dell'ingresso in fiera.
La partita commerciale rimane aperta: la Sirena 118 miscela formule costruttive tradizionali in composito con un linguaggio estetico contemporaneo e una scelta di propulsione a due livelli. Le ampie possibilità di personalizzazione potrebbero giocare a favore nell'attrarre armatori che cercano soluzioni su misura, ma molto dipenderà dalle condizioni di mercato e dal confronto diretto con progetti concorrenti presentati in occasione degli stessi saloni nautici.
Il varo non chiude il progetto: lo apre a nuove prove, osservazioni e giudizi. Fra qualche settimana, nelle banchine di Cannes, le risposte cominceranno ad arrivare; non tutte saranno immediate, e alcune emergeranno solo quando la barca sarà navigata dai suoi primi proprietari.
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