OT-60: la nuova evoluzione Omikron a Cannes Yachting Festival 2026
Omikron presenta a Cannes una versione aggiornata dell'OT-60 con scafo Eco-Cruise, doppia Yanmar 370 hp e superstruttura in carbonio
Omikron presenta a Cannes una versione aggiornata dell'OT-60 con scafo Eco-Cruise, doppia Yanmar 370 hp e superstruttura in carbonio
Omikron Yachts torna al Cannes Yachting Festival (8-13 settembre) con l'ultima evoluzione dell'OT-60: scafo proprietario Eco-Cruise, opzione twin Yanmar 370 hp per 20 nodi di punta, costruzione in compositi sottovuoto e sovrastruttura in carbonio. Il modello mantiene l'impostazione di long-range cruising con miglioramenti su consumo, comfort e personalizzazione; in cantiere proseguono i progetti OT-80 e Argo 54.
OT-60 torna in acqua a settembre: Omikron Yachts porterà al Cannes Yachting Festival 2026, dal 8 al 13 settembre, la più recente evoluzione del suo modello di punta, l'OT-60. C'è una scommessa tecnica in gioco: spingere autonomia ed efficienza senza sacrificare la sensazione di imbarcazione solida e silenziosa che il progetto aveva imposto fin dall'inizio.
Il nuovo allestimento è il frutto di un aggiornamento graduale del progetto firmato con il navale Juan Kouyoumdjian e il designer Lorenzo Argento. Conserva la filosofia originaria del long-range cruising, ma introduce scelte costruttive e opzioni propulsive che cambiano la relazione tra peso, potenza e autonomia.
Al cuore dell'evoluzione resta il profilo dello scafo, denominato Eco-Cruise. È una geometria pensata per ridurre la resistenza alle velocità tipiche di crociera, con curvature e volumi ottimizzati per mantenere efficienza anche a carichi variabili. Lo scafo è costruito con compositi infusi sottovuoto e la sovrastruttura è in fibra di carbonio; la combinazione riduce massa strutturale e sposta il centro di gravità dove serve.
La tecnica di infusione controlla lo spessore delle laminazioni e riduce le vuotature, mentre il carbonio nelle parti alte abbassa il momento flettente. Il risultato pratico: autonomia aumentata a parità di carburante e minori consumi sulle tratte lunghe, oltre a una sensibile diminuzione di vibrazioni trasmesse agli ambienti interni.
Non è un trucco estetico: la gestione dei pesi incide su manovrabilità e stabilità, due parametri che diventano immediatamente percettibili quando si naviga per giorni. L'uso dei materiali avanzati è pensato per mantenere tolleranze strette durante il ciclo di produzione, elemento che favorisce ripetibilità e qualità di assemblaggio.
La versione in mostra a Cannes monta come opzione due motori Yanmar da 370 hp ciascuno. Con questa coppia l'OT-60 raggiunge una velocità massima dichiarata di 20 nodi. La scelta è orientata a dare agli armatori la possibilità di modulare l'uso: crociera economica o prestazione quando serve.
In pratica, la configurazione twin amplia l'inviluppo operativo: offre una risposta più pronta nelle manovre in porto e una maggiore riserva di potenza in condizioni meteo avverse, senza compromettere la crociera tranquilla per la quale lo scafo è stato pensato. La possibilità di alternare assetti propulsivi rende il progetto versatile e adatto a percorsi lunghi dove i consumi contano.
Gli interni dell'OT-60 mantengono la disposizione studiata per crociere prolungate su tratte costiere e offshore. Lo spazio a bordo è organizzato per massimizzare stivaggio e funzionalità: vani dedicati agli approvvigionamenti, percorsi chiari per l'equipaggio e cabine configurabili in base alle esigenze dell'armatore.
La riduzione delle vibrazioni e il contenimento del rumore non dipendono solo dai materiali: intervengono anche il bilanciamento delle masse e l'assetto idrodinamico. All'atto pratico significa meno affaticamento durante spostamenti prolungati, un valore che emerge soprattutto su tratte superiori alle 8–10 ore di navigazione quotidiana.
La scelta di isolamenti acustici mirati e di layout che separano aree operative da zone notte porta un vantaggio concreto: la vivibilità a bordo migliora non solo sulla carta, ma nella routine di bordo. Piccoli dettagli, come la posizione delle macchine ausiliarie e l'accesso ai serbatoi, giocano un ruolo rilevante nell'uso quotidiano.
La produzione dell'OT-60 si basa su processi industriali consolidati: infusione per lo scafo, laminazione avanzata per gli elementi in carbonio e controllo qualità che punta alla ripetibilità delle costruzioni. Queste scelte permettono varianti di layout e allestimenti richiesti dagli armatori, mantenendo tolleranze di costruzione contenute.
Parallelamente, Omikron sta allargando la rete di dealer su mercati chiave. La strategia commerciale è orientata a pacchetti personalizzati e a servizi di post-vendita che accompagnino l'armatore nella fase operativa. In termini pratici, significa poter adattare l'imbarcazione alle missioni previste: maggior stivaggio per la crociera, configurazioni di comfort per l'uso estivo, o pacchetti di elettronica diversi a seconda della destinazione.
Al salone Omikron metterà in mostra l'evoluzione dell'OT-60 e anticiperà le direttrici progettuali dei modelli in sviluppo: OT-80 e Argo 54. Le soluzioni adottate sull'OT-60 servono anche come banco di prova: materiali, tecniche di costruzione e scelte propulsive che nascono qui potrebbero trovare applicazione su scafi maggiori o su imbarcazioni con missioni diverse.
I progetti in cantiere consolidano la linea tecnica del marchio: mantenere efficienza e autonomia come priorità, riducendo contemporaneamente il peso delle strutture e migliorando la qualità di bordo. Questo percorso rende evidente la direzione verso cui si muove il cantiere, con scelte che si traducono in componenti e opzioni effettivamente disponibili per il cliente.
Omikron Yachts sarà presente al Cannes Yachting Festival 2026 presso lo stand QML 057. Sarà possibile ispezionare l'OT-60, esaminare gli allestimenti e discutere le configurazioni propulsive e i pacchetti di personalizzazione con il team di vendita.
Chi segue l'evoluzione dell'OT-60 noterà come l'attenzione a componentistica e processo produttivo dia forma a un equilibrio nuovo: meno peso dove penalizza, più materiale dove serve. A fine visita, un dettaglio tecnico spesso trascurato assume rilievo: la gestione del centro di massa, che qui è stata spostata con interventi mirati per migliorare tenuta di mare e comfort. Quel dettaglio, osservato dal ponte di coperta, spiega buona parte delle scelte fatte finora.
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