Orient Express Corinthian: la vela più grande all'Argentario
La nave a vela da 220 metri con tre alberi e vele rigide SolidSail ha fatto scalo davanti all'Artemare Club di Porto Santo Stefano
La nave a vela da 220 metri con tre alberi e vele rigide SolidSail ha fatto scalo davanti all'Artemare Club di Porto Santo Stefano
L'Orient Express Corinthian, nave a vela da 220 metri e 54 suite, ha raggiunto Porto Santo Stefano e si è posizionata davanti all'Artemare Club. Costruita ai Chantiers de l'Atlantique, combina vele rigide SolidSail con propulsione ibrida LNG e possibilità di idrogeno, offrendo un layout di bordo pensato per l'ultra-lusso e attenzione alla sostenibilità.
Orient Express Corinthian è entrata nella rada davanti all'Artemare Club di Porto Santo Stefano con la stessa determinazione di chi cerca un record: tre alberi in asse, vele rigide SolidSail spiegate e profili netti che hanno subito riscritto la sagoma dell'Argentario. L'attracco non è stato un atto banale, ma un gesto tecnico che ha riacceso l'attenzione sui grandi velieri moderni.
Il ritorno del marchio Orient Express alle operazioni marittime arriva 140 anni dopo le prime rotte ferroviarie che l'hanno reso noto; la Corinthian è entrata in servizio quest'anno, uscita dagli stabilimenti dei Chantiers de l'Atlantique a Saint-Nazaire. La nave non passa inosservata: 220 metri di lunghezza e un impianto velico pensato per sfruttare vento e tecnologia insieme.
Con i suoi 220 metri, l'unità ospita 54 suite per un massimo di 110 passeggeri. Le suite più grandi raggiungono superfici fino a 70 metri quadrati, mentre la suite presidenziale si estende su 900 metri quadrati. Gli spazi comuni affiancano cinque punti di ristorazione, una piscina, una spa e un teatro con capienza di 115 posti.
Il layout a bordo rimane chiaramente orientato all'ospitalità di alto livello: aree dedicate agli spettacoli, sale riservate per eventi privati e percorsi funzionali che consentono agli ospiti di muoversi senza interferire con i flussi di lavoro dell'equipaggio. Quella convivenza tra servizio discreto e spazi condivisi è parte integrante dell'idea di navigare come in un resort, mantenendo però procedure di bordo e operazioni serrate.
L'impatto visivo è dato dalle vele rigide SolidSail, montate su tre alberi e gestite dal sistema AeolDrive. L'altezza massima delle rande raggiunge i 100 metri, per una superficie complessiva di circa 4.500 m². Questo assetto non è una soluzione romantica: è progettato per ridurre il ricorso continuativo ai motori nelle tratte favorevoli e per offrire un controllo più preciso rispetto a vele tradizionali.
Il sistema di propulsione unisce motori elettrici a generatori e unità ausiliarie alimentate a gas naturale liquefatto (GNL), impiegati soprattutto nelle manovre o nelle fasi con vento scarso. L'architettura degli impianti prevede inoltre la possibilità di integrare in futuro moduli a idrogeno, in linea con l'obiettivo di ridurre le emissioni operative quando infrastrutture e tecnologie lo permetteranno.
La crociera proposta a bordo ricalca logiche da resort itinerante: ambienti luminosi, finiture curate e spazi pensati per privacy e confort. Gli itinerari puntano a porti di pregio, ma è la gestione dell'ospitalità a fare la differenza: servizi dedicati, cabina del personale studiata per efficienza e aree di servizio distribuite per evitare sovrapposizioni con gli ospiti.

Operare una nave di queste dimensioni non è questione di sola estetica. Serve equipaggio specializzato, procedure consolidate e infrastrutture portuali adeguate per le manovre, il rifornimento e lo scambio passeggeri. La documentazione fotografica raccolta davanti all'Artemare Club entra nell'archivio storico del club e servirà come riferimento operativo e culturale per future chiamate.
Le vele rigide e la propulsione ibrida spostano il baricentro operativo rispetto ai grandi scafi a propulsione esclusivamente meccanica. Le SolidSail riducono i tempi di manovra rispetto a vele tradizionali complesse e, integrate con sistemi automatici, consentono regolazioni continue e rapide, fondamentali per rotte in cui vento e traffico si alternano.
L'uso del GNL come ausilio abbassa alcune emissioni rispetto a carburanti più pesanti; la progettazione prevede il passaggio a combustibili a minore impatto quando infrastrutture e tecnologie lo renderanno praticabile. In ambiti costieri sensibili contano tanto questi aspetti tecnologici quanto la gestione quotidiana dei rifiuti, delle acque di sentina e dei consumi energetici di bordo: tutte componenti che determinano la reale impronta ambientale di una nave.

Il passaggio della Corinthian davanti all'Argentario solleva domande pratiche più che ideologiche: quali vincoli operativi impongono i piani di tutela delle coste, come si coordinano ormeggi e procedure di sicurezza in porti con spazi limitati, quali servizi portuali servono per supportare propulsioni alternative. Sono interrogativi che richiedono scelte tecniche e pianificazioni amministrative, non slogan.
Al di là della suggestione visiva, la convivenza tra megayacht velici e aree naturali passa per protocolli certi: limiti di accesso, percorsi di avvicinamento, regole per lo scarico e il rifornimento. L'evento all'Artemare Club mette in luce proprio questo scarto tra ciò che si vede da terra e ciò che serve a terra per accoglierlo senza compromettere il valore paesaggistico e naturalistico del tratto costiero.
L'attracco è stato solo una tappa di una stagione ancora lunga: la Corinthian riprenderà le rotte programmate e nei prossimi scali si vedrà come verranno gestite le chiamate in porti con vincoli ambientali e logistici stringenti. Il dossier fotografico raccolto durante l'ormeggio rimane un documento operativo e culturale utile per chi dovrà decidere come integrare grandi velieri moderni nelle aree costiere più delicate.
La storia non è conclusa: si misureranno efficienza delle vele in navigazione, compatibilità della logistica portuale e capacità di adattamento delle infrastrutture. Gli sviluppi tecnici e normativi che seguiranno determineranno se queste unità troveranno una presenza stabile o rimarranno rare eccezioni nelle rotte del turismo nautico d'alta gamma.
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