Si allungano di qualche mese le tempistiche di produzione del primo modello per specifica volontà di colui che, da sempre, crede in questo nuovo progetto. A dispetto di ciò che succede per molti cantieri, la filosofia di Roberto Bello, CEO Heron Yacht, non prevede la corsa al completamento dello yacht ad ogni costo.
Le fasi di concretizzazione delle lavorazioni, dal disegno su carta della barca all’allestimento, prevedono tempi più lunghi del necessario per un’imbarcazione di tale dimensione. Le ragioni sono da ricercarsi nel tratto personale dell’imprenditore in contro tendenza con le consuete stretegie di mercato.
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“In questo momento – dichiara Roberto Bello – la nostra priorità non è arrivare velocemente al varo della prima unità. Il nostro percorso è differente e si esprime attraverso la passione con la quale abbiamo portato avanti questo nuovo progetto. Per noi la barca deve avere un’anima che si identifica attraverso un’emozione. Mi sono messo al centro del progetto immaginando il desiderio di un armatore su questa tipologia di scafo.
Per questo motivo abbiamo rielaborato le nostre convinzioni e le scelte del cantiere sono andate nella direzione di avvicinarsi il più possibile alla perfezione avvalendosi di personale che potesse fornirci un’opera artigianale al di sopra della media. Certo, in questo modo i tempi si allungano ma per noi è importante trasmettere un certo tipo di messaggio, la linea è artigianalità ai massimi livelli per creare un prodotto unico. Per fare questo, a mio modo di vedere, è necessario sentimento, passione e tempo”.
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Le linee d’acqua sono state ridisegnate appositamente per sfruttare appieno le diverse propulsioni previste che, nel primo modello saranno fuoribordo di ultima generazione. Rispetto ad Heron 56, la novità assoluta a livello tecnico è l’inserimento nell’opera viva dei pattini di sostentamento idrodinamico da mezza nave fino a poppavia proprio per agevolare la planata e sfruttare appieno la potenza dei motori.
Non cambiano le forme dello scafo sopra la linea di galleggiamento che richiamano lo yacht con il quale il cantiere si era affacciato sul mercato. L’obbiettivo è mantenere lo stile del brand. Le caratteristiche tecniche e strutturali hanno previsto l'abbassamento del peso totale dell'imbarcazione con conseguenti incrementi in termini di velocità e autonomia.
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Lo studio degli arredi ha subito rallentamenti proprio per trovare soluzioni pratiche in grado di sfruttare la volumetria interna al millimetro, un impegno finalizzato a creare quel valore aggiunto difficile da trovare su yacht di dimensioni simili.
Nella versione standard è prevista una cabina con letto doppio, bagno separato con doccia integrata. La versione opzionale prevede altri due letti di dimensioni ridotte al di sotto del piano di coperta in corrispondenza della zona di guida.
Caratteristiche Tecniche
| Lunghezza fuori tutto: | 11,65 mt (compresa ancora di prua e pedana poppa) |
| Lunghezza scafo: | 9,99 mt (categoria natante <10 mt con pedana riportata) |
| Larghezza max: | 3,63 mt |
| Serbatoio acqua dolce: | 250 Lt |
| Serbatoio carburante: | 900 Lt |
| Cat CE progettazione: | "B" |
| Prestazioni previste da progetto: | con FB 2x350 hp 41 Kn |
Ufficio Stampa Heron Yacht
Andrea Bergamini
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