Moonrise 100: lo yacht di 100 metri e la nave supporto Nebula a Porto Ercole
Moonrise, progetto Feadship con interni di Rémi Tessier, ormeggia vicino a Porto Ercole accompagnato dalla support ship Nebula di 68 metri
Moonrise, progetto Feadship con interni di Rémi Tessier, ormeggia vicino a Porto Ercole accompagnato dalla support ship Nebula di 68 metri
Il 4 agosto il 100 metri Moonrise è entrato nel mare di Porto Ercole accompagnato dalla nave supporto Nebula di 68 metri. Progettato da Feadship con interni firmati da Rémi Tessier, può ospitare 16 persone in 8 cabine, ha equipaggio per 32 e una velocità massima di 19,5 nodi con autonomia superiore a 4.500 miglia nautiche.
Moonrise 100 è entrato nel mare vicino a Porto Ercole il 4 agosto. La sagoma dello yacht da 100 metri, seguita dalla support ship Nebula lunga 68 metri, ha ridisegnato per qualche ora l'orizzonte della rada: due scafi che, messi fianco a fianco, raccontano una scelta di scala e di operatività rari da vedere insieme.
La coppia è stata registrata dall'Artemare Club per l'Archivio Storico Yachting dell'associazione. Il comandante Daniele Busetto ha descritto la distribuzione degli spazi interni e le caratteristiche operative: 16 ospiti in 8 cabine, alloggi per un equipaggio di 32 membri, velocità massima dichiarata di 19,5 nodi e un'autonomia superiore a 4.500 miglia nautiche. Numeri che dicono molto sulla vita a bordo e sulle necessità terrestri che li accompagnano.
Il progetto porta la firma di Feadship. Non è un nome casuale: qui la scala comporta scelte strutturali e impiantistiche precise, pensate per sostenere servizi continui e standard elevati di comfort. L'architettura degli interni è attribuita a Rémi Tessier, con spazi organizzati per garantire privacy agli ospiti e flussi di lavoro efficienti per l'equipaggio.
Otto cabine per gli ospiti e sistemazioni per 32 membri dell'equipaggio implicano una separazione netta tra zone di servizio e aree pubbliche. Le routine quotidiane a bordo — turnazione del personale, gestione degli approvvigionamenti, manutenzioni programmate — richiedono spazi dedicati: cucine, lavanderie, officine e depositi che non interferiscono con le aree riservate agli ospiti. Questo equilibrio è parte integrante del progetto, non un'aggiunta successiva.
Dal punto di vista della navigazione, la combinazione di una velocità di punta di 19,5 nodi con un'autonomia superiore a 4.500 miglia nautiche colloca Moonrise tra le unità in grado di affrontare traversate lunghe senza fermate tecniche frequenti. Ciò accresce la libertà di itinerario e consente operazioni prolungate lontano da scali affollati.
La support ship Nebula, 68 metri, amplifica quella libertà. Abbinare una nave ausiliaria significa spostare attività ingombranti e rumorose lontano dalle aree di bordo destinate agli ospiti: officine, depositi, mezzi d'appoggio, tender. La logica è semplice e funzionale: la barca principale resta un luogo di soggiorno, la support ship diventa il magazzino e l'officina mobile.
Nel caso di Moonrise, l'accoppiamento con Nebula sostituisce la precedente coppia con la nave Power Play, consolidando una strategia gestionale che privilegia modularità e ridondanza. Sul supporto si possono concentrare scorte, attrezzature tecniche e operazioni di rimessaggio senza comprimere la qualità degli spazi principali. Il risultato pratico si vede subito in rada: meno traffico a bordo del 100 metri, più ordine nelle procedure di carico e scarico.
Operativamente, questa scelta riduce la necessità di interventi strutturali sulla nave principale per creare spazi supplementari. È una soluzione che alleggerisce le procedure a terra — approvvigionamenti, coordinamenti con porti, gestione dei rifiuti — pur mantenendo un impatto logistico significativo sulle comunità portuali che ospitano la coppia di imbarcazioni.

Moonrise e Nebula sono di proprietà di Jan Koum, fondatore di WhatsApp. La gestione di una flotta privata così concepita risponde a esigenze di autonomia e privacy: rotte lunghe, stazionamenti in baie pregiate e ridotti contatti con scali commerciali. L'accoppiata consente un programma di navigazione che mescola crociere a lungo raggio e soste selezionate, con la possibilità di operare in autonomia per periodi estesi.
Il dato numerico sugli ospiti e sull'equipaggio solleva anche questioni logistiche a terra: approvvigionamenti estesi, coordinamento con autorità locali, gestione della filiera dei rifiuti e dei servizi di sicurezza. La presenza di una support ship semplifica alcune di queste operazioni, ma accentua la necessità di pianificazione e coordinamento con porti e operatori locali.
A Porto Ercole, l'attracco della coppia ha attirato attenzione per le dimensioni e per la visibilità che generano: equipaggi numerosi, mezzi di servizio e depositi temporanei hanno trasformato la rada in una piccola infrastruttura navale intorno agli scafi. La documentazione fotografica e l'archiviazione effettuate dall'Artemare Club contribuiscono a fissare questo passaggio nella memoria dei transiti rilevanti nelle rade italiane.
Sul versante del design, la collaborazione con Rémi Tessier delinea un indirizzo estetico chiaro: sequenze scenografiche, materiali selezionati e layout pensati per fluidità e comfort. Dettagli come sistemi di climatizzazione, stabilizzazione e gestione energetica sono impliciti nella scala dell'imbarcazione ma non sono stati divulgati nei particolari.
La giornata del 4 agosto rimane registrata come data dell'attracco di una coppia di imbarcazioni di grande dimensione a Porto Ercole.
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