Maiora 36 Exuma, il 36,90 m che apre baie e rade poco accessibili
Al 66° Salone di Genova Maiora espone la seconda unità del 36 Exuma: tre MAN V12, idrogetti MJP e pescaggio 1,45 m per esplorare fondali bassi
Al 66° Salone di Genova Maiora espone la seconda unità del 36 Exuma: tre MAN V12, idrogetti MJP e pescaggio 1,45 m per esplorare fondali bassi
Il Maiora 36 Exuma, lungo 36,90 m con pescaggio di 1,45 m e motorizzazione 3×MAN V12 da 2.000 hp, sarà esposto al 66° Salone Nautico di Genova. Progettato con Quartostile, combina velocità (33 nodi), manovrabilità e stabilizzazione giroscopica per vivere baie e rade poco accessibili. La partecipazione mette in luce la strategia internazionale di Next Yacht Group e la spinta verso superyacht in metallo.
Maiora 36 Exuma arriva al 66° Salone Nautico di Genova come seconda unità consegnata della serie, pensata per raggiungere baie e fondali bassi che spesso restano fuori portata per yacht di misura simile.
Esposto dall'1 al 6 ottobre, il Maiora 36 Exuma mette in luce scelte progettuali mirate: privilegiare il rapporto tra volumi utili, prestazioni e capacità di esplorazione. Il progetto nasce dalla collaborazione con Quartostile e si rivolge ad armatori che vogliono muoversi con libertà, pur mantenendo interni personalizzabili e un livello di comfort curato.
Il dato che cambia il gioco è il pescaggio: con soli 1,45 metri il 36 Exuma accede a cale e rade normalmente precluse agli yacht di questa taglia. La lunghezza fuori tutto è 36,90 metri e il baglio massimo 7,90 metri, mentre il gross tonnage è indicato in 295 GT. Tradotto: spazi di vita generosi e una carena studiata per avvicinarsi a lidi poco profondi senza sacrificare la stabilità di base.
La distribuzione ospiti è pensata per la crociera privata: fino a 12 persone in 5 cabine, con equipaggio composto da 5 membri alloggiati in 3 cabine. È un equilibrio che molti cantieri oggi adottano per offrire privacy e spazi vivibili senza trasformare l'imbarcazione in un layout da charter di massa.
Il carattere dinamico dello scafo trova conferma nella propulsione: la barca monta tre motori MAN V12 da 2.000 hp ciascuno, affiancati da due idrogetti orientabili MJP e da un booster centrale MJP. Il sistema combina spinta diretta e controllo delle manovre, con una velocità massima dichiarata di 33 nodi. L'idea è chiara: permettere sprint quando servono ma soprattutto migliori capacità di approccio in spazi stretti.
La navigazione beneficia inoltre di stabilizzatori giroscopici operativi sia all'ancora sia in rotta. Il risultato è una riduzione sensibile del rollio e un maggior comfort durante soste e traversate in condizioni moderate: non una promessa astratta, ma una sensazione tangibile per chi vive la barca ogni giorno.
Una parola sulle manovre: la combinazione motori‑idrogetti aiuta nelle fasi di avvicinamento a banchina e nelle operazioni in spazi ristretti. Non elimina la necessità di equipaggio esperto, ma riduce le variabili da gestire quando si affrontano rade affollate o baie con bassi fondali.

Il modello cerca quindi di conciliare trasferimenti rapidi tra porti e lunghe soste: la formula funziona per itinerari che alternano navigazioni di trasferimento e permanenze in ancoraggi riparati.
La presenza del 36 Exuma a Genova dialoga con la più ampia road map di prodotto di Next Yacht Group. Tra le linee in evidenza figurano la M Collection e l'Atelier Collection, affiancate dall'Exuma Collection. Il gruppo ha inoltre avviato il percorso per entrare nel segmento dei superyacht in metallo da 50 metri, potenziando competenze metalmeccaniche necessarie per scafi di grande taglia.
La scelta strategica si regge su alcuni punti concreti: progetto attento, integrazione tra design e tecnologie navali, e possibilità di personalizzazione. Non slogan, ma leve operative che il cantiere mette a disposizione per differenziare l'offerta su mercati dove la personalizzazione pesa nelle decisioni d'acquisto.
Per Maiora il 36 Exuma vuole essere molto più di un mezzo di navigazione: è un banco di prova per mostrare come una barca di quasi 37 metri possa avere vocazione all'esplorazione costiera mantenendo velocità e comfort adeguati. È una sfida progettuale messa in pratica, che si vede nei dettagli di coperta e nelle scelte impiantistiche.
In banchina a Genova il 36 Exuma fungerà da piattaforma per approfondire soluzioni di customizzazione, materiali e riferimenti progettuali. Sarà anche l'occasione per illustrare i programmi industriali legati ai nuovi segmenti in acciaio e alluminio.

Principali dati tecnici in sintesi:
Il Salone darà modo di valutare sul campo come le soluzioni tecniche e di layout rispondano alle esigenze operative di chi intende navigare con libertà e performance in aree costiere complesse. Sarà soprattutto un banco di prova per comprendere il grado di personalizzazione possibile senza compromettere agilità e assetto di navigazione.
Dalla consegna della seconda unità all'inizio dell'estate 2026 alla presentazione pubblica a ottobre, la storia del 36 Exuma prosegue sulla scia di un modello che mette in discussione alcune idee consolidate sul rapporto tra lunghezza e accessibilità ai fondali bassi. Chi visiterà la banchina potrà giudicare in prima persona se questo equilibrio tra spazi, performance e pescaggio ridotto regge anche fuori dal progetto teorico.
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