Magellano 27M: il nuovo crossover di Azimut che ripensa la loggia sul mare
Design nordico e architettura italiana si uniscono in una carena Dual Mode, Silent Technology e una loggia aperta che ridefinisce l'abitare in mare
Design nordico e architettura italiana si uniscono in una carena Dual Mode, Silent Technology e una loggia aperta che ridefinisce l'abitare in mare
Azimut presenta il nuovo Magellano 27M, terza generazione della serie crossover: carena Dual Mode a doppia chine e prua verticale, interni in legno firmati AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi con una loggia sul mare, 30% di superfici in fibra di carbonio, motorizzazione MAN V12 e opzione Zero Emission Hotel Mode con batterie LFP.
Magellano 27M si staglia all'ancora come una promessa concreta: prua verticale, profili netti e una loggia centrale che spalanca il ponte verso il mare. Si avverte subito l'intenzione progettuale di chi vuole restare a lungo a bordo, lontano dalla banchina, senza rinunciare a comfort e controllo.
La scocca del Magellano 27M adotta una carena Dual Mode, con doppio spigolo e prua verticale che estende la lunghezza al galleggiamento. Questa geometria lavora su due fronti: smorza l'impatto sulle onde distribuendo le sollecitazioni e stabilizza la rotta grazie a uno skeg centrale. Il risultato pratico è una reazione contenuta ai colpi d'onda e una guida che resta gestibile anche quando si aumenta il passo.
La scelta di progetto privilegia la versatilità alla velocità pura: l'architettura dello scafo è pensata per ridurre consumi e vibrazioni, consentendo andature di crociera normalmente tra i 16 e i 18 nodi, con margine per superare i 24 nodi quando la navigazione lo richiede. Per le lunghe traversate la configurazione dichiara autonomie compatibili con la navigazione d'altura, un requisito che si percepisce nella distribuzione dei volumi e nella scelta degli spazi tecnici.
Circa il 30% delle superfici è realizzato in fibra di carbonio: una scelta mirata a ridurre massa dove conta e a migliorare il rapporto peso-potenza. Questo uso selettivo del composito incide su consumi, stabilità e comportamento allo sterzo, spostando il baricentro delle performance verso un equilibrio più raffinato.
La piattaforma tecnica integra l'Azimut Silent Technology, un pacchetto che agisce su rumore, vibrazioni ed emissioni attraverso supporti elastici per motori e generatori, silenziatori e filtri antiparticolato. L'effetto è un interno più tranquillo durante le lunghe permanenze: conversazioni, veglia notturna e riposo beneficiano chiaramente del controllo acustico. Per chi sceglie di spegnere i generatori in rada è prevista l'opzione Zero Emission Hotel Mode, alimentata da batterie LFP che permettono di mantenere i servizi dell'imbarcazione in completa silenziosità per periodi limitati o per l'intera notte.
Gli esterni firmati da Jarkko Jämsén giocano con superfici nette e raccordi calibrati: la silhouette richiama i grandi viaggiatori del passato senza scadere nel retro. La prua tagliata e le linee di cintura accentuano un carattere di imbarcazione pensata per il mare aperto, mantenendo però proporzioni eleganti. Le doppie chine non sono solo un dettaglio estetico: contribuiscono a una gestione più sicura delle onde e incidono sul comportamento dello scafo in condizioni diverse di mare.

La distribuzione dei volumi a ponte privilegia spazi protetti e vivibili, con aree pensate per il soggiorno all'aperto ma riparate dagli elementi. L'impressione complessiva è quella di una barca che ha nella praticità d'uso la sua prima qualità, senza rinunciare a un disegno riconoscibile e curato.
Gli interni disegnati da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi ruotano attorno al legno, declinato in texture diverse: rigature, incisioni, fiammature e superfici scolpite lavorano come piani tattili che guidano lo sguardo e il passo. Il Main Deck è concepito come una grande loggia sul mare: ampie vetrate cancellano i confini tra dentro e fuori e trasformano il soggiorno in un continuum continuo con l'acqua.
L'approccio estetico mescola riferimenti mediterranei — pergole, patii — con rimandi all'artigianato giapponese. Tavolini rifiniti con tecniche Naguri e tessuti HOSOO tessuti su telai storici diventano dettagli narrativi, non semplici ornamenti. La luce naturale è trattata come materiale architettonico: il rovere chiaro la riscalda, il noce e i dettagli metallici la modulano, creando un ambiente visivo che cambia con le ore del giorno.
La proposta motrice prevede una coppia di MAN V12, con potenze studiate per coprire sia il regime di crociera sia le necessità di spunto. L'accoppiamento tra motorizzazione, carena Dual Mode e l'uso selettivo della fibra di carbonio migliora la risposta dinamica e l'efficienza complessiva: i consumi risultano contenuti alle andature abituali e la gestione dei pesi contribuisce a una posizione di barca più stabile.

Dal punto di vista della fruizione, gli ambienti sono pensati come un continuum: il Main Deck funge da nodo visivo, le suite e le aree ospiti si collegano attraverso motivi lignei che attraversano i piani, mentre finiture artigianali e lampade-scultura suggeriscono una qualità del tempo a bordo più che l'esibizione di uno status. La filosofia progettuale punta all'intimità e alla personalizzazione: materiali e configurazioni mirano a creare un ambiente che rispecchi l'identità dell'armatore.
Il Magellano 27M prosegue una traiettoria iniziata nel 2009: rispetto ai modelli precedenti lo scafo è più raffinato, gli arredi favoriscono continuità visiva e la gestione dell'energia a bordo include soluzioni per ridurre impatto acustico e consumi. Guardando indietro, il confronto è netto: evoluzione dello scafo, maggiore attenzione al comfort e un approccio alla sostenibilità che passa dall'acustica al power management.
Un raffronto rapido con i predecessori aiuta a dare scala: lo sviluppo delle geometrie di carena e la combinazione di materiali compositi segnano una linea continua di affinamento, orientata alla navigazione prolungata e alla qualità della vita a bordo.
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