Arcadia Yachts al Cannes Yachting Festival 2026: quattro modelli in mostra
A80, A96, Sherpa 60 e Sherpa 80 rappresentano l'interpretazione dell'Arcadian Living tra spazio, luce e privacy
A80, A96, Sherpa 60 e Sherpa 80 rappresentano l'interpretazione dell'Arcadian Living tra spazio, luce e privacy
Arcadia Yachts presenta al Cannes Yachting Festival 2026 quattro imbarcazioni — A80, A96, Sherpa 60 e Sherpa 80 — che incarnano la filosofia dell'Arcadian Living basata su spazi aperti, continuità con il paesaggio marino e personalizzazione su misura per l'armatore. Il cantiere introduce anche un nuovo concept di stand, pensato come ambiente multisensoriale per esperienze di bordo più che come semplice vetrina.
Arcadia Yachts arriva al Cannes Yachting Festival 2026 con quattro imbarcazioni in mostra: A80, A96, Sherpa 60 e Sherpa 80. Si presenta così, tra pontili e passerelle, una lettura concreta dell'Arcadian Living: spazi aperti, luce naturale dominante, privacy calibrata e continuità visiva con il mare.
La presenza a Cannes supera la semplice esposizione commerciale. Il cantiere ha progettato uno stand che vuole essere un'anteprima sensoriale dell'imbarcazione, un luogo dove provare materiali e proporzioni prima di vederli applicati sulla barca. Non una brochure tridimensionale, ma un ambiente costruito per far capire subito come funzionano volumi e finiture quando si è a bordo.
Le unità in banchina sono varianti di uno stesso linguaggio progettuale. Le serie A — A80 e A96 — privilegiano continuità tra interno ed esterno grazie a grandi vetrate che rendono il living un prolungamento del mare. Nei modelli A la sensazione è quella di abitare una casa sospesa: linee chiare, arredi integrati e aperture che annullano la soglia tra salone e acqua.
Le Sherpa — 60 e 80 — portano lo stesso DNA in una forma più raccolta. Qui l'approccio è più protettivo: ponti pensati per la convivialità riservata, soluzioni che favoriscono l'intimità senza cancellare il contatto col paesaggio marino. La scelta dei volumi e delle schermature mira a creare ambienti che siano al tempo stesso rifugio e finestra sul mare.
Dietro ogni barca c'è il dialogo con l'armatore. Le opzioni di décor, i materiali e la tecnologia sono il risultato di scelte condivise che trasformano soluzioni tecniche in tratti distintivi: finiture selezionate, layout personalizzati, integrazione di sistemi domotici studiati per l'uso reale dell'imbarcazione. Non si parla di versioni standard, ma di progetti che si modellano sulle abitudini e sulle priorità dell'armatore.
La strategia progettuale di Arcadia poggia su punti concreti: spazio, luce, privacy e rapporto col territorio. Questi concetti trovano traduzione tecnica nelle scelte costruttive. Ampie superfici vetrate dilatano il living verso l'esterno; soffitti con altezze studiate, arredi su misura e finiture marine sono pensati per creare visuali ininterrotte dal salone fino al mare.
La differenza tra A80 e A96 è principalmente proporzionale. A80 concentra su scala compatta volumi generosi e soluzioni che privilegiano la vivibilità quotidiana; A96 apre spazi dedicati alla vita sociale di bordo, cabine armatoriali più ampie e sistemi pensati per trasferimenti più lunghi. Sherpa 60 e 80, invece, propongono aree protette dove la convivialità resta intima e misurata.
Le personalizzazioni visibili in banchina mostrano combinazioni di legni scelti, pelli trattate e inserti in composito e metallo, assemblati per rispondere a gusti e usi concreti, non a mode passeggere. L'intento è chiaro: trasformare ogni imbarcazione in una casa sul mare che porti con sé il carattere dell'armatore, e al tempo stesso la riconoscibilità del marchio.
Dal punto di vista tecnico, la continuità fra interno ed esterno si ottiene con soluzioni precise: porte scorrevoli di grandi dimensioni, terrazze a filo e connessioni nette fra prua e salone. Anche la gestione della luce è una scelta progettuale: vetrate orientate, schermature e materiali con riflessione controllata riducono l'abbagliamento preservando la vista sul mare e il comfort climatico degli ambienti interni.
La relazione con il territorio è parte integrante del racconto: riferimenti al Golfo di Napoli e alla penisola sorrentina emergono nelle proporzioni e nell'uso materico, richiamando paesaggi costieri nello stile delle finiture piuttosto che un linguaggio internazionale generico. Si tratta di dettagli che parlano di luogo e di mestiere.
Il cantiere fondato da Ugo Pellegrino nel 2008 prosegue nello sviluppo di un'identità definita: una piattaforma progettuale che si adatta dalla sessanta fino alla quasi-cento piedi, mantenendo coerenza di segno e possibilità di personalizzazione. A Cannes queste scelte vengono messe alla prova anche sul piano commerciale: i feedback raccolti da armatori, dealer e operatori offrono indicazioni puntuali per affinare dettagli nelle successive fasi produttive.
Lo stand ridisegnato è concepito come prolungamento del racconto di bordo: non una piazza espositiva anonima, ma un'installazione che riproduce l'atmosfera delle imbarcazioni. Qui si percepiscono le differenze tattili dei legni, la temperatura visiva dei tessuti e l'effetto delle schermature solari; elementi messi a confronto per velocizzare decisioni progettuali e rendere più immediata la scelta dell'armatore.
Presenza, relazione e ascolto guidano l'approccio alla personalizzazione. L'armatore non riceve semplici opzioni di serie: entra in un percorso di progetto che può dar vita a unità molto diverse tra loro pur restando riconoscibili nel segno. Questo metodo pesa anche nelle trattative commerciali e nella fidelizzazione del cliente.
Per il cantiere l'appuntamento a Cannes è occasione per consolidare relazioni commerciali e mostrare la capacità di customizzazione verso il mercato europeo e internazionale. Rendere lo stand uno spazio esperienziale sottolinea la volontà di trasformare la presentazione commerciale in un confronto progettuale, dove la decisione d'acquisto nasce da una comprensione diretta del funzionamento dei materiali e dei volumi in situ.
Il pezzo tecnico che chiude il racconto è la scelta delle grandi superfici vetrate integrate nei layout: un elemento che, oltre a firmare l'estetica degli scafi, ha una funzione pratica ben precisa. Le vetrate collegano visivamente e climaticamente gli ambienti interni al mare, ribaltando il rapporto tra architettura navale e paesaggio costiero e offrendo uno dei tratti più riconoscibili della proposta Arcadia.
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