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Vita subacquea / Nave romana a Varazze
Nave romana a Varazze

Nave romana a Varazze

Il robottino Pluto svela i tesori nascosti sul fondo del mare

Varazze. Le immagini subacquee del rinvenimento della nave romana nel mare varazzino sottolineano il valore della scoperta, una delle più importanti dell’archeologia recente. L’occhio elettronico di “Pluto”, il robottino subacqueo, ha svelato un vero e proprio giacimento di bellezza: moltissime anfore, alcune ancora intere e con il loro tappo fatto di pigne e pece, stanno sul fondo del mar di Liguria da oltre 2 mila anni.

 

I cocci nelle reti dei pescatori hanno fatto intuire la presenza della nave romana del I secolo d.C. sui fondali del mare davanti a Varazze, a circa 100 metri di profondità. La scoperta conferma come l’Alto Tirreno sia stata la “via imperiale” verso la Gallia per l’esportazione di cibo, miele, spezie e vino tra la fine dell’epoca Repubblicana e l’inizio dell’età Augustea.
 

Le anfore appaiono in perfetto stato di conservazione. Alcune, come quella recuperata a -30 metri di profondità dai carabinieri, conservano all’interno una pasta scura. Solo le anfore che si trovavano sulla tolda della nave sono state spezzate dalle reti a strascico dei pescatori.
 

Il sonar montato sulle pilotine dei sommozzatori dell’Arma ha mostrato un’area di circa 10 metri sotto la sabbia formata da più piani. La Soprintendenza ai beni archeologici della Liguria prenderà in custodia l’anfora, classificata per la sua forma come “Dressel 1b”, e tutti i reperti che sarà possibile recuperare dal fondo del mare.
 

Per raccogliere quanto più possibile dal relitto sarà necessario impiegare nuovamente “Pluto” perché gli uomini non possono scendere a quella profondità con le bombole sostando a lungo e operando in condizioni delicate.
 

Al robot subacqueo, che è dotato di due “mani” d’acciaio, il compito di prendere le anfore e a trasportarle in superficie, guidato dal sonar e dal remote control di un sommozzatore dell’Arma. Il robottino tornerà quindi ad essere un prezioso supporto per gli specialisti dell’Arma. I tempi saranno dettati dalla Soprintendenza.
 

Nello specchio d’acqua interessato dal ritrovamento, con sorveglianza della Capitaneria di porto, le reti non potranno più essere gettate né si potranno fare immersioni.

 

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Titolo del: 23/05/2022 08:00

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