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Isola di Torcello (VE) - Selvaggia e silenziosa

Isola di Torcello (VE) - Selvaggia e silenziosa

Torcello è un'isola della laguna Veneta settentrionale. Fu uno dei più antichi e prosperi insediamenti della laguna, fino al declino conseguente alla predominanza della vicina Venezia e al mutare delle condizioni ambientali.

 

Attualmente l'isola conta appena una ventina di residenti, ma l'inestimabile patrimonio archeologico che ancora conserva ne fa un luogo turistico molto frequentato.
 


 

Isola di Torcello

 

Posta subito a nord di Burano, si trova al centro di una zona di barene, delimitata a sud-ovest dal canale dei Borgognoni-canale di Burano, a sud-est dal canale di Sant'Antonio e a nord dal canale di Torcello. A nord e ad est confina con le paludi della Rosa e della Centrega.

 

Storia

 

Le ipotesi etimologiche sono diverse: alcune ricollegano il toponimo al mondo rurale, avvicinandolo al latino torculum "torchio" o all'antico padovano tursa "fascio di fieno"; altre non escludono una derivazione da turricellum "piccola torre". Come per altri centri lagunari, in passato si credette che Torcello traesse il nome da una porta di Altino.
 


 

Mappa secentesca di Torcello; vi sono rappresentati i monasteri di San Tommaso dei Borgononi e di San Giovanni, oggi scomparsi, e la piazza, mentre non vi compaiono altri monumenti come la Cattedrale.

 

Campagne archeologiche condotte all'inizio degli anni 1960 hanno dimostrato che a Torcello era presente un insediamento sin dai primi secoli dell'Impero Romano, nello stesso periodo in cui fioriva la vicina città di Altino. Dopo una "pausa" nei secoli V-VI, in coincidenza con una fase di calamità naturali (Rotta della Cucca),

 

Il popolamento dell'isola riprese con vigore nel VII secolo con la realizzazione di alcune opere di bonifica e arginatura (palafitte, terrazzamenti, rassodamenti), che indirizzarono l'abitato verso una struttura urbana. Allo stesso periodo risalgono, inoltre, tracce di frutteti e vigneti, nonché di un'officina vetraria, che dimostrano una certa vivacità anche dal punto di vista agricolo e tecnologico.
 


 

Torcello - Le Cannelle

 

Questi riscontri confermerebbero quanto riportato in una - discussa - iscrizione individuata su un muro della Cattedrale, la quale testimonierebbe come l'edificazione della chiesa risalga al 639, ad opera di Mauriziomagister militum e governatore bizantino della Venetia et Histria (con sede proprio a Torcello), secondo il volere dell'esarca di Ravenna Isacco e sotto gli auspici dell'imperatore Eraclio I.

 

Si può quindi concludere che lo sviluppo di Torcello si inserisca in quell'ottica politica bizantina, che intendeva rafforzare militarmente gli ultimi lembi d'Italia rimasti sotto il controllo dell'Impero dopo l'ascesa dei Longobardi. Nello stesso periodo si assiste, infatti, alla crescita dei preesistenti centri di Grado e Equilio, alla creazione del castrum di Rivoalto e alla fondazione di Eraclea, la quale, più tardi, subentrerà a Torcello come sede del governatore bizantino.
 


 

Maurizio governatore bizantino della Venetia et Histria

 

La fondazione della Cattedrale - intitolata all'Assunta, la Theotókos cara ai Bizantini - coincise, inoltre, con il trasferimento della diocesi di Altino sull'isola. Prova di questa continuità è il fatto che i futuri vescovi di Torcello continuarono a definirsi Altinati sino all'inizio dell'XI secolo. La prima attestazione del toponimo, comunque, compare nel Pactum Lotharii dell'840 (Torceli, al genitivo).

 

L'isola formava, assieme alle vicine Mazzorbo, Burano, Ammiana e Costanziaco, la testa di ponte del commercio veneziano verso il Mar Adriatico e fu così fiorente, da avere migliaia di abitanti. Nell'XI secolo venne riedificata la cattedrale, affiancata dalla nuova chiesa di Santa Fosca, e fino al XIV secolo Torcello costituì il principale centro di lavorazione della lana nel Ducato di Venezia.
 


 

Torcello - Esterno del Museo provinciale con alcuni reperti

 

La città aveva una propria nobiltà ed era retta da due consigli, uno maggiore ed uno minore, affiancanti prima il gastaldo ducale e poi il podestà. A partire dal XV secolo, però, la vicinanza alla città di Venezia, l'aria malsana conseguente all'impaludamento di questa zona della laguna e le continue pestilenze (durissime quelle del Trecento e del Cinquecento), provocarono un progressivo declino dell'isola; tanto che nel 1429 il doge Francesco Foscari era costretto ad ordinare al podestà di Torcello di far cessare la continua razzia di marmi e materiale lapideo, cui erano dediti gli abitanti di Venezia e Murano nella sua città.

 

A seguito dell'inarrestabile declino, gli edifici andarono in rovina o furono smantellati per fornire laterizi e materiale da costruzione per lo sviluppo edilizio di Venezia.Nonostante la scomparsa della città, la diocesi di Torcello, anche se trasferita a Murano, sopravvisse sino alla soppressione del 1818. Al contempo, la cattedrale diveniva semplice parrocchia, con giurisdizione anche su varie località della laguna nord.
 


 

Torcello - La laguna e sullo sfondo il campanile della cattedrale

 

Nel 1822, durante una visita pastorale, il patriarca Giovanni Ladislao Pyrker constatò lo stato di estrema decadenza dell'isola, sottoposta all'aria malsana e ad una diffusa povertà, che coinvolgeva anche il clero locale. All'epoca la popolazione era di 80 unità ("tutti vignaioli"), passata poi, secondo la visita pastorale di Jacopo Monico del 1829, a 120 unità[6]. Gli abitanti diminuirono progressivamente nel corso del XX secolo (motivo per cui la parrocchia fu soppressa nel 1986) e attualmente vive nell'isola appena una ventina di persone.

 

Turismo

 

L’isola di Torcello è quasi completamente disabitata, non è toccata da un frequente transito di vaporetti ed è in una posizione molto marginale rispetto a Venezia. Vi si arriva dopo aver fatto sosta a Burano e si viene subito avvolti da una atmosfera di immoto silenzio.
 


 

Localizzazione delle chiese di Torcello (quelle in blu sono tuttora esistenti).

 

La cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, e fondata circa nel 639 è tra le più antiche costruzioni veneto-bizantine rimaste nella laguna. Di stile romanico ha conosciuto numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli conservando al suo interno, tra l’altro, marmi policromi e stupendi mosaici di arte bizantina.

 

Sono da notare le grandi imposte di pietra, su cardini anch’essi in pietra, che riparano le finestre del fianco. Poco distante si trova il campanile dell’XI secolo a base quadrata e inconfondibile nel paesaggio lagunare.
 


 

Torcello - La basilica di Santa maria Assunta e la chiesa di Santa Fosca dall'alto

 

La Chiesa di Santa Fosca, nei pressi della cattedrale, fu costruita intorno al 1100. Il culto delle sante Fosca e Maura si affermò a Torcello a partire dal X secolo infatti fu proprio in quel secolo che giunsero su quest’isola le spoglie delle due sante provenienti da Sabratha, città punico-romana situata nei pressi di Tunisi.

 

La Chiesa di Santa Fosca è a pianta centrale, all’esterno mostra un portico su cinque lati con archi a piede rialzato che poggiano su splendidi capiteli scolpiti. L’interno è a croce greca ed è caratterizzato da un insolito quanto interessante raccordo tra la pianta quadrangolare della base e la pianta circolare della cupola mediante la struttura a doppia cuffia su cui ques’ultima poggia.
 


 

Torcello - Chiesa di Santa Fosca

 

Sono stati individuati legami di affinità stilistica tra questo edificio sacro, la cattedrale di Christianou in Trifilia e la Panagia Lykodimou di Atene, entrambe risalenti all’XI secolo, così come legami esistono, senza dubbio, fra i modi decorativi dell’abside di Santa Fosca e gli stilemi ornamentali affermatisi nella Costantinopoli dell’età dei Comneni.

 

La cattedrale, la Chiesa di Santa Fosca e un piccolo palazzetto guardano tutti verso la piazzetta, uno spazio erboso con al centro un massiccio sedile in pietra chiamato “sedia di Attila” anche se il re degli Unni non vi si sedette mai.
 


 

Torcello - Vista dall'alto - Foto da Venezia Radio TV

 

Ma è sicuramente l’aspetto “selvaggio” dell’isola quello che attrae di più i visitatori in cerca di un’oasi di pace dopo il tour tra le calli veneziane.

 

Ad ogni passo, non appena sbarcati, si schiudono paesaggi sempre diversi, fatti di rovi, di foglie scosse dalla brezza della laguna, di rovine, di vegetazione fitta, di sentieri che sembrano non essere mai stati battuti prima.
 


 

Torcello - La Locanda Cipriani con un Riva ormeggiato

 

Giunti al punto in cui il canale si biforca, volgendo lo sguardo a destra, si vede una casa rossa abbellita da una grande altana.

 

E’ la casa dove ha vissuto, lavorato, sognato Ernest Hemingway. In realtà non si tratta di una casa ma della famosissima Locanda Cipriani, nel 1949 Hemingway costrinse Giuseppe Cipriani a tenere aperta la Locanda di Torcello come ricorda Arrigo Cipriani nelle sue memorie: “Lo scrittore era ancora molto robusto ed esuberante e ogni tanto, se trovava qualcuno più o meno della sua forza, sfogava bonariamente la sua passione per il pugilato…la sfida senza vincitori e vinti si concludeva con una inevitabile bevuta. 
 


 

Isola di Torcello, 1948. Hemingway a caccia © Archivi Graziano Arici, Venezia

 

Hemingway, che sembrava vivere liberamente durante il giorno, era di una implacabile precisione nel suo lavoro. Alle dieci si ritirava nel suo appartamento a scrivere, voleva in camera sei bottiglie di amarone, un vino veronese. Gli duravano tutta la notte; la mattina le trovavamo vuote. Spesso la mattina presto andava a caccia di anatre”.

 

La passione per Venezia e per la laguna fa da cornice al romanzo Across The River and Into The Trees che può essere considerato uno degli ultimi documenti dedicati dalla letteratura mondiale alla celebrazione della città di Venezia. Da www.ilovevenezia.com
 


 

Torcello - Il Ponte del diavolo

 

Il Ponte del Diavolo, che scavalca un canale interno, conserva la caratteristica forma priva di parapetti, caratteristica originale di tutti i ponti veneziani.

 

Cucina

 

La cucina di Torcello sfrutta in pieno le risorse del mare, dalle seppioline ai gamberetti, dai branzini alle orate e la terra con verdure provenienti dagli orti limitrofi: zucchine, insalate, pomodori, asparagi e le erbe spontanee di barena: terreno tipico della laguna veneta, che periodicamente sommerso dalle maree genera erbe selvatiche a cespuglio.che danno ai piatti un tocco di assoluta originalità. 
 


 

Risotto alla Torcellana


Verdura tipica è la “Torcellana” che deriva dalla coltura delle “castraure” ovvero, il primo “carciofino” di ogni pianta che, raccolto prima della maturazione, regala un sapore unico. Abbinata ai gamberetti diventa un antipasto "mare e terra" e con il riso è squisita.

 

Arrivare a Torcello

 

Nella piantina è schematicamente rappresentata la laguna Nord servita dalla linea Actv LN (Linea Nord). In questa piantina sono, quindi, indicati i collegamenti di linea LN da e per Burano. Da Burano si raggiunge l’isola di Torcello trasbordando sulla linea Actv T.
 


(a Burano l’imbarco di linea T è posizionato a pochi passi da quello di arrivo della linea LN. Scendendo a terra verso destra).

 

I collegamenti di linea LN e T sono operativi tutto l’anno. Gli orari di queste linee sono esposti presso tutti gli approdi interessati dal transito della linea LN, nonché presso l’approdo di Torcello per i rientri dall’isola".

La partenza da Venezia è alle Fondamenta nuove. Dovete cercare l'imbarco della linea LN

 

I tempi di percorrenza sono:


10 minuti circa per raggiungere Murano;

25 minuti circa per raggiungere Burano;

05 minuti per arrivare a Torcello.

 

In totale sono circa 40 minuti ai quali dobbiamo sommare dei tempi morti dovuti all'attesa, a Burano, del vaporetto della linea T. Informazioni fornite da bluoscar.blogspot.it

 

COORDINATE
TORCELLO

45°29′54″N

12°25′06″E
 

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laguna Veneta settentrionale, Venezia, canale dei Borgognoni-canale di Burano, canale di Sant'Antonio, canale di Torcello, paludi della Rosa e della Centrega
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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 22/11/2019 07:20

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