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Refitting: un’opportunità per mantenere valore ed efficienza alle imbarcazioni

Refitting: un’opportunità per mantenere valore ed efficienza alle imbarcazioni

Di Daniele Motta

Dopo aver parlato dell’importanza della manutenzione periodica non poteva mancare un articolo sul refitting, della sua utilità e dei suoi vantaggi.

 

Il refitting, soprattutto riferendoci a quello totale, punta chiaramente al ricondizionamento dell’unità interessando, spesso e volentieri, ogni assieme dell’imbarcazione, ovvero: scafo, macchina e allestimenti. Il refit infatti interessando in maniera così importante lo stato dell’imbarcazione, e se ben eseguito, produce anzitutto ed essenzialmente due importanti risultati:

 

1) L’aumento delle condizioni di efficienza, uso e manutenzione;

 

2) Un innalzamento e un teorico ringiovanimento dell’età che andrà ad influenzarne il valore commerciale sul mercato, sempre meglio se computato tramite perizia.

 

Altro punto importante è che un refitting può essere pensato ed applicato su qualsiasi tipo di imbarcazione, a prescindere dall’ “anzianità” della stessa.

 

Ma per una operazione che certamente può anche risultare invasiva e costosa, è importante scegliere anche il giusto cantiere per la vostra imbarcazione: ciò potrà dipendere dal tipo di costruzione dell’unità, se in legno, vetroresina o acciaio nonché nel caso in cui si parli di un’imbarcazione squisitamente classica o addirittura storica dove, chiaramente, sarà altrettanto importante individuare anche i giusti soggetti per la sorveglianza e la progettazione.

 

Più in particolare volendoci riferireindicativamente ai lavori veri e propri questi possono riguardare, spesso, i seguenti elementi:

 

- Manovre fisse, come sartie e stralli;

 

- Allestimenti interni e strumentazione: possono riguardare semplici lavori di riverniciatura o sostituzione degli arredi o ancora l’installazione di nuovi impianti di ausilio alla navigazione e/o di sistemi per la connessione internet etc.;

 

- Impianto elettrico: può riguardare, ad esempio, la semplice sostituzione dei cavi;

 

- Motore ed elica: a seconda dello stato d’uso e di efficienza possono essere previste revisioni importanti dell’impianto propulsivo (o la sua sostituzione) o ancora riguardare eventuali sostituzioni di assi ed eliche;

 

- Scafo: potrebbe essere l’occasione, se non vi si è sempre provveduto con una manutenzione programmata e ordinaria, per effettuare una completa pulizia dello scafo controllandone anche tutte le parti immerse e il loro stato (prese a mare, assi ed eliche ecc.)

 

- Coperta: ad esempio per le unità provviste di ponte in teak potrebbero essere necessarie sostituzioni di tavole di teak usurate o comunque interessate da manifestazioni di rigonfiamento date da fenomeni di infiltrazione.

 

Che dire, in conclusione, delle frequenti problematiche che si possono incontrare sia nella costruzione che nel refitting?

 

Spesso infatti un lavoro di riqualificazione, restauro o di modifica in una imbarcazione può sfociare, come in effetti accade, in contenziosi o richieste di risarcimento danni per lavori non eseguiti a regola d’arte. Per evitare questi frequenti inconvenienti, comunque costosi, due sono le soluzioni per prevenire un scenario del genere:

 

- La prima precauzione riguarda sempre la parte contrattuale importante per fissare oltre che tutti gli elementi riferiti ai costi, tempi, responsabilità e a clausole riguardanti la commessa da affidare al cantiere. Sempre in quest’ottica sarà anche sempre meglio prevedere le responsabilità e i termini della custodia della stessa imbarcazione contro i vari rischi, come l’incendio ad esempio.

 

- La seconda ed ultima precauzione può riguardare una sorveglianza lavori, svolta da un perito o da un ingegnere navale, volta a alla progressiva valutazione dello stato avanzamento lavori e nella verifica della loro qualità.

 

Daniele Motta
Perito e Consulente Navale
Tel. +39 389 006 3921
info@studiomcs.org
www.perizienavali.it

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Fonte: Nautica Report
Titolo del: 08/12/2021 07:20

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