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Dotazioni di sicurezza a bordo: la zattera di salvataggio autogonfiabile

Dotazioni di sicurezza a bordo: la zattera di salvataggio autogonfiabile

di Giuseppe Accardi

Sei sicuro di poter utilizzare la tua zattera autogonfiabile di salvataggio o questa affonderà con la barca ? 

 

Andare in barca è piacevole e emozionante, ma dobbiamo tenere presente che, nonostante le precauzioni che possiamo prendere, la possibilità di un’avaria è sempre in agguato.

 

Speriamo quindi che le note che seguono siano un incoraggiamento ad approcciare la sicurezza, ovvero la prevenzione, con la massima attenzione e responsabilità.

 

Devi tassativamente assicurarti che, in caso di emergenza, potrai mettere velocemente in acqua la zattera autogonfiabile.

 

Questi sono i suggerimenti dell’edizione 2018 del Safety Advisory pubblicati dal RYA.

 

È fondamentale che questa sia stivata correttamente, altrimenti potrebbe non essere accessibile quando necessario.

 

La zattera autogonfiabile potrebbe rappresentare la tua salvezza quando accade l’imprevedibile, quindi vale la pena di soffermarsi con attenzione su dove e come posizionarla.

 

Non esiste un’unica soluzione “migliore”, ma la buona pratica impone che ovunque sia stata sistemata, si deve essere in grado di metterla in acqua in 15 secondi.

 

Qualora la zattera venga posizionata all’esterno, si deve essere sicuri che un eventuale colpo di mare non possa liberarla, con il rischio di perderla.

 

Facendo i dovuti scongiuri, vale la pena di ipotizzare se, con la barca capovolta, si potrà essere in grado di raggiungere e liberare la zattera.

 

Ultimamente si possono osservare diverse istallazioni munite di rilascio automatico tramite sgancio idrostatico. Questo sistema sgancia autonomamente la zattera solo quando questa ha raggiunto una profondità di 3-4 metri sotto la superficie dell’acqua. Questa soluzione potrebbe quindi non essere efficace in caso di capovolgimento.

 

Ci si deve assicurare di poter comunque lanciare la zattera di salvataggio manualmente. Non ha senso essere in acqua e aspettare che la zattera torni da sola in superficie.

 

Se non riposta correttamente potrebbe rimanere incastrata e non tornare liberamente in superficie.

 

Lo sgancio idrostatico deve quindi essere considerato quale ultima risorsa e non quale sistema principale.

 

Nella malaugurata ipotesi di dover abbandonare la barca si raccomanda di portare con se l’EPIRB, il VHF portatile, i segnali pirotecnici, e l’eventuale telefonino satellitare.

 

Giuseppe Accardi

www.universomare.it

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Fonte: turismoinliguria.it e Nautica Report
Titolo del: 02/07/2020 06:40

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