Missione Naxos 2026: Suzuki e Club del Gommone Milano
Raid educativo di oltre 3.000 miglia nel Mediterraneo a bordo di Zar Formenti Naxos 23, spinto dal Suzuki DF200AP, tra Grecia, Magna Grecia e Sicilia.
Raid educativo di oltre 3.000 miglia nel Mediterraneo a bordo di Zar Formenti Naxos 23, spinto dal Suzuki DF200AP, tra Grecia, Magna Grecia e Sicilia.
Missione Naxos 2026 è un raid educativo nel Mediterraneo di oltre 3.000 miglia, guidato da un Zar Formenti Naxos 23 motorizzato con Suzuki DF200AP. L’itinerario ad anello di 55 giorni collega Grecia e Italia attraverso sette tappe, con un forte contenuto culturale legato alle rotte degli antichi Greci verso la Magna Grecia e una dimostrazione concreta di affidabilità e sicurezza nei lunghi passaggi.
La Missione Naxos 2026 parte da una scena concreta: al sorgere del sole, il Zar Formenti Naxos 23 lascia Varazze. A bordo, il Suzuki DF200AP è pronto a sfidare un Mediterraneo di oltre 3.000 miglia. L’itinerario, dall’11 aprile al 4 giugno, si sviluppa in 55 giorni. Non è una corsa: è una prova di affidabilità, di apprendimento condiviso e di navigazione responsabile, dove la sicurezza nasce dalla preparazione degli equipaggi e dalla scelta di strumenti affidabili, non dall’esibizione della velocità.
Promossa dal Club del Gommone di Milano, la missione si articola in sette tratte che coinvolgono circa 30 soci. Le tappe percorrono distanze tra 360 e 500 miglia: un banco di prova reale per dimostrare l’affidabilità del mezzo, la gestione del gruppo e la continuità operativa in navigazioni lunghe. Ma è soprattutto un progetto educativo e divulgativo: si propone di mostrare come una pianificazione accurata, una formazione mirata e una motorizzazione affidabile permettano di attraversare il Mediterraneo in sicurezza, con un natante di dimensioni contenute. L’obiettivo è offrire ai partecipanti e agli osservatori una chiave di lettura pratica e concreta della cultura del mare.
Il cuore tecnico è la motorizzazione. Il Suzuki DF200AP è un quattro cilindri in linea da 2.867 cc, con distribuzione DOHC a 16 valvole, gestione VVT e tecnologia Lean Burn per contenere i consumi in crociera. La cilindrata elevata, associata a una trasmissione offset con riduzione a due stadi, è stata scelta per garantire spinta efficace anche quando il natante è carico o si naviga a lungo raggio. Entrambi gli elementi mirano a massimizzare la coppia ai bassi regimi e a offrire una erogazione continua, senza sacrificare l’efficienza necessaria per un viaggio di lunga durata.
Virginio Gandini, presidente del Club del Gommone di Milano, richiama la dimensione identitaria dell’iniziativa: “Le nostre missioni non inseguono il risultato sportivo, ma diffondono cultura del mare e piacere della navigazione. Missione Naxos 2026 si inserisce in questo percorso: un raid che unisce navigazione, storia e conoscenza del Mediterraneo, dimostrando che con esperienza, organizzazione e mezzi adeguati si può affrontare il mare in modo serio, sicuro e appagante.”
La collaborazione tra Suzuki e il Club del Gommone di Milano è ormai consolidata: dagli anni passati sono nate iniziative di grande respiro, tra cui Italo – Giro d’Italia 2017, Gibilterra 2018, Mythos 2019, Mediterraneo 2021, Raid Europeo 2022, Missione Mediterraneo Pulito 2023, Missione Olimpiadi 2024 e Varazze–Olimpia 2025. Con Missione Naxos 2026 si prosegue lungo un filo conduttore ben chiaro: la navigazione come performance in mare, come strumento di conoscenza e come veicolo per una cultura nautica accessibile, consapevole e tecnicamente fondata.
Il percorso è pensato come un anello che collega spazi della Grecia classica alla costa italiana, toccando luoghi emblematici che raccontano la colonizzazione greca e le origini della Magna Grecia. Le tappe, tutte comprese tra 360 e 500 miglia, sono pensate per offrire una gestione realistica della navigazione su un’imbarcazione di circa 7,5 metri, bilanciando contenuto educativo e pratiche di bordo.
Il giro di boa della missione sarà l’isola di Naxos, raggiunta durante la quarta tappa, a metà maggio, prima dell’inizio del rientro verso l’Italia. Questo capitolo simbolico richiama le rotte percorse dagli antichi Greci della Kalkis (Calcide) sull’isola di Eubea, verso l’Italia, dando origine a colonie che hanno segnato la Magna Grecia. Il percorso collegherà idealmente la Grecia alle coste italiane, toccando Ischia (Pithekoussai, considerato il primo insediamento greco in Italia), Taormina, Giardini Naxos e Catania, offrendo una narrazione coerente tra navigazione, storia e cultura del mare.

La dimensione educativa e quella tecnica si intrecciano ancora nelle riflessioni su sicurezza, gestione delle risorse e cultura marina: le tappe includono momenti di approfondimento pratico su meteorologia di bordo, pianificazione di navigazione e gestione delle emergenze, con un approccio inclusivo per chi si avvicina al mondo della vela da una prospettiva educativa e professionale.

La cornice storica e culturale non è una cornice: è la trama stessa della missione. Kalkis, Calcide, Magna Grecia e i luoghi toccati lungo le coste italiane diventano elementi di un racconto dinamico, al servizio di una cultura del mare accessibile, consapevole e tecnicamente fondata. Missione Naxos 2026 prosegue un percorso che ha già dimostrato come navigare per giorni possa trasformarsi in una modalità di conoscenza del Mediterraneo: non una sfida sportiva, ma una scuola aperta sull’acqua. Quali apprendimenti lascerà questa esperienza ai partecipanti e a chi ne scoprirà la storia e la cultura?
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