Mappare il tondo mondo
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
L’uso di redigere mappe dei luoghi e delle rotte si diffuse precocemente nel XVI secolo, essendo divenute strumenti utilissimi nella navigazione per mare e per terra.
Il geografo fiammingo Gerhard Kremer, divenuto Gerardo Mercatore, pubblicò nel 1569 la sua proiezione del mondo conosciuto che conservava gli angoli consentendo, con apposite correzioni della latitudine, di avere uno strumento sufficientemente affidabile per consentire una navigazione sicura, ma non delle reali proporzioni geografiche.
La proiezione di Mercatore mentiva, ad esempio sulle reali dimensioni dell’Alaska rispetto al Messico, o della Groenlandia rispetto all’intera Africa. Tale sistema rimase quasi invariato per molti tempo e solo nel XX secolo Winkel (1921) e Fuller (1943) tentarono di redigere planisferi più precisi, malgrado ci fosse la piena consapevolezza che una rappresentazione piatta di un mondo tondo sarebbe rimasta sempre imprecisa.
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Nel 1991 Richard Gott III lanciò una teoria sulla possibilità di viaggiare nel tempo attraverso le corde cosmiche
Nel 2006 l’astrofisico Richard Gott III cambia il punto di osservazione ed insieme al matematico Robert Vanderbei e al cosmologo David Goldberg, elabora una visione geografica dove le distorsioni di forma e distanza si attenuano enormemente al punto da rendere la mappatura più precisa rispetto alle altre elaborate con i metodi già conosciuti.
Il nuovo punto di vista, applicato perpendicolarmente ai poli, genera due sezioni del globo, una boreale e una australe, poste su supporti separati, e questo appare essere il maggior problema. Infatti si può vedere una metà del globo per volta, perdendo la visione d’insieme che è alla base della percezione fisica del pianeta.
Fabrizio Fattori
In copertina foto: Corbis
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