Le fantasie di un antico marinaio
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
Che i marinai, è risaputo, sappiano spesso amplificare le proprie avventure con racconti irrealistici e fantasiosi è pratica avvolta nella nebulosa dei tempi e ne è ulteriore prova un antico papiro scritto intorno al 2.500 a.C. dove uno sconosciuto marinaio narra di un naufragio e del fortunoso approdo su un’isola meravigliosa.
Il “Racconto del naufrago” così come conosciuto dagli egittologi, è svolto in forma colloquiale tra il marinaio ed un cortigiano del Re. Imbarcato con altri 120 esperti marinai su una nave lunga 65 metri e larga 45 verso la regione di Punt, terra difficilmente identificata a sud del mar Rosso, per raggiungere le miniere reali.
L’esperienza dell’equipaggio non bastò ad evitare le possenti onde di un’ improvvisa tempesta e la nave squassata in due tronconi si inabissò con tutto il suo equipaggio. Solo il narratore sopravvisse e prese terra su di un isola ricca di vegetazione, d’acqua e di cibo che gli consentì di sopravvivere.
L’isola era abitata da un serpente divino descritto in modo fantasioso, dotato di una lunga barba su un corpo d’oro con ciglia di lapislazzuli. Ma contrariamente alle aspettative il serpente si rivelò essergli amico anzi previde che dopo un periodo sarebbe stato salvato da una nave del suo paese dove avrebbe fatto ritorno per serenamente morirvi confortato da moglie e figli.
A sua volta il marinaio promise un invio di merci preziose come il laudano, l’incenso e terebinto oltre a sacrifici in suo onore e ad un dettagliato racconto del loro incontro. Il serpente, in una gara di generosità, colmò la nave dei salvatori con merci ancora più preziose come cannella, mirra, canfora, avorio, oltre ad esotici babbuini e code di giraffa.
Al suo rientro in patria il marinaio venne lodato dal suo Re e ne divenne “compagno” ovvero suo feudatario. Al di là della particolarità del racconto questo antico papiro consente di conoscere le zone di produzione delle spezie indicate e ipotizzare che i flussi commerciali dell’Egitto si potessero spingere fino ed oltre Socotra a 400 chilometri dalle coste dello Yemen, confermando così la natura marinara di un popolo spiccatamente fluviale.
Fabrizio Fattori
Ti Potrebbe Interessare Anche
Storie di mare/ Suez non è solo un Canale, è memoria. Anche italiana
Ho seguito con particolare interesse l’incontro dedicato al Canale di Suez organizzato dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di...
AIL & ARIA: vela, memoria e rinascita in mare
La bussola originale del 1935 giace sul tavolo come se avesse appena smesso di battere; il metallo è scurito, i numeri consumati, la lancetta punta...
Ocean Globe Race 2027: il ritorno al mondo senza autopiloti
Niente GPS, niente autopiloti: nel 2027 l’Ocean Globe Race torna a misurare il coraggio umano contro l’immenso degli oceani, restando fedele...
The Ocean Race Atlantic: Clapcich annuncia l'equipaggio
The Ocean Race Atlantic torna a muovere i venti sull’Atlantico con una presentazione ufficiale del Team Francesca Clapcich Powered by 11th Hour Racing,...
Missione Naxos 2026: Suzuki e Club del Gommone Milano
La Missione Naxos 2026 parte da una scena concreta: al sorgere del sole, il Zar Formenti Naxos 23 lascia Varazze. A bordo, il Suzuki DF200AP è pronto...
Stretto di Hormuz: geografia, storia e importanza strategica mondiale
Hormuz è lo stretto che mette in connessione il Golfo Persico con l’Oceano Indiano, situato tra Iran a nord e la penisola di Musandam, Oman,...
Triangolo delle Bermuda: il mistero che non è mai esistito
Il triangolo delle Bermude o delle Bermuda è una zona dell'Oceano Atlantico settentrionaledi forma per l'appunto triangolare. i vertici...
Fossa delle Marianne: 11.000 metri verso il fondo del mondo
La Fossa delle Marianne è la depressione oceanica conosciuta comela più profonda al mondo. È localizzata a nord-ovest dell'Oceano...
Faro di Alessandria: la meraviglia del mondo antico che guidava i marinai per 16...
Il Faro di Alessandria, costruito sull'isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d'Egitto, negli anni tra il 300 a.C. e il 280 a.C. è considerato...