La SS Laurentic nasconde ancora un tesoro
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
Costruita nel 1908 nei cantieri “Harland & Wolff” di Belfast per la “White star line” come velocissima nave da crociera capace di sviluppare, grazie alle sue potenti turbine a recupero di vapore, la velocità di 16/18 nodi, con un risparmio considerevole di carbone, la nave ospitava fino a 1.650 passeggeri, separati nelle classiche tre classi, sulle rotte oceaniche verso le coste canadesi ed americane.
La sua brillante attività di nave da crociera venne convertita in campo militare ad uso delle molteplici attività di trasporto truppe e materiali rese necessarie dalla nuova realtà bellica della prima guerra mondiale.
Così la “HMS Laurentic” armata da non trascurabili cannoni da difesa prese parte a varie missioni in teatri di guerra a varie latitudini. La sua ultima missione, sulla rotta Liverpool - Halifax, consisteva oltre al consueto carico di militari effettivi e riservisti, anche nel trasporto di circa quaranta tonnellate di lingotti d’oro da utilizzare come corrispettivo di acquisto di materiale bellico.
Il 25 gennaio 1917 il casuale impatto con due mine tedesche, rilasciate da un “U-80”, uno dei 329 sottomarini che imperversavano nei tratti di mare più trafficati, in breve la affondò adagiandola su un precario fondale di 40 metri con il suo carico di vite e d’oro.
Al di là del cordoglio per l’accaduto (ci furono solo 121 superstiti), l’Ammiragliato Britannico non poteva rinunciare ad un tentativo di recupero stante il sostanziale contributo che il carico di lingotti avrebbe dato alle immani spese belliche. Fu compito della “Royal Navy Salvage Divers” al comando del capitano Damant, di tentare il recupero. Le condizioni operative erano di fatto pessime sia per le attività belliche in corso sia per le condizioni meteorologiche fortemente avverse.
Dalla chiatta “Volunteer”, appositamente attrezzata con un potente argano, venne condotta una prima fase del recupero che portò, malgrado le difficoltà, ad un’apprezzabile successo. Poi una violenta tempesta fece collassare ulteriormente la camera blindata spostando di peso il carico rimanente verso la parte più inaccessibile dello scafo. Vennero perforati i cinque ponti sovrastanti con ponderate cariche al fulmicotone e grazie a migliaia di brevi ma efficaci immersioni, il carico venne recuperato nella quasi sua totalità nel corso di annuali campagne di recupero (1917-1919-1924).
Rimasero sul fondo 25 lingotti, tre + due dei quali vennero recuperati in successive campagne (1934) dei restanti venti, si è persa la memoria razionale ma rimane ancora viva la memoria immaginifica anche proprio perché le successive campagne di recupero (1950-1980) non hanno portato a niente. Un cannone strappato al relitto oggi ricorda la “HMS Laurentic” dal molo di Downings nel Donegal con le sue 354 vittime ed il suo oro smarrito.
Fabrizio Fattori
In copertina Item is held by John Oxley Library, State Library of Queensland.
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