Iran: Shustar e i mulini sul Karun
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
L’uomo ha avuto sempre la necessità di utilizzare al meglio le proprie risorse, specie quando queste non sono abbondanti. E’ il caso dell’acqua che ben regolamentata è capace di moltiplicare la propria utilità.
Il fiume Karun, che origina dallo Zard-Kuh nella catena dei monti Zagros situati nel sud ovest iraniano, è stato sin dai tempi di “Dario il grande” (5° secolo BC) oggetto di geniali interventi di controllo delle acque, ripresi e migliorati nelle epoche successive, che consentirono, attraverso dighe, bacini, fossati, canalizzazioni sotterranee e ponti.
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Alla realizzazione parteciparono, successivamente, anche gli ingegneri di Valeriano, sconfitto imperatore romano (3° secolo AD); non solo di irrigare circa 40.000 ha di arido territorio, ricavandone fattorie, orti e giardini ma anche di alimentare decine di mulini divenuti nel loro insieme, un rilevante fulcro economico per un’ ampia regione, oltre, naturalmente a costituire un sistema difensivo e di trasporto fluviale.
Shustar la cittadina sviluppatasi intorno alle attività connesse con questo geniale sistema idraulico, è ancora oggi alimentata, per il suo fabbisogno idrico, da un antico canale (il Gargar).
Molti dei mulini attivati nel bacino del Karun, contrariamente a quanto in uso in altri territori, Europa compresa, sono posizionati orizzontalmente.
Questo consente di utilizzare al meglio anche canalizzazioni di scarsa portata dove la forza è prevalentemente dovuta alla pressione che l’acqua acquisisce nella canalizzazione stessa.
L’asse rimanda la rotazione a macine di pietra, posizionate in appositi ambienti di lavoro e applicate alla molitura di cereali, alla pulitura del riso, alla produzione di oli vegetali e di polveri medicinali. L’insieme del sistema idraulico consentiva altre attività come la piscicoltura, la produzione di oggetti in vetro e attività tessili, completando l’offerta produttiva della regione.
L’Unesco tutela dal 2009 tutta l’area riconoscendole un’importanza testimoniale della genialità costruttiva nella lunga meravigliosa storia dell’Homo Faber.
Testo e foto di Fabrizio Fattori
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