Il ''Bacio'' tra il Pewabic e il Meteor: agosto 1865
di Fabrizio fattori
di Fabrizio fattori
Le acque interne dei laghi assicurano spesso una navigazione più tranquilla anche se, come in questo caso, né le ottime condizioni di visibilità, né le ideali condizioni meteo hanno potuto evitare quello che rimane ancora oggi il più misterioso e grave naufragio avvenuto nei grandi laghi americani.
Alle 8,30 di sera del 9 agosto 1865 poco al largo di Thunder Bay Island la nave a vapore Pewabic capitanata da George McKay, costruita solo due anni prima nei cantieri di Cleveland, entrò in collisione con la gemella Meteor condotta dal capitano Wilson, e colò a picco in soli pochi minuti.

Meteor
Tra le molteplici ipotesi elaborate per tentare di spiegare l’accaduto si è affermata, nel tempo, quella che prevedeva il controllato accostamento tra le due imbarcazioni, avente rotte opposte, con lo scopo di scambiarsi reciprocamente sacchi di posta, giornali ed altro facilmente trasferibile da una tolda all’altra.
L’errata manovra squassò il fianco del Pewabic e lo fece inabissare con tutto il suo carico di lingotti di rame, materiale ferroso, pesce conservato, pellami, presunti barili d’argento, peraltro, mai ritrovati, e altre tonnellate di materiale vario, oltre, sfortunatamente, a buona parte dell’equipaggio e dei passeggeri, tra questi un certo numero di soldati dell’Unione di ritorno a casa a pochi mesi dalla fine della guerra di secessione.
Alcuni superstiti riuscirono a saltare sul Meteor al momento dell’impatto e divennero diretti testimoni dei successivi tragici momenti. Malgrado questo non si riuscì ad appurare concretamente la dinamica dell’accaduto e conseguentemente ad individuare i responsabili che in appello andarono tutti assolti.

I resti del Pewabic
Ci furono atti di eroismo da parte sia dei passeggeri che dell’equipaggio e questo ridusse il numero degli scomparsi. La fine del “Levriero dei Laghi” come veniva chiamato il Pewabic aprì un lungo contenzioso tra armatori ed assicuratori che determinò la ferma decisione di recuperare il carico di minerali per compensare in parte il danno, che a sua volta, nel corso degli anni, causò altre vittime.
Il relitto giacente ad oltre 50 metri di profondità costituiva un’impegnativa impresa per la limitata tecnologia subacquea dell’epoca e si dovette aspettare il 1917 e successivamente il 1974 per il totale recupero del carico. Le operazioni non si limitarono ai materiali più economicamente rilevanti ma si concentrarono anche su quanto andò a costituire souvenir disponibili per collezionisti curiosi e musei locali prontamente istituiti: piatti, stoviglie, armi, orologi, le chiavi delle stanze da letto, monete, libri e una deludente cassaforte.
Anche la nave gemella Meteor ebbe un destino tragico, infatti solo due giorni dopo il naufragio, l’acqua tracimata all’interno dello scafo, venendo in contatto con il carico di calce, causò un incendio che distrusse l’imbarcazione che affondò poi in pochi metri d’acqua.
Fabrizio Fattori
In copertina il Pewabic
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