Faro di Alessandria: la meraviglia del mondo antico che guidava i marinai per 16 secoli
134 metri di altezza, specchi di bronzo visibili a 48 km e una luce che brillò dal 280 a.C. fino ai terremoti del XIV secolo: storia del primo grande faro della storia
Il Faro di Alessandria, costruito sull'isola di Pharos tra il 300 e il 280 a.C. per volere di Tolomeo I, era alto circa 134 metri e visibile fino a 48 chilometri di distanza grazie a specchi di bronzo lucidato. Considerato una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico, rimase funzionante per sedici secoli fino a quando due terremoti, nel 1303 e nel 1323, lo danneggiarono irreparabilmente. Le sue rovine, ancora oggi parzialmente sommerse, furono usate nel 1480 per costruire il Forte di Qaitbay.
Il Faro di Alessandria, costruito sull'isola di Pharos, di fronte al porto di Alessandria d'Egitto, negli anni tra il 300 a.C. e il 280 a.C. è considerato una delle sette meraviglie del mondo antico nonché una delle realizzazioni più avanzate ed efficaci della tecnologia ellenistica, rimase funzionante fino al XIV secolo, quando venne distrutto da due terremoti.
Storia
Fu fatto costruire da Sostrato di Cnido, un mercante greco; il progetto fu iniziato da Tolomeo I Sotere, all'inizio del proprio regno, e venne completato dal figlio Tolomeo II Filadelfo. Lo scopo dell'imponente opera era aumentare la sicurezza del traffico marittimo in entrata e in uscita, reso pericoloso dai numerosi banchi di sabbia nel tratto di mare prospiciente il porto di Alessandria e dall'assenza di rilievi orografici.
Il faro di Alessandria secondo una ricostruzione del 1909 dell'archeologo Hermann Thiersch
Esso consentiva di segnalare la posizione del porto alle navi, di giorno mediante degli speciali specchi di bronzo lucidato che riflettevano la luce del sole fino al largo, mentre di notte venivano accesi dei fuochi. Si stima che la torre fosse alta 134 metri, una delle più alte costruzioni esistenti per l'epoca, e il faro, secondo la testimonianza di Flavio Giuseppe, poteva essere visto a 48 km di distanza, cioè fino al limite consentito dalla sua altezza e dalla curvatura della superficie terrestre. Per questo è da considerarsi il primo grattacielo della storia.
Era costituito da un alto basamento quadrangolare, che ospitava le stanze degli addetti e le rampe per il trasporto del combustibile. A questo si sovrapponeva una torre ottagonale e quindi una costruzione cilindrica sormontata da una statua di Zeus o Poseidone, più tardi sostituita da quella di Helios.
Il faro di Alessandria in un'illustrazione di Maarten van Heemskerck.
La costruzione del faro di Alessandria si rivelò di grande utilità e indusse a costruire analoghi fari in vari altri porti del mar Mediterraneo ellenistico. Non si hanno descrizioni esatte del suo funzionamento, probabilmente a causa della riservatezza che, come spesso in seguito, nel mondo ellenistico era mantenuta sugli impianti di tecnologia avanzata. Si può comunque supporre che il fascio luminoso del faro venisse rafforzato dall'uso di specchi parabolici, tecnica tipicamente applicata nell'era moderna: le conoscenze matematiche su cui si basano questi apparati riguardano la teoria delle coniche e la catottrica ben nota negli ambienti scientifici di Alessandria (Apollonio, Euclide).
Inoltre, la forma cilindrica del contenitore della sorgente di luce induce a pensare che dal faro provenisse un fascio di luce girevole, più utile per i naviganti di una sorgente fissa. Nei secoli successivi queste tecnologie andarono perdute, come gran parte della cultura scientifico-tecnologica ellenistica.
I resti del faro di Alessandria oggi, sott'acqua
Si riprese a costruire dei fari solo nel XII secolo (la prima Lanterna di Genova è realizzata nel 1128 o nel 1139), ma senza riflettori basati sulla teoria delle coniche. Questi verranno recuperati solo nei primi decenni del XVII secolo, in particolare da Bonaventura Cavalieri, e consentiranno la costruzione dei primi fari moderni alla fine del secolo.
Ad eccezione della Piramide di Cheope, il faro fu la più longeva delle sette meraviglie. Rimase in funzione per sedici secoli, fino a quando nel 1303 e nel 1323 due terremoti lo danneggiarono irreparabilmente. Nel 1480 il sultano d'Egitto Quaitbay utilizzò le sue rovine per la costruzione di un forte nelle vicinanze. Numerosi blocchi ed elementi architettonici sono stati recuperati in mare, insieme alle colossali statue di Tolomeo II e della moglie Arsinoe II rappresentata come Iside.
Le sette meraviglie antiche
La Piramide di Cheopea Giza (Egitto): la più antica fra le sette meraviglie e l'unica che sopravvive ancora oggi. Rappresenta la glorificazione delle imprese del faraone.
I Giardini pensili di Babilonia (Mesopotamia): dove si racconta che la regina Semiramide raccogliesse rose fresche durante tutto l'anno.
La Statua di Zeus a Olimpia (Grecia): grandiosa testimonianza di arte religiosa, opera dello scultore greco Fidia.
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