Carlo Fecia di Cossato ''Epico'' Comandante della Regia Marina
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
L’8 settembre 1943 rappresentò per l’Italia un tracollo organizzativo e psicologico enorme. Il vuoto operativo successivo all’armistizio determinò posizioni di incertezza.
L’ammiraglio Bergamini ed altri ritenevano l’autoaffondamento la soluzione migliore dal duplice punto di vista del prima e del dopo l’armistizio. Altri seguirono le indicazioni di raggiungere i porti dei nuovi alleati e porsi sotto i loro comandi.
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| Carlo Fecia di Cossato |
Una figura tra le altre rappresenta lo stato di profondo smarrimento provato da molti, specie in coloro che avevano negli anni precedenti dimostrato grande attaccamento alla Regia Marina e alla Monarchia Sabauda: Carlo Fecia di Cossato, epico comandante del sommergibile “Tazzoli”, artefice di imprese che lo videro pluridecorato per i molteplici affondamenti di naviglio nemico (17 imbarcazioni di vario tipo).
Imprese sempre portate a termine con perizia bellica non priva di senso di responsabilità anche nei confronti del nemico. Dismesso il comando del sommergibile “Tazzoli” destinato ad incarichi di secondo piano e che affondò trascinando con se settanta marinai dell’equipaggio tanto amato, a Fecia di Cossato venne dato l’incarico di comando per il cacciatorpediniere “Aliseo” e con questa imbarcazione raggiunse Malta dimostrando nel trasferimento ulteriore perizia bellica contro i nuovi nemici.
Giunto nel porto alleato e resosi conto che il nuovo stato di cobelligeranza non garantiva alla marina un ruolo di parità e che al termine del conflitto essa sarebbe dovuta essere consegnata agli alleati, un moto di ribellione spinse Fecia di Cossato ad una aperta insubordinazione.
Il sommergibile Enrico Tazzoli - Foto da www.regiamarina.net
Dapprima invitando tutta la marineria all’autoaffondamento poi disconoscendo il nuovo governo Bonomi apertamente antimonarchico. Questo gli valse la destituzione del comando dell’ “Aliseo” ed il carcere. La protesta del proprio e di altri equipaggi, fortemente vicini al comandante, fecero rientrare il provvedimento anche se sostituito da un allontanamento forzato. Tutto ciò rappresentava il crollo totale di quei valori nei quali aveva creduto: la Patria, la Monarchia e la Marina.
Tale disfatta morale colmò la mente già provata dagli incomprensibili avvenimenti degli ultimi mesi e lo spinse al suicidio nell’agosto del 1944, rivendicando il suo posto accanto all’ equipaggio del “Tazzoli” giacente in fondo al mare.
Fabrizio Fattori
In copertina Carlo Fecia di Cossato - Foto tratta da Quotidiano.net
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