Capodanno a New York, la storia della ''Ball Drop'' a Times Square
di Alessandro Tapparini
di Alessandro Tapparini
Ogni 31 dicembre da 117 anni a questa parte, New York festeggia l’arrivo del nuovo anno a Times Square. Come sarà quest'anno ?
In tutti gli anni passati, applaudendo non tanto con il normale spettacolo pirotecnico che rallegra le piazze di ogni altra grande città del pianeta, bensì principalmente con la discesa per 23 metri di una sfera luminosa di oltre tre metri e mezzo di diametro, ricoperta da 2.688 triangoli di cristallo Waterford, lungo un'asta posta alla sommità dell'edificio One Times Square, New York ha celebrato il rito della Ball Drop.

The "ball drop"
Questo strano rituale risale al lontano 1907, quando la piazza (in realtà una sorta di grande crocevia, tra Broadway, la Settima Avenue e la 42esima Strada aveva da poco assunto il nome di Times Square e la sua nuova identità di epicentro della vita notturna newyorkese.
Fino al 1903 si chiamava Longacre Square e non aveva un ruolo molto rilevante nella vita della città. Il nuovo corso era scaturito quell’anno dalla inaugurazione dell’edificio che ospitava la nuova sede del quotidiano New York Times: l’editore,

New York - Times Square
Alfred Ochs, era riuscito a convincere le autorità cittadine a ribattezzare la piazza in onore del giornale, ed aveva pensato di organizzarvi, sempre a fini pubblicitari, uno sfarzoso veglione “pubblico” dell’ultimo dell’anno, spodestando il tradizionale festeggiamento che sino ad allora i newyorkesi erano soliti tenere sempre sulla Broadway ma molto più a sud, a Downtown, vicino a Wall Street.
La trovata aveva avuto un gran successo e per i primi tre anni, sino al 1906, l’arrivo dell’anno nuovo era stato festeggiato lì con dei normali fuochi d’artificio.

New York - Times Square 1907
Poi le autorità cittadine avevano vietato lo spettacolo pirotecnico, ed Ochs così per quel capodanno del 1907 si dovette inventare qualcosa d’altro.
Nacque così la bizzarra trovata della sfera luminosa sulla cima del palazzo che ospitava la sede del giornale (e che, a dirlo ora fa quasi tenerezza, all’epoca era il secondo edificio più alto della città).
Da allora la palla luminosa ha salutato l’arrivo del nuovo anno ogni anno - tranne che nel 1942 e nel 1943, quando le restrizioni nell’impiego della illuminazione elettrica imposte dalla Seconda Guerra Mondiale resero temporaneamente impossibile la sua accensione. In origine si trattava di una sfera di ferro e legno da 300 chili, sulla quale erano installate cento lampadine.

Alfred Ochs proprietario del New York Times
Poi, nel 1920 venne sostituita da una sfera di solo ferro ma molto più leggera, circa 180 chili; quindi nel 1955 da una di alluminio, da 68 chili, che durante gli Anni Ottanta venne modificata per farla assomigliare ad una mela.
Il capodanno del 2000 ha portato in dono la nuova sfera di cristallo ed il congegno completamente computerizzato, e quello del 2007 – il centennale del ball drop - la sostituzione delle tradizionali lampadine con le nuove luci al LED – ben 672 moduli in grado di emettere 16 milioni di sfumature cromatiche.
Alessandro Tapparini
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