Ar-Men, un faro in mezzo al mare
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
Le coste frastagliate della Bretagna hanno costretto l’uomo a costruzioni quanto mai azzardate al fine di rendere la navigazione più sicura.
Tra le decine di fari che caratterizzano questo tratto di costa Ar-Men (la roccia) è forse quello che ha sfidato maggiormente le capacità ingegneristiche degli specialisti.
Dopo una serie ininterrotta di naufragi, che tra l’altro arrotondavano le economie dei pescatori locali, fino al più grave tra questi che inabissa la fregata “Sanè” nel settembre del 1859 distrutta dai bassi fondali e dagli scogli a pelo d’acqua, viene deciso di costruire un faro avanzato rispetto alla linea di costa della Point du Raz utilizzando uno scoglio ampio circa 100 mt2 e alto non più di 4 metri.
Superate tutte le perplessità del caso viene iniziata la costruzione. Siamo alla fine dell’ottocento e per la prima volta il progetto prevede l’uso di una sorta di cemento armato per strutturare un faro di più di 30 metri.
La costruzione impiegherà trentun anni per definirsi conclusa tra costruzione e consolidamento (1867-1881-1897- 1902), più volte interrotta a causa delle condizioni avverse e della non facile reperibilità di manovalanza disposta a lavorare in condizioni di alta rischiosità, anche se malgrado i numerosi naufragi dei canotti usati per il trasbordo degli operai al cantiere si contò solo un decesso.
.jpg)
Carta dell'Île e della Chaussée de Sein, con la posizione dei vari fari
Gli sforzi enormi compiuti dagli addetti ai lavori, ingegneri ed operai, hanno permesso al faro di essere ancora oggi visibile e funzionante, anche se grazie ad un sistema automatizzato (1990), saldamente ancorato alla roccia da barre di ferro e sferzato dai violenti marosi che spesso lo ricoprono completamente regalando immagini quanto mai suggestive.
A questo “inferno”, come veniva chiamato il faro dai guardiani che per lunghi anni si sono succeduti garantendone la funzionalità, vengono collegati i ricordi di quanti vi hanno lavorato in condizioni tali da mettere a dura prova il sistema nervoso anche dei più esperti. Sferzata dalle onde la struttura vibrava sensibilmente in un caotico rumoreggiare di onde scroscianti, nel quale spesso era difficile trovare, anche per lunghi periodi, un attimo, se pur breve, di tregua.
Si narra che due dei guardiani più capaci rimasero isolati per più di tre mesi, prigionieri così a lungo della furia degli elementi. Se a questo si aggiunge la tensione nell’osservazione dell’orizzonte marino, l’attivazione della sirena di segnalazione dei banchi di nebbia, non infrequenti nell’area, lo stress dei turni notturni, l’attendere alle continue necessità di riparazione e manutenzione, e i pericoli dovuti al trasbordo nei cambi di turno, risulta facile comprendere come questo mestiere fosse realmente alquanto impegnativo e questo al di là del romanticismo cui spesso la figura del solitario guardiano del faro rimanda intento in pacifica solitudine a confezionare la sua nave in bottiglia avvolto dal fumo della pipa tra lo svolazzare dei gabbiani.
Susy Zappa ha scritto, per le Edizioni il Frangente, un bellissimo libro che narra la storia di: Ar-men un faro leggendario
Fabrizio Fattori
Leggi anche: Il guardiano del faro: un mestiere romantico e ancora oggi tanto ambito
Ti Potrebbe Interessare Anche
Hannes Lindemann: 72 giorni sull’Atlantico a bordo di una canoa pieghevole (1956)...
C'è un momento, nel viaggio di ogni marinaio solitario, in cui il mare smette di essere un confine e diventa una voce interiore. Per Hannes Lindemann,...
Remax One conquista la ARC 2025 nella categoria Racing
La premiazione ufficiale della ARC 2025 si terrà sabato 20 dicembre alle ore 17.00 locali presso la Rodney Bay Marina, a conclusione di una delle...
Cecilia Zorzi conquista i Caraibi sulla Mini Transat: 2.600 miglia in solitario
La vela di alto livello italiano festeggia un risultato storico: la velista Cecilia Zorzi, portacolori del Circolo Vela Arco, ha tagliato il traguardo...
Krystyna Chojnowska-Liskiewicz, la prima donna a circumnavigare il mondo in solitaria...
La storia della vela ha una protagonista che, pur non cercando gloria, ha segnato una pagina significativa: Krystyna Chojnowska-Liskiewicz è stata...
Donald MacMillan e la Bowdoin, il veliero dei ghiacci (1921–1954)
MacMillan rappresenta una tipologia di esploratore diversa: un uomo che ascolta il mare, non lo sfida. Per oltre trent’anni, tra il 1921 e il 1954,...
McIntyre Mini Globe Race 2025: circumnavigazione in barche Globe 580 tra Mauritius,...
Il McIntyre Mini Globe Race 2025 rappresenta una circumnavigazione unica nel panorama della vela d'altura: undici skipper affrontano l'ostinata sfida di...
Ann Davison e la traversata del cuore: la donna che sfidò l’Atlantico da sola
Ci sono marinai che hanno scritto la storia della navigazione con imprese memorabili o con silenzio e determinazione. Ann Davison appartiene a questa seconda...
Tilikum: la cutter che sfidò tre oceani con una piccola canoa
Il racconto di Tilikum nasce dalla scelta di John Voss di trasformare una vecchia canoa Nootka in un cutter capace di percorrere il mondo. Un...
Pen Duick: la barca che diventò amore eterno
Le origini di una leggenda Nell 1938, nei cantieri scozzesi di William Fife III nasce una barca a vela lunga 15 metri, costruita in compensato e pensata...