Il Moro di Venezia: l'Italia contende per la prima volta l'America's Cup
Magnus Wheatley - Le basi gettate dai sindacati Azzurra e Italia, con i successi ottenuti con le maxi imbarcazioni d'altura, convinsero Raul Gardini a partecipare sotto la bandiera della Compagnia della Vela
Fonte: America's Cup Media
Data: 24/07/2025 10:50
TL;DR/In Sintesi:
Il Moro di Venezia rappresenta la prima partecipazione dell'Italia all'America's Cup, grazie alla visione di Raul Gardini e al talento di Paul Cayard. La campagna ha catturato l'attenzione del pubblico e ha portato l'Italia a un passo dalla vittoria, segnando un'importante eredità nel mondo della vela.
Il passaggio dalle sfide colorate e applaudite del 1983 e del 1987 alle sfide per la XXVIII America's Cup a San Diego è stato un momento cruciale nella storia dell'Italia in questa competizione.
Le basi gettate dai sindacati Azzurra e Italia, insieme ai notevoli successi ottenuti nel panorama delle maxi imbarcazioni d'altura, furono sufficienti a convincere l'imprenditore agricolo e chimico Raul Gardini a portare la partecipazione italiana a un livello superiore sotto la bandiera dello yacht club Compagnia della Vela di Venezia.
Il risultato fu “Il Moro di Venezia”, un programma di cinque imbarcazioni che non lasciò nulla di intentato nella ricerca della conquista del trofeo più antico dello sport internazionale.
La visione di Gardini era quella di abbracciare la tecnologia e, con la nuova classe di imbarcazioni International America's Cup costruite in fibra di carbonio e materiali hi-tech per le vele, il campo di gara era, ai suoi occhi, abbastanza livellato da giustificare un tentativo a tutto campo per la vittoria. Fu una campagna brillante, che catturò fin dall'inizio lo spirito e il sostegno del pubblico italiano.
La sontuosa festa di lancio a Venezia, diretta dal famoso regista Franco Zeffirelli, fu spettacolare, bloccando la città e regalando alcune delle immagini più memorabili della tradizione e dello stile velistico italiano, mentre questa campagna senza limiti di budget entrava nel vivo con grande ambizione e stile.
A guidare il team velico era il ventinovenne Paul Cayard, che aveva già fatto parte del team Consorzio Italia come timoniere e aveva impressionato Gardini guidando la sua squadra alla vittoria nel Maxi World Championships di San Francisco nel 1989.
Non esisteva un budget ufficiale per l'America's Cup, ma le stime lo collocavano intorno ai 100 milioni di dollari, una cifra da capogiro nel 1992. Come dichiarò Gardini: “Questa sfida nasce dalla mia conoscenza della vela e del mare, che ho affrontato sia nello sport che nel campo della tecnologia. Con Il Moro vogliamo realizzare un progetto pilota nel campo dei materiali tecnologicamente avanzati”.
Sebbene la scienza dei materiali sia stata alla fine un fattore decisivo nell'America's Cup del 1992, è stato sul tavolo da disegno che si è conquistata la vittoria finale. Progettisti come Bruce Farr e German Frers stavano prendendo confidenza con le nuove regole IACC e valutando i pro e i contro di imbarcazioni pesanti e leggere, scafi stretti e larghi, chiglie radicali o raffinate, flap e timoni. German Frers fu il progettista designato per il programma Il Moro di Venezia e le prime due imbarcazioni costruite, ITA-1 e ITA-7, fornirono importanti indicazioni sulle prestazioni. ITA-1 aveva un dislocamento moderato, mentre ITA-7 era superleggera, caratteristica che il team italiano scartò dopo sole tre settimane di navigazione.
Optando per imbarcazioni a dislocamento pesante, le due barche successive Il Moro di Venezia – ITA-15 e ITA-16 – si concentrarono sul programma dettagliato delle vele e sullo sviluppo delle appendici, al fine di fornire i dati e la sicurezza necessari per costruire la barca definitiva per la regata, la ITA-25. Raul Gardini si rivelò un capo squadra carismatico, che distolse l'attenzione dal team e gli fornì la piattaforma perfetta su cui dare il meglio.
Arrivato a San Diego, il team ha stabilito la sua base a Shelter Island, non lontano da Point Loma, e quasi immediatamente è diventato chiaro che tra gli otto sfidanti spiccavano Il Moro di Venezia e il radicale NZL-20 della Nuova Zelanda, caratterizzato da una chiglia tandem da 9 tonnellate con flap sui bordi posteriori per la governabilità, progettato da Bruce Farr. In condizioni perfette, la barca neozelandese è stata elettrizzante e, dopo i primi due Round Robin della Louis Vuitton Cup, ha conquistato la vetta della classifica. Alla fine del terzo Round Robin, sono state individuate e risolte le carenze di Il Moro di Venezia in bolina, e Raul Gardini è tornato in Italia fiducioso che il suo team avrebbe raggiunto la finale, dichiarando: "Sì, tornerò, ma solo per la finale. Con Il Moro avremo l'opportunità di arrivare in finale e sono abbastanza fiducioso che ci saremo".
Quella del 1992 fu davvero una delle regate più combattute mai viste nella Louis Vuitton Cup ed era giusto che la finale fosse disputata tra la Nuova Zelanda e Il Moro di Venezia, ma fu un dibattito fuori dall'acqua a far pendere l'ago della bilancia a favore degli italiani in una gara troppo equilibrata per poter essere decisa.
Dopo la quinta regata della finale, Il Moro ha tagliato il traguardo con una bandiera rossa di protesta, che ha portato la Giuria Internazionale a sollevare una questione sulla legalità del bompresso e del tangone dei kiwi per issare gli enormi gennaker sulle imbarcazioni IACC.
Sebbene non fosse strettamente vietato dalla Louis Vuitton Cup con regole separate, questa interpretazione innovativa sarebbe stata esclusa dall'America's Cup Match.
La protesta e il clamore suscitato dall'uso del gennaker neozelandese sono stati sufficienti per annullare una regata a favore dei kiwi e mantenere il punteggio di 3-1 a loro favore. È stato un momento decisivo e cruciale.
L'Italia è impazzita alla notizia che, dopo due regate, il punteggio era di 3-3, grazie alle due straordinarie prestazioni in acqua di Il Moro, che ha lasciato i neozelandesi in preda al panico.
Nonostante i giovani kiwi fossero partiti alla grande, Paul Cayard ha mantenuto i nervi saldi e ha conquistato altre due vittorie, aggiudicandosi la Louis Vuitton Cup con un punteggio di 5-3 e portando l'Italia alla America's Cup Match per la prima volta nella storia del Paese.
A casa, l'Italia era in delirio, con i giornali che titolavano in prima pagina e i canali televisivi che davano la notizia in primo piano. A San Diego si stava scrivendo la storia dell'Italia.
Tuttavia, il programma Il Moro di Venezia doveva affrontare un concorrente altrettanto avanzato dal punto di vista tecnologico, il team America3 di Bill Koch, che aveva portato la scienza dei materiali a un livello superiore, avvalendosi di tecnici del MIT per esaminare ogni aspetto delle nuove regole IACC alla ricerca di un vantaggio competitivo. Doug Petersen, il progettista di America3, fece tesoro di tutto ciò che aveva imparato dalla campagna Il Moro e prese alcune decisioni cruciali, la prima delle quali fu quella di produrre uno scafo significativamente più stretto e la seconda quella di adottare foil con una superficie inferiore. Fu una combinazione vincente e, sebbene Il Moro di Venezia vinse la seconda regata del match per soli 3 secondi, il risultato finale fu di 4-1 e l'America's Cup rimase agli americani.
Riflettendoci, Paul Cayard ha commentato: “Dovevamo navigare molto bene per vincere, e non credo che abbiamo navigato bene come abbiamo fatto contro la Nuova Zelanda nelle finali Challenger”. Probabilmente il team italiano aveva bisogno di un reset mentale dopo la vittoria epocale nella Louis Vuitton Cup, che aveva messo a dura prova i velisti e il team a terra, ma lasciò San Diego sapendo che il più grande trofeo della vela era alla sua portata e che il programma Il Moro di Venezia aveva portato la vela italiana ai vertici assoluti.
È un'eredità che dura ancora oggi e che proseguirà con la 38ª America's Cup Louis Vuitton, che si terrà a Napoli nel 2027.
L'Italia non solo ospiterà il mondo, ma presenterà anche una sfida importante con il team Luna Rossa, che ha raccolto l'eredità de Il Moro di Venezia e ha raggiunto l'America's Cup Match sia nel 2000 che nel 2021. La domanda è: Luna Rossa riuscirà a fare un passo in più? Molti lo prevedono.
Non mancate a Napoli nel 2027 per la 38ª America's Cup Louis Vuitton. Potrebbe essere scritta la storia italiana.
Quando Patrizio Bertelli si sedette nello studio milanese dell'architetto navale German Frers per discutere le linee di un nuovo cruiser veloce all'inizio...
Luna Rossa era la favorita per l'AC37, ma è stata eliminata nella finale dei challenger. Ora, forte dell'esperienza acquisita e di una squadra rinnovata,...
Paul Cayard ha ricevuto il Magnus Olsson Prize 2026, riconoscimento dedicato a chi unisce risultati agonistici e contributo alla crescita della vela. La...
Leonardo Tomasini ha vinto il titolo mondiale iQFoil Under 23 a Puck: 19 anni, portacolori del Circolo Surf Torbole, primo nella Grand Final che ha messo...
Campionato Italiano Windsurfer chiuso a Olbia con il titolo nella categoria Pesanti assegnato ad Alberto Congiu del Windsurfing Club Cagliari, quarto assoluto...
MaxiDolphin Lake Garda vede Baraimbo 2 consolidare una leadership che, numeri alla mano, lascia margini di manovra difficili da scalfire nelle due gare...
4 nodi e una corrente decisa hanno fatto da spartiacque nelle regate Techno293 andate in scena a Gaeta dal 2 al 4 luglio: due giorni in cui piccoli aggiustamenti...
Techno293 era la posta aperta: battere avversari e condizioni quando la brezza non collabora. Il Windsurfing Club Cagliari ha risposto con una serie di...
28 giugno 2026. Sei prove disputate per ogni classe, vento stabile tra i 7 e gli 8 nodi e due campi di regata allestiti davanti alla spiaggia di Porto...
La Galiola 2026 è finita domenica a Marina di Ravenna con il Millenium 40 Amabell primo sul traguardo: 160 miglia del percorso Ravenna‑Galiola‑Ravenna...
Windsurf giovanile torna a Porto Corsini: dal 26 al 28 giugno l'Adriatico Wind Club organizza la terza tappa della Coppa Italia FIV per le classi Techno...
Ti Potrebbe Interessare Anche
Leonardo Tomasini campione del mondo U23 iQFoil a Puck
Leonardo Tomasini ha vinto il titolo mondiale iQFoil Under 23 a Puck: 19 anni, portacolori del Circolo Surf Torbole, primo nella Grand Final che ha messo...
Campionato Italiano Windsurfer: Congiu campione a Olbia
Campionato Italiano Windsurfer chiuso a Olbia con il titolo nella categoria Pesanti assegnato ad Alberto Congiu del Windsurfing Club Cagliari, quarto assoluto...
MaxiDolphin Lake Garda: Baraimbo 2 guida le Series 2026
MaxiDolphin Lake Garda vede Baraimbo 2 consolidare una leadership che, numeri alla mano, lascia margini di manovra difficili da scalfire nelle due gare...
Europei Techno 293: Cao bronzo, 11 atleti WCC in evidenza
Europei Techno 293, Sopot: Francesco Cao sul podio con il terzo posto nella categoria Under 17. Davanti agli occhi, la scia dell’acqua e le vele...
Coppa Primavela 2026: due medaglie per il Windsurfing Club Cagliari
4 nodi e una corrente decisa hanno fatto da spartiacque nelle regate Techno293 andate in scena a Gaeta dal 2 al 4 luglio: due giorni in cui piccoli aggiustamenti...
Techno293: Cao e Solinas dominano la Coppa Italia a Ravenna
Techno293 era la posta aperta: battere avversari e condizioni quando la brezza non collabora. Il Windsurfing Club Cagliari ha risposto con una serie di...
Coppa Italia Techno 293: Ravenna, terza tappa
28 giugno 2026. Sei prove disputate per ogni classe, vento stabile tra i 7 e gli 8 nodi e due campi di regata allestiti davanti alla spiaggia di Porto...
La Galiola 2026: Amabell trionfa in condizioni di bonaccia
La Galiola 2026 è finita domenica a Marina di Ravenna con il Millenium 40 Amabell primo sul traguardo: 160 miglia del percorso Ravenna‑Galiola‑Ravenna...
Windsurf giovanile: Memorial Ballanti-Saiani a Porto Corsini
Windsurf giovanile torna a Porto Corsini: dal 26 al 28 giugno l'Adriatico Wind Club organizza la terza tappa della Coppa Italia FIV per le classi Techno...