Coppa Italia Techno 293: Ravenna, terza tappa
Sei regate per tutte le flotte con brezza termica 7–8 nodi; dominio giovanile e podi femminili nella Techno Plus
Sei regate per tutte le flotte con brezza termica 7–8 nodi; dominio giovanile e podi femminili nella Techno Plus
A Porto Corsini l’Adriatico Wind Club ha ospitato la terza tappa della Coppa Italia Techno 293 e Techno Plus: dopo una giornata senza vento si sono svolte sei prove per categoria con brezza termica di 7–8 nodi. Successi nelle classi giovanili per atleti di Circolo Velico Sferracavallo, Centro Surf Bracciano e Windsurfing Club Cagliari; nella Techno Plus i primi tre posti assoluti sono femminili. L’organizzazione ha gestito due campi di regata e una premiazione che ha unito sport e ricordo.
28 giugno 2026. Sei prove disputate per ogni classe, vento stabile tra i 7 e gli 8 nodi e due campi di regata allestiti davanti alla spiaggia di Porto Corsini: la terza tappa della Coppa Italia Techno 293 e Techno Plus, valida come Memorial Ballanti-Saiani, si è conclusa all’Adriatico Wind Club con risultati netti e indicazioni tecniche precise.
Dopo una prima giornata annullata per mancanza di brezza, il comitato di regata ha saputo sfruttare la termica da mare nelle due giornate utili, permettendo a tutte le flotte di completare sei manches su due campi distinti, denominati Campo Delta e il campo principale. L’organizzazione ha impostato turni rapidi, controlli puntuali e la logistica necessaria per ridurre i tempi morti tra una prova e l’altra.
Il comitato ha anticipato le uscite in acqua nelle finestre favorevoli, cercando di sfruttare ogni raffica utile. Il Campo Delta ha ospitato le classi CH3, CH4 ed Experience, pensate per i più giovani e per chi è alle prime esperienze agonistiche nel circuito nazionale; il campo principale ha accolto le flotte Under 13, Under 15, Under 17 e la Techno Plus. In condizioni di vento leggero, la scelta del bordo di poppa e la gestione delle partenze sono state determinanti: le partenze pulite e la rapidità nelle virate hanno spesso deciso l’esito delle prove.
La direzione di regata ha mantenuto la flessibilità: segnali tempestivi, posizionamento accurato delle boe e un controllo visivo costante sulle evoluzioni delle flotte. Anche la comunicazione in porto ha funzionato: i briefing hanno fornito indicazioni chiare, mentre gli ufficiali di percorso hanno adattato il campo al mutare della brezza. Tutto ciò ha reso possibile lo svolgimento regolare delle prove, con il traffico in acqua regolato e tempi di attesa limitati.
In porto, l’organizzazione ha gestito il recupero atleti con rinfreschi e un pasta party che ha agevolato il recupero fisico dei partecipanti più giovani. Spazio per il recupero, per confronti tecnici tra istruttori e per un rapido debriefing dopo le manches: scelte semplici, ma efficaci per mantenere alto il livello di attenzione e la qualità della competizione.
La CH3 (9–10 anni) racconta la precisione di chi ha saputo trovare la giusta direzione nella brezza leggera: vittoria maschile per David Mihajlovski Koloffon del Centro Surf Bracciano con una serie compatta (1, 1, 1, 2, 2, 2); tra le femmine, Elisa Rei del Planet Sail Bracciano ha confermato una costanza che l’ha portata a occupare anche la seconda posizione in classifica generale. I numeri delle manches parlano chiaro: controllo della planata e regolarità nelle scelte tattiche.

Nel gruppo CH4 (11 anni) la prestazione di Federico Samonà del Circolo Velico Sferracavallo è stata solida: risultati costanti che gli hanno garantito il gradino più alto del podio di classe. Nella Experience, invece, la prima posizione è andata a Mia Forti Tagliati della LNI Ostia, che ha saputo gestire la giornata con lucidità, dimostrando controllo in prova dopo prova e capacità di mantenere ritmi costanti nonostante il vento leggero.
Tra gli Under, il livello è apparso nettamente competitivo. Nell’Under 13 Luca Macaluso del Circolo Velico Sferracavallo ha dominato con sei primi posti, una serie che non lascia spazio a fraintendimenti sulla sua solidità tecnica; nell’Under 15 ha prevalso Adriano Samonà (Circolo Velico Sferracavallo), mentre nell’Under 17 il successo è arrivato per Francesco Cao (Windsurfing Club Cagliari). Questi risultati mettono in luce un percorso di crescita costruito sui fondamentali: allenamenti mirati, attenzione alla fase di start e capacità di adattamento al vento leggero.
La presenza di circoli con tradizione giovanile si è vista nelle strategie di squadra: atleti preparati per gestire la pressione, scelte tattiche coordinate e interventi tecnici brevi tra una prova e l’altra. La somma di questi elementi ha trasformato singole buone prestazioni in risultati complessivi, con ricadute positive sull’immagine dei club coinvolti.

La Techno Plus ha consegnato un podio assoluto tutto femminile: Agata Del Fabbro del Circolo Surf Torbole ha conquistato la vetta con una serie che alterna piazzamenti alti a una prova da prima; seconda Vanina Bruni e terza Vittoria Maria Grosso, entrambe del Windsurfing Club Cagliari. Dietro di loro i migliori uomini della flotta, con Nicola Solinas a guidare la classifica maschile. Un podio che impone una considerazione tecnica: la capacità delle atlete femminili di adattarsi e imporre ritmo su campi dove la leggerezza della brezza premia scelte di equilibrio e gestione della tavola.
Il risultato mette in luce l’evoluzione della classe Techno Plus e il lavoro svolto dai club di fondo lago e insulari, capaci di preparare atlete competitive anche su campi di mare con condizioni leggere. La distribuzione dei piazzamenti mostra una capacità tattica indirizzata alla gestione della velocità e alla lettura delle micro-oscillazioni del vento.
Per l’Adriatico Wind Club i risultati individuali testimoniano il livello del vivaio locale: secondo posto di Lorenzo Innocenti nella CH4, terzo maschile Under 17 per Alessandro La Sala, settimo assoluto per Tommaso Nicola Vallini nella stessa flotta e sesto posto di Filippo Verità nell’Under 15. Piazzamenti che fotografano una realtà di lavoro quotidiano, dove la progressione tecnico-atletica si misura anche in termini di continuità nei risultati.

La manifestazione ha richiamato equipaggi da tutta Italia, mettendo alla prova capacità organizzative e attenzione al contesto commemorativo. La cerimonia di premiazione ha intrecciato sport e memoria: i nomi di Lorenza e Dalia sono stati evocati durante la consegna dei premi, con momenti che hanno dato senso a una gara pensata anche per trasmettere valori alle nuove generazioni.
Presenti alle premiazioni autorità locali e rappresentanti istituzionali, a sottolineare il valore sociale dell’appuntamento nel calendario velico regionale. Lo sguardo degli organizzatori è già rivolto ai Campionati Italiani Giovanili FIV in singolo previsti a settembre: l’esperienza di Porto Corsini funge da banco di prova operativo e tecnico.
Una nota tecnica finale: la capacità del comitato di ottimizzare le finestre di vento e di gestire flotte eterogenee su due campi ha ridotto i tempi morti e aumentato la qualità delle prove. Questo dettaglio operativo assume valore pratico se letto come indicatore della preparazione dei giovani atleti al salto di classe e alle regate maggiori. Chi osserva da vicino sa che la differenza tra un buon risultato e una serie regolare passa spesso da piccoli margini: un posizionamento più accurato della boa, un briefing più chiaro, una partenza meno affollata. A Porto Corsini questi dettagli hanno contato fino all’ultimo giro.
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