L'Italia dei primi anni '80, afflitta dalla recessione e da un forte aumento dei prezzi dopo la crisi petrolifera del 1979, aveva bisogno di un impulso morale, e le sue squadre sportive dovevano essere il catalizzatore
Fonte: The America's Cup Press
Data: 16/07/2025 15:00
TL;DR/In Sintesi:
Il progetto Azzurra ha rappresentato un'importante svolta per l'Italia negli anni '80, unendo sport e cultura in un periodo di crisi. La sfida per l'America's Cup ha reso i membri dell'equipaggio eroi nazionali, segnando un momento significativo nella storia della vela italiana.
Per comprendere il significato culturale del progetto Azzurra, è fondamentale capire l'Italia dei primi anni '80. Afflitta da una recessione stagfessionaria e da un forte aumento dei prezzi dopo la crisi petrolifera del 1979, all'inizio degli anni '80 l'Italia aveva bisogno di un impulso morale, e le sue squadre sportive dovevano essere il catalizzatore.
Filmati dell'Azzurra per gentile concessione dello Yacht Club Costa Smeralda.
Gianni Agnelli, probabilmente uno degli uomini d'affari più famosi al mondo, che nel 1966 aveva assunto la direzione generale della Fiat, nutriva da tempo l'ambizione di partecipare all'America's Cup, fin dal 1962, quando aveva fatto visita al suo amico, il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy, assistendo alla regata dal yacht presidenziale Honey Fitz.
Nel 1964 Agnelli era seriamente interessato, ma i problemi e gli ostacoli posti dal detentore del titolo lo spinsero a congelare il progetto, che fu ripreso e rilanciato nel 1980, quando Agnelli riunì i colleghi velisti e imprenditori italiani Pasquale Landolfi e Mario Violati per vedere quali barche erano disponibili per l'acquisto dopo la Coppa del 1980 a Newport.
Il team aveva deciso di acquistare lo yacht americano 12 metri Enterprise, che era stato il cavallo di prova del sindacato vincitore Freedom di Ted Turner e Dennis Conner e, insieme a Nicola Sironi, assistente dell'architetto navale milanese Andrea Vallicelli, incontrò Ed du Moulin del New York Yacht Club nel settembre del 1980 per concludere l'accordo.
Gianni Agnelli, amministratore delegato della Fiat, nutriva da tempo ambizioni per l'America's Cup, avendo assistito alle regate del 1962 con il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy a Newport, nel Rhode Island. Sopra, Agnelli è affiancato dal team velico dell'Azzurra e da Riccardo Bonadeo, presidente del Consorzio Azzurra ed ex commodoro dello YCCS. Foto: @Carlo Borlenghi.
Tuttavia, fu l'intervento straordinario del Principe Karim Aga Khan, in seguito a un incontro nella sua residenza parigina di Aiglemont, l'anno successivo, nel 1981, a dare il via alla sfida dell'Azzurra e ad aprire il capitolo più emozionante della storia della vela italiana.
Con l'Aga Khan come presidente dello Yacht Club Costa Smeralda, alla fine di aprile del 1981 fu lanciata una sfida al New York Yacht Club e il giovane imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, in seguito presidente della Ferrari, entrò a far parte del gruppo come consulente chiave e manager del consorzio.
Cino Ricci, l'esperto match racer romagnolo, fu nominato skipper, il giovane progettista Andrea Vallicelli architetto navale e Marco Cobau delle Officine Meccaniche Pesaro costruttore della barca. La chiave del progetto Azzurra era che fin dall'inizio doveva essere un approccio “100% Made in Italy”, e Ricci si mise subito alla ricerca di un equipaggio italiano pubblicando un annuncio sul Sailing Newspaper. Mauro Pelaschier, due volte olimpionico nel 1972 e nel 1976, fu la scelta ovvia come timoniere e divenne quasi immediatamente un eroe popolare grazie alla sua barba folta, al talento naturale e all'istinto per rendere veloce una barca.
La campagna dell'Azzurra si distinse per lo stile, il fascino e la raffinatezza. Nella foto, il team velico nella villa affittata per l'estate del 1983 a Newport, Rhode Island. Foto: @Carlo Borlenghi
Il 1982 fu, col senno di poi, un anno di svolta per l'Italia. La nazionale di calcio aveva appena vinto i Mondiali battendo in finale la Germania per 3-1 con Paolo Rossi, Marco Tardelli e Alessandro Altobelli che diventarono immediatamente delle icone.
Otto giorni dopo, il 19 luglio 1982, nella città portuale di Pesaro, fu varata Azzurra con la sua livrea “Gli Azzurri”, i colori nazionali tanto amati e intrinsecamente legati al Paese.
La Begun Princess Salimah, moglie dell'Aga Khan, battezzò lo yacht e ne divenne la “madrina”, un ruolo che prese molto sul serio, diventando madrina non solo dell'imbarcazione, ma anche dei marinai, interessandosi vivamente a loro e alle loro famiglie.
Un momento storico per l'Italia nell'America's Cup il 19 luglio 1982 con il varo dell'Azzurra a Pesaro, il primo sfidante italiano in rappresentanza dello Yacht Club Costa Smeralda. Foto: @Carlo Borlenghi.
L'Italia si affezionò immediatamente al sindacato Azzurra e, quando partì per la sua avventura a Newport, la vela passò dalle pagine sportive alle prime pagine dei quotidiani nazionali, rendendo immediatamente eroici i membri dell'equipaggio.
Quando il progetto fu annunciato, l'Aga Khan aveva dichiarato: “Affronteremo questa serie di regate mozzafiato con l'umiltà dei principianti, ma con la convinzione di essere degni di partecipare”.
Ciò che catturò ulteriormente l'attenzione della nazione italiana fu la performance di Azzurra. Fin dall'inizio fu un razzo. Ben messa a punto e brillantemente guidata con passione e talento, la squadra si era affidata al leggendario velista americano Tom Blackaller per l'esperienza nel match racing in vista di Newport e aveva chiaramente dimostrato una velocità superiore a quella della Enterprise, la barca di prova con cui la squadra si era allenata.
Una lotta serrata tra ilVictory ‘83 di Peter de Savary e l’Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda. Foto: @Carlo Borlenghi
All'inizio della campagna, affrontando sette dei più forti sfidanti di sempre nel 1983,Azzurra era nota per essere potente, conquistando vittorie importanti.
Durante tutto il Round Robin di apertura di quella che era la prima Challenger Selection Series per la Louis Vuitton Cup inaugurale, finendo con un punteggio di 21-19 e raggiungendo le semifinali.
Australia II, la barca che alla fine pose fine alla serie di vittorie consecutive del New York Yacht Club nell'America's Cup, fu la barca che eliminò Azzurrain una gara finale per 1 minuto e 39 secondi, ma nella sconfitta l'equipaggio italiano non aveva idea dell'effetto che aveva avuto in patria.
Più in alto e più veloce.Azzurra tiene la sua posizione contro la vincitrice dell'America's Cup del 1983, Australia II, che ha posto fine alla più lunga serie di vittorie sportive della storia, strappando l'America's Cup al New York Yacht Club dopo 132 anni. Foto: @Carlo Borlenghi.
Lo stile che avevano dimostrato a Newport, nel Rhode Island, non è andato perso, nonostante un bilancio finale di 24 vittorie su 49 regate. Elicotteri con il marchio Azzurra, una villa in stile Gilded Age, feste sfarzose e una divisa facilmente riconoscibile hanno contraddistinto Azzurra come qualcosa di speciale e le sue prestazioni in acqua hanno fatto credere all'Italia che l'America's Cup, il trofeo più importante nel mondo della vela, fosse alla sua portata.
Il team ha lasciato Newport con il suo aereo dirottato su Olbia, dove è stato accolto come una rock band da una folla di persone all'aeroporto. Fu il caos, ma l'entusiasmo con cui il team Azzurra era riuscito a sfuggire alla sconfitta risuonò profondamente nel pubblico italiano e continua a farlo ancora oggi. Azzurra fu culturalmente significativa, diede una spinta alla nazione e non solo generò una nuova sfida per l'America's Cup del 1987, ma fu senza dubbio il catalizzatore della partecipazione italiana fino ai giorni nostri.
Lo Yacht Club Costa Smeralda oggi onora i suoi giovani atleti con il programma Young Azzurra, che sostiene atleti di talento in diverse discipline veliche, e il club ha gareggiato nel circuito TP52 conAzzurra fino al 2020. Lo yacht originale di 12 metri del 1983 è esposto con orgoglio e in perfette condizioni a Porto Cervo, come punto di riferimento del luogo dove tutto ebbe inizio.
Le sfide italiane per l'America's Cup sono state memorabili. Nel 1987, lo Yacht Club Costa Smeralda è diventato il Challenger of Record con il sindacato Azzurra II, mentre lo Yacht Club Italiano ha schierato la sfida Italia guidata dall'ammiraglio Angelo Monassi.
Nel 1992 è stata la volta della sfida Il Moro di Venezia di Raul Gardini, il primo sfidante italiano a raggiungere la finale, dove è stato però sconfitto dal difensore America3 di Bill Koch. Da allora, l'Italia è arrivata in finale altre due volte, nel 2000 e nel 2021, sotto il patrocinio di Patrizio Bertelli di Luna Rossa.
Con la 38ª America's Cup Louis Vuitton che si terrà a Napoli, il percorso verso questo importante evento sportivo è stato lungo. Nel 2012 e nel 2013 la città ha ospitato memorabili regate dell'America's Cup World Series e, come sede, è di livello mondiale, con condizioni descritte come “paradisiache” dal CEO dell'Emirates Team New Zealand e dell'America's Cup Events, Grant Dalton.
Ma è stata la lungimiranza di Sua Altezza l'Aga Khan, Gianni Agnelli, Pasquale Landolfi, Mario Violati e Luca Cordero di Montezemolo, nonché la passione dei tifosi italiani che hanno preso a cuore Azzurra e la bravura dei velisti italiani guidati da Cino Ricci e Mauro Pelaschier, a gettare le basi per la 38ª America's Cup Louis Vuitton, l'evento più importante del mondo della vela e il trofeo più antico e prestigioso dello sport internazionale.
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