Vela Green: scuola vela sostenibile a Venezia
La Compagnia della Vela lancia un programma concreto che unisce motorizzazione elettrica, didattica ambientale e raccolta quotidiana dei rifiuti in laguna
La Compagnia della Vela lancia un programma concreto che unisce motorizzazione elettrica, didattica ambientale e raccolta quotidiana dei rifiuti in laguna
La Compagnia della Vela presenta Vela Green: scuola vela con gommone elettrico, stazioni di acqua microfiltrata, borracce personalizzate, attività quotidiana di raccolta rifiuti e monitoraggio ambientale; il progetto coinvolge partner locali e prevede formazione per i più giovani e il rilascio dell'attestato “Piccoli Guardiani del Mare”.
Un retino che strappa un sacchetto dalla superficie lucida della laguna: è l'immagine con cui si è aperta la presentazione di Vela Green, il nuovo progetto della Compagnia della Vela concepito per trasformare i corsi in acqua in una pratica educativa concreta sulla tutela del mare.
Vela Green entra immediatamente nel merito: non si limita a parole ma mette in campo misure operative per ridurre l'impatto delle attività del circolo, formare giovani velisti e costruire un protocollo ripetibile per altri sodalizi nautici.
Al centro del progetto c'è la sostituzione graduale delle fonti inquinanti con soluzioni a basse emissioni. Alla presentazione è stato mostrato un gommone con motorizzazione elettrica fornito da M3WE, pensato per gli spostamenti di supporto alle uscite didattiche e per le operazioni di raccolta dei rifiuti galleggianti.

La ricarica delle batterie è assicurata da un impianto fotovoltaico installato presso la sede, che funge da sistema di accumulo per l'esercizio quotidiano e limita il ricorso all'energia prelevata dalla rete. In porto sono state attivate due stazioni di erogazione di acqua potabile microfiltrata, realizzate in collaborazione con Adriatica Acque: una a San Giorgio e una a San Marco, pensate per eliminare l'uso di bottiglie di plastica monouso durante le attività.

La linea educativa di Vela Green integra l'insegnamento tecnico della vela con esperienze pratiche quotidiane dedicate alla tutela dell'ecosistema lagunare. Ogni allievo riceve una borraccia personalizzata e un retino: la borraccia rende il messaggio tangibile, il retino rende la lezione immediata e manuale.
L'attività denominata "Caccia ai rifiuti" è parte integrante delle uscite quotidiane. I rifiuti recuperati vengono pesati e depositati in una struttura simbolica realizzata con materiale riciclato, il cosiddetto "pesce mangia plastica", che funge da monumento didattico e da banco dati visibile per le famiglie e i visitatori.

Il progetto coinvolge partner tecnici e istituzionali. Per lo smaltimento corretto dei materiali recuperati è prevista la collaborazione con Veritas S.p.A. e il Comune di Venezia. La Capitaneria di Porto di Venezia ha concesso il patrocinio e si è resa disponibile a momenti formativi rivolti ai ragazzi. Alla presentazione erano presenti rappresentanti della Guardia di Finanza, dell'Autorità di Sistema Portuale e della Federazione Italiana Vela.
Mezzi elettrici, fonti rinnovabili, servizi di fornitura acqua, gestione rifiuti e formazione vengono combinati per definire procedure operative pratiche e ripetibili nei diversi scenari della città lagunare.
La giornata tipo inizia con un breve briefing: i giovani ricevono borraccia e retino, si ricorda l'obiettivo della giornata e si illustrano le aree di intervento in laguna. Le uscite a vela prevedono un supporto costante del gommone elettrico per la sicurezza e per la raccolta dei rifiuti più ingombranti. Ogni intervento viene registrato: peso dei materiali recuperati, durata dell'operazione e personale coinvolto.
A fine turno il materiale raccolto viene conferito nelle procedure concordate con i servizi comunali, mentre il gommone rientra per la ricarica al sistema fotovoltaico. Le stazioni di acqua microfiltrata restano operative durante tutte le attività, riducendo l'utilizzo di contenitori monouso e rendendo immediatamente visibile il risparmio di plastica ai partecipanti.
Vela Green prevede un sistema di monitoraggio degli indicatori ambientali che registra parametri essenziali per misurare l'impatto delle azioni. Gli indicatori elencati includono:
I dati vengono aggiornati con regolarità e resi disponibili alle famiglie attraverso il banco dati collocato vicino al "pesce mangia plastica"; questo permette di trasformare un gesto simbolico in una serie di numeri utili per valutare l'efficacia delle azioni e per calibrare gli interventi successivi.
Il monitoraggio serve anche a mettere a fuoco punti critici: aree in cui la raccolta rende poco, momenti della giornata con maggior produzione di rifiuti o aspetti logistici che richiedono aggiustamenti operativi. Tradurre le osservazioni in procedure è parte integrante del lavoro quotidiano.
Il percorso formativo prevede un momento di approfondimento curato da Marevivo, pensato per consolidare i contenuti appresi e rafforzare il collegamento tra pratica sportiva e responsabilità ambientale. Alla fine del ciclo viene consegnato l'attestato di "Piccoli Guardiani del Mare", che certifica la partecipazione e l'acquisizione di competenze ambientali.
La proposta ha attirato l'attenzione delle istituzioni locali e dei soggetti tecnici presenti alla presentazione: dalla platea è arrivata una richiesta chiara di strumenti concreti, non solo parole. Ora la sfida è raccogliere i numeri e usarli per migliorare procedure, standardizzare le pratiche e valutare la possibilità di estendere il modello ad altri circoli che operano in laguna.
Restano domande operative e misurabili: quante strutture adotteranno motorizzazioni elettriche per le barche d'appoggio? Con quale ritmo i dati mostreranno una riduzione della plastica nelle acque locali? Le prossime stagioni e i registri delle attività forniranno le risposte.
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