Alle prime luci del mattino del 7 giugno, mute, pinne e sacchi pronti sul bagnasciuga: è l'immagine che apre la settima edizione di Spazzapnea, l'operazione nazionale di pulizia di spiagge e fondali organizzata da Apnea Academy.
Chi scende in acqua resta in apnea per i recuperi, chi resta a riva coordina sacchi e pesi: tutto avviene in contemporanea, domenica 7 giugno 2026, in quattordici località italiane; c'è poi un appuntamento aggiuntivo il 4 luglio sul Lago d'Orta a Omegna.
La mappa dell'impegno
Le piazze di lavoro sono nominate: Ancona, Bari, Bosa, Camogli, Lerici, Luino, Marettimo, Marina di Pisa, Messina, Napoli, Roma, Sferracavallo, Taranto e Trapani. Ogni luogo avrà una squadra pronta a raccogliere, pesare e catalogare i rifiuti per ricostruire il profilo reale dell'inquinamento locale.
La scala dell'iniziativa è cresciuta dal progetto genovese del 2018: oggi Spazzapnea è diffusa su scala nazionale grazie alla rete di istruttori di Apnea Academy che coordina le operazioni e al patrocinio di WWF SUB, che accompagna l'evento con finalità ambientali riconosciute.
La formula: sfida, peso e catalogazione
Elemento distintivo è la formula competitiva: i volontari si organizzano in squadre e raccolgono rifiuti per circa tre ore nella mattinata del 7 giugno. Al termine, ogni materiale viene pesato e catalogato. A ciascuna tipologia di rifiuto viene attribuito un punteggio che considera la pericolosità per l'ambiente marino e i tempi di decomposizione.
La competizione non è fine a se stessa: stimola l'impegno e produce dati. Le squadre con il punteggio più alto ricevono premi offerti dai partner, ma il risultato più tangibile resta il materiale sottratto all'ambiente e la fotografia dettagliata dei rifiuti presenti in ogni tratto di costa o fondale.
Numeri, scienza e collaborazione
I numeri finora comunicati disegnano un quadro significativo: 2.467 partecipanti, 767 squadre, 16 città coinvolte e 21.939 kg di rifiuti raccolti nelle edizioni precedenti. Questi dati non sono soltanto una misura di impatto, ma materia prima per analisi più profonde.
Dal 2023 Spazzapnea è parte del progetto di citizen science SeaCleaner, che censisce i rifiuti di origine antropica in mare inserendo le osservazioni in un database nazionale. Dal 2024 la collaborazione si è ampliata con Cupid 4 Science, che studia l'effetto delle operazioni di pulizia sulla presenza di microplastiche, e con Piantando attraverso il progetto Plastic Pull per la riqualificazione di coste, parchi e fondali.

La condivisione dei dati trasforma il gesto volontario in una misurazione utile ai ricercatori, alle amministrazioni locali e alle politiche di prevenzione: tipologia, peso e localizzazione dei rifiuti consentono comparazioni temporali e valutazioni di efficacia delle azioni di mitigazione.
Al termine di ciascun evento l'area interessata riceverà la bandiera "Spazzapnea – Missione fondali puliti", simbolo di un risultato concreto e della volontà di mantenere la zona sotto osservazione e cura.
La partecipazione è gratuita grazie al supporto di aziende e partner che sostengono il progetto. Anche quest'anno il ruolo di padrino è affidato al pluriprimatista mondiale di apnea Umberto Pelizzari, atteso a Camogli insieme ad alcuni allievi Incursori della Marina Militare, presenza consolidata nelle edizioni precedenti.
In caso di maltempo le attività previste in mare saranno dirottate a terra, dove la raccolta lungo le spiagge proseguirà con le stesse modalità di pesatura e catalogazione dei materiali.
Le iscrizioni per l'edizione 2026 sono aperte e gratuite. L'adesione diretta dei cittadini e la capacità di trasformare un'azione di volontariato in dati strutturati segnano la traiettoria di Spazzapnea: dall'azione locale all'informazione utile a scala nazionale.

Al mattino, il ritmo è serrato: briefing breve, controlli delle attrezzature, bilance e tabelle pronto uso. Le squadre si distribuiscono in settori, qualcuno raccoglie nei pressi della battigia, altri si spingono in apnea per recuperare oggetti affondati. Ci sono gesti ripetuti – il sollevare di una rete, l'aprire di un sacco, la segnatura su una scheda – che si susseguono con una procedura ormai consolidata.
La catalogazione richiede attenzione: ogni pezzo viene descritto per tipologia e condizioni, poi pesato su bilance portatili. Le informazioni raccolte vengono annotate con precisione per permettere confronti successivi e per alimentare i database condivisi con SeaCleaner e gli altri progetti partner.
La presenza di Umberto Pelizzari non è solo simbolica: attira pubblico, genera copertura e facilita il coinvolgimento di nuove generazioni. A Camogli la sua figura richiama l'eredità dell'apnea italiana, e la vista di atleti e istruttori al lavoro aiuta a trasformare la pulizia in lezione pratica.
Premi, bandiere e numeri danno visibilità immediata, ma il valore resta nelle relazioni costruite sul territorio: amministrazioni, associazioni e privati che tornano a confrontarsi su pratiche di gestione e prevenzione. Nei giorni successivi i dati raccolti vengono rielaborati: mappe, grafici e report che possono indirizzare interventi mirati.
La sfida è semplice ma severa: togliere detriti, raccogliere dati, e mantenere nel tempo i risultati. È il tipo di misura che pesa sulla bilancia della sostenibilità: quantità raccolta oggi, prevenzione domani.

Il confronto finale con le campagne passate dà la misura del problema: 21.939 kg di rifiuti raccolti restano una cifra che impone un ripensamento delle pratiche produttive e distributive alla base della dispersione marina. Il gesto dei volontari ne riduce l'immediato impatto, ma non sostituisce politiche strutturate di prevenzione e gestione dei rifiuti.
Per informazioni e aggiornamenti è disponibile il sito dell'iniziativa, dove sono dettagliate modalità, località e regolamento della gara.
La prossima immagine che molti ricorderanno non sarà una sfilza di numeri, ma un tratto di costa e uno specchio d'acqua segnati dalla bandiera dei fondali puliti: una testimonianza materiale del lavoro compiuto in poche ore e della necessità di conservarne il valore nel tempo.
Un raffronto rapido: nel 2018 l'operazione nasceva a Genova come iniziativa locale, oggi si misura su decine di migliaia di chili raccolti e su database condivisi con progetti di ricerca. La scala è cambiata; serve però una strategia politica per ridurre i rifiuti in mare.
Fonte: www.spazzapnea.it
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