Pirolizzatori, una soluzione per lo smaltimento della plastica
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
In oltre un secolo dalla sua invenzione la plastica e tutte le sue variegate derivazioni hanno fortemente permeato il nostro quotidiano al punto tale che oggi il problema, o meglio la sua soluzione, rappresenta una delle principali sfide ambientali.
Le masse fluttuanti negli oceani sono sottoposte a lenta disgregazione e generano un fenomeno ancor più inquietante: le micro plastiche. La catena alimentare ne riscontra tracce nel cibo che mangiamo e recenti studi l’hanno rilevata nella placenta delle donne in gestazione, il che significa che anche i nascituri potrebbero avere nei loro tessuti questa allarmante presenza.
Un recente studio del CNR ha applicato la tecnica della piroscissione alla plastica che trattata ad alte temperature (circa 800°) in assenza di ossigeno e utilizzando opportuni catalizzatori la trasforma in gasolio o in nuove materie prime ad uso industriale.
Questa tecnica che ha dato già dei buoni risultati, consente di soluzionare, nel breve, la gestione delle plastiche recuperate dalle reti dei pescatori, i quali, per ottusità burocratica, erano costretti a pagare per il loro smaltimento o a rigettare in mare quanto pescato.
In più i pirolizzatori possono essere, grazie alle loro ridotte dimensioni, istallati direttamente nei porti di arrivo dei pescherecci e prodursi in un virtuoso ciclo di smaltimento plastiche e produzione di gasolio, prontamente utilizzabile dagli stessi pescatori.
Nel 2021 è previsto il varo di un progetto pilota nell’alto Adriatico, che ha concrete possibilità di successo dovute alla generazione di un forte risparmio nei costi di navigazione oltre alla non trascurabile coerenza ecologica sempre più diffusa tra la gente di mare. I primi esperimenti hanno constatato che da una tonnellata di rifiuti plastici possono prodursi circa 5o litri di gasolio.
Certo la soluzione del problema plastica non può essere affidato a queste, per quanto brillanti, soluzioni, avendo ormai raggiunto allarmanti proporzioni (milioni di tonnellate all’anno), ma richiede l’utilizzo di progetti di ampia portata sia sulla condivisione delle soluzioni che sul piano geografico della loro applicazione, che si facciano carico della riduzione della produzione, delle modalità di intercettazione e raccolta nell’ambiente e del processo industriale di smaltimento.
Fabrizio Fattori
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