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Pastori maremmani: una risorsa imprevista

Pastori maremmani: una risorsa imprevista

Di Fabrizio Fattori

L’uomo ha sconsideratamente manipolato il proprio ambiente spesso nell’incapacità o nella trascuratezza di prevederne i cambiamenti. 

 

Oggi l’equilibrio climatico appare fortemente compromesso, molti ecosistemi denunciano sofferenza mostrando alterazioni nei propri assetti millenari.

 

Molte specie animali e vegetali rischiano la scomparsa a causa dei profondi stravolgimenti degli ecosistemi di appartenenza. L’Australia, terra di recente violenta antropizzazione, reca alcuni aspetti peculiari di questo fenomeno, strettamente legato alla scarsa pianificazione di scelte da parte dell’uomo troppo spesso cecamente orientate al profitto immediato.

 

L’introduzione dei conigli a fini ludici nel 1859 dall’“esperto” cacciatore Thomas Austin, ha prodotto un fenomeno di mostruosa sovrappopolazione, dai 24 esemplari introdotti 150anni fa, si stima oggi una popolazione di circa 300 milioni di esemplari.

 

Per contrastare questo fenomeno, che ha ridotto ampie superfici coltivabili a lande più o meno desertiche, sono state tentate varie soluzioni come l’introduzione di virus letali o di predatori capaci di interromperne la catena alimentare. In particolare le volpi rosse introdotte a questo scopo si sono rivelate essere un’ulteriore minaccia per l’eco sistema.

 

Troppo faticoso cacciare i velocissimi conigli, molto più facile nutrirsi di piccoli marsupiali e di una delle più piccole specie di pinguini (Eudyptula minor). Questi ultimi popolano la costa meridionale dell’Australia su scogliere spesso a picco sul mare.

 

Nelle Middle Island, gruppo di piccole isole nello stato di Victoria, le colonie ivi esistenti sono state quasi completamente annientate dalle volpi e dai cani randagi, passando dai circa 800 individui a poche decine in un brevissimo periodo. Il naturale gioco delle maree consentendo la sedimentazione periodica di stretti passaggi di sabbia che univano la terra ferma alle isole facilitava così l’arrivo dei predatori.

 

Nel 2006 è stato varato un progetto sperimentale basato sull’impiego dei cani da pastore maremmani che avendo uno spiccato senso del territorio e della proprietà e con opportuno addestramento, hanno consentito la ripresa della specie che ad oggi non corre più, in quelle aree, nessun pericolo di estinzione.

 

Il successo di questo tentativo ha aperto la sperimentazione ad altri casi analoghi in tutta l’Australia, consentendo di ristabilire un nuovo equilibrio in quegli ecosistemi così irresponsabilmente alterati dall’uomo.

 

Fabrizio Fattori

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Tags

Australia, ambiente, conigli, cacciatori, Thomas Austin
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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 22/05/2022 07:30

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