Neft Daslari (Oil Rocks) La città sull'acqua - Sostenibilita' - NAUTICA REPORT
Sostenibilita' / Neft Daslari (Oil Rocks) La città sull'acqua
Neft Daslari (Oil Rocks) La città sull'acqua

Neft Daslari (Oil Rocks) La città sull'acqua

di Fabrizio Fattori

Che la ricerca e l’estrazione di combustibili fossili abbia devastato molti ambienti naturali in giro per il mondo, è cosa confermata, ulteriormente, dal globale, radicale cambiamento subito dal clima cui assistiamo, abbastanza impotenti, soverchiati dal potere e dal negazionismo delle lobbies petrolifere o del carbone.

 

I virtuosi proclami di ricerca alternativa, se portati a compimento, lasceranno cicatrici perenni sul volto della terra.

 

Una di queste riguarda quanto resta della prima piattaforma petrolifera marina, insediata nelle acque del Mar Caspio a circa cento chilometri da Baku dai tecnici  sovietici. Era il 1949 e a quel primo impianto estrattivo off shore si sono sommate nel tempo una serie consistente di superfetazioni tecnologiche tutte orientate all’estrazione del petrolio e del gas naturale del Mar Caspio considerati di eccellente qualità.

 

Questo ha determinato in breve tempo lo strutturarsi di una vera e propria città sull’acqua. Isole d’acciaio connesse da una rete di centinaia di chilometri di improbabili strade e da migliaia di chilometri di tubazioni. Stazioni di pompaggio si alternano ad abitazioni per il personale, a luoghi di intrattenimento come cinema, teatri, giardini o aree sportive, e a strutture di servizio e sostegno alle numerose maestranze oscillanti, secondo i periodi di attività, dalle 2000 alle 5000 persone. Isolotti artificiali fatti di detriti, o dal fatiscente rudere di una delle prime petroliere, la “Zoroaster”, o da discariche di inevitabili rifiuti, sostengano questa alienante ragnatela.

 

Il tutto dominato da un immane  dormitorio di nove piani con migliaia di stanze destinato a sopravvivere a se stesso stante la riduzione delle attività. Come si può immaginare il tratto di mare circostante è uno dei più inquinati al mondo; non solo le acque hanno acquisito il colore e la consistenza del fango petrolifero, ma dalla loro superficie esala il nauseabondo odore della putrefazione.

 

La produzione è stata da tempo ridotta e fornisce oggi percentuali minime al totale petrolifero dell’Azerbaigian. Ma smantellare il tutto costerebbe in modo eccessivo e per questi ultimi anni di vita del giacimento si è preferito fare questa scelta. Sarà il tempo, con tutta probabilità, a cancellare le strutture, già in parte fatiscenti, il salmastro e i venti delle limitrofe steppe daranno il proprio inesorabile contributo.

 

Fabrizio Fattori

 

Titolo del:
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE

Via la plastica dall'acqua: dal mare ai fiumi. L'esempio di Ferrara

di Gian Basilio Nieddu

Quando si parla di plastica il riferimento è quasi esclusiva...

La corsa per una Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Oceano parte da Genova

The Ocean Race ha dato il via a una serie di workshop con l'ambizioso obiettivo di ...

The Ocean Race Summit Seychelles invita il mondo a unirsi per proteggere l'oceano

L'evento, tenutosi ieri lunedì 21 marzo, ha visto la partecipazione di Wavel...

22 marzo: World Water Day

di Fabrizio Fattori

Siamo fatti d’acqua per un buon 75 %, e dell’acqua non ...

Mare responsabile: riciclare i gusci dei crostacei per la bioplastica

di Gian Basilio Nieddu

Non si butta nulla, non solo dal maiale, come dice il detto, ma pur...
Turismo e ormeggi
Parco di San Rossore (PI)
San Rossore è una frazione di Pisa, celebre per la tenuta, in passato proprietà diretta del Presidente della Repubblica, ed oggi, in seguito alla convenzione effettuata tra il Presidente Oscar Luigi Scalfaro 
Fonte: parcosanrossore.org e Nautica Report
Titolo del: 21/05/2022 07:30

© Copyright 2011-2022 - Nautica Report - Reg. Tribunale di Roma n.314 - 27-12-2013 - Editore Carlo Alessandrelli - Un marchio Wave Promotion srls - P.Iva: 12411241008



iubenda

HOME - REDAZIONE - MEDIA KIT - LAVORA CON NOI