Le collisioni in alto mare drammi ambientali imperdonabili
di Fabrizio Fattori
di Fabrizio Fattori
Pensare che alcune rotte marine siano così ad alto rischio collisione e possano essere paragonate ad un qualsiasi incrocio di una affollata metropoli, è quanto mai intollerabile.
Ma quanto avvenuto all’alba del 7 ottobre nelle acque francesi a poche miglia da capo Corso, sembra dimostrarlo. In condizioni meteo ottimali e con l’utilizzo dei consueti strumenti di navigazione, la collisione verificatasi ha dell’incredibile, considerando, ulteriormente, che il porta container cipriota (Virginia) era alla fonda e perfettamente individuabile.
La motonave tunisina (Ulysse) si è incuneata nella sua fiancata di dritta procurando una via d’acqua che ha causato la fuoriuscita di considerevoli quantità di carburante altamente inquinante che si è sparso su un area di parecchi chilometri e che, secondo le previsioni meteo dei prossimi giorni, è destinata a raggiungere la costa della Corsica settentrionale.
Al momento parecchie unità aeronavali italo-francesi, coerentemente con quanto previsto dal piano di intervento RAMOGEPOL, stanno monitorando l’accaduto.
Sul posto sono presenti navi di Castalia, il consorzio al servizio del Ministero dell’Ambiente dal 1986, con lo specifico scopo di contenimento e raccolta di quanto versato.
Pur valutando positivamente l’assenza di danni fisici tra gli equipaggi e in attesa di conoscere le dinamiche e le responsabilità, permane alta l’apprensione di quanto possa accadere nel tempo a questa area che, come noto, risulta essere un santuario per molte specie di mammiferi marini, alcuni dei quali fortemente minacciati di estinzione.
La riserva istituita nelle acque italiane nel 1991 ed ampliata a Francia e Principato di Monaco nel 1999, si estende per più di 87.000 km2 e grazie alle consistenti riserve alimentari consente, in particolare nel periodo estivo, un’alta concentrazione di specie.
Il fragile equilibrio di queste acque può risultare infranto permanentemente da eventi catastrofici quali quello in argomento. E’ auspicabile che quanto accaduto possa porre l’urgenza di restrizioni alla navigazione di imbarcazioni di grosso tonnellaggio anche se la presenza di alcuni tra i più grossi porti mediterranei, rende l’ipotesi di difficile attuazione.
Purtroppo l’uomo continua a porre la natura al margine della sua visione del mondo anche se ne incomincia a percepire, sempre più consapevolmente, la sua ribellione.
Fabrizio Fattori
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