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Il riscaldamento globale aumenta la concentrazione di mercurio nei pesci

Il riscaldamento globale aumenta la concentrazione di mercurio nei pesci

Di Marta Frigerio

La concentrazione di mercurio presente nei pesci che finiscono sulle nostre tavole potrebbe aumentare di ben sette volte.

 

A dare l’allarme sono i ricercatori dell’Università svedese di Umea che, in uno studio pubblicato sulla rivistaSciences Advances, definiscono la situazione «critica».

 

Le cause

 

Secondo il team svedese, la causa principale è rappresentata dallo scioglimento dei ghiacci e dall’incremento delle precipitazioni, dirette conseguenze del riscaldamento globale.

 

Il deflusso delle acque negli ambenti marini causerebbe l’aumento della concentrazione del pericoloso metallo pesante. L’utilizzo del carbone e l’estrazione del ferro, infatti, sono la causa della contaminazione dell’ambiente terrestre da metilmercurio, un composto organico del mercurio altamente tossico. Le piogge, dunque, contribuirebbero a “lavare” il metilmercurio, convogliandolo direttamente nei corsi d’acqua.

 

Il metilmercurio, a questo punto, è assorbito dalle alghe e inizia la risalita nella catena alimentare: lo zooplancoton contaminato viene consumato dai pesci, che a loro volta vengono in contatto con il pericoloso metallo pesante. Secondo i ricercatori, ad ogni nuovo step nella piramide alimentare, l’accumulo di mercurio decuplica.

 

Quali sono i rischi

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il pesce contaminato da mercurio tra le 10 minacce più gravi alla salute umana e la più comune forma di esposizione a questo elemento è, appunto, quella di consumare le carni contaminate dei pesci.

 

Il mercurio può causare danni al sistema digestivo, al sistema nervoso centrale e quello immunitario. Le fasce più vulnerabili ai danni del mercurio sono le donne in stato di gravidanza e i bambini.

 

Come fare per difendersi dal mercurio

 

Il consumo consapevole di pesce è il mezzo di prevenzione più efficace. Le specie di pesci più longeve e in cima alla catena alimentare – come, ad esempio il tonno, il pesce spada e il luccio – contengono concentrazioni più elevate di mercurio. Il consiglio è quello di consumare le specie più piccole, prestando sempre un occhio di riguardo alla provenienza del pescato.

 

Marta Frigerio

 

Tratto da: www.rivistanatura.com

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Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 22/05/2022 07:30

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