eDNA in mare: rilevazioni da The Ocean Race Europe
Campioni raccolti a bordo durante la tappa Cartagena–Boka Bay forniscono dati su specie invasive, fioriture algali e gelatine
Campioni raccolti a bordo durante la tappa Cartagena–Boka Bay forniscono dati su specie invasive, fioriture algali e gelatine
24 campioni raccolti a bordo di Team Paprec Arkéa durante The Ocean Race Europe 2025 hanno prodotto oltre 8,5 milioni di sequenze di DNA ambientale, identificando 2.365 batteri e 785 gruppi di piante e animali. I risultati iniziali evidenziano tracce legate a fioriture algali e la presenza di meduse come la Mauve Stinger, oltre a segnali di specie aliene trasportate dal traffico marittimo. I dati mostrano che imbarcare kit eDNA su velieri permette di campionare vaste aree a costi contenuti.
24 campioni, oltre 8,5 milioni di sequenze genetiche: è questo il bilancio preliminare del monitoraggio ad eDNA in mare condotto durante la tappa tra Cartagena (Spagna) e Boka Bay (Montenegro) di The Ocean Race Europe 2025.
La raccolta è avvenuta sulla rotta della Leg 5, più di 2.000 miglia nautiche attraverso il Mediterraneo, a bordo di Team Paprec Arkéa. Le provette contengono tracce rilasciate in acqua da pelle, muco ed escrezioni; analizzandole, il laboratorio ha ricostruito una mappa della vita microscopica e macroscopica incontrata lungo la navigazione senza ricorrere a catture dirette.
Il protocollo a bordo prevedeva prelievi sistematici in punti selezionati della rotta, filtrazione dell'acqua e conservazione dei filtri per l'analisi molecolare. L'operazione è stata pensata per interferire il meno possibile con le attività di regata, integrando kit leggeri e procedure rapide all'interno dei turni di bordo.
Vele e attrezzature non hanno rallentato la spedizione; al contrario, la navigazione stessa ha fornito un'opportunità unica per coprire una fascia ampia di mare in tempi ristretti. Questo approccio consente di raccogliere campioni in aree difficili da raggiungere con navi dedicate o stazioni costiere.
Dall'analisi sono emersi numeri concreti: oltre 8,5 milioni di sequenze analizzate, con l'identificazione di 2.365 tipi di batteri e di 785 gruppi tra piante e animali. Tra le presenze più notevoli c'è la medusa Mauve Stinger, segnalata in più campioni lungo la rotta.
Sono state trovate tracce genetiche di generi associati a fioriture algali dannose, come Alexandrium e Dinophysis. La rilevazione indica aree dove il materiale genetico è presente, non la certezza di una fioritura attiva, ma offre un punto di partenza per controlli mirati sul territorio.
Un altro riscontro interessante è la presenza offshore di una Red Sea plume, un'alga tipicamente costiera. Trovarla al largo suggerisce spostamenti che possono alterare la composizione delle comunità algali, con effetti sulla disponibilità di luce e ossigeno per le foreste marine vicine.

Infine, il campionamento ha evidenziato organismi comunemente veicolati dal traffico marittimo: balani, vermi reef-builder e tunicate coloniali. Queste tracce confermano come le rotte e le infrastrutture favoriscano la dispersione di specie non autoctone.
Imbarcare kit di eDNA su yacht da regata ha dimostrato vantaggi pratici: leggerezza delle attrezzature, facilità di integrazione nella vita di bordo e capacità di coprire vaste distanze. Per il monitoraggio a scala regionale la soluzione risulta meno costosa rispetto a navi specializzate e può moltiplicare il numero di punti campionati.
La mobilità dei velieri permette di ottenere campioni in corsi d'acqua diversi e in finestre temporali ravvicinate. Una rete distribuita di imbarcazioni attrezzate potrebbe trasformare rotte di passaggio e competizioni in flussi di dati ripetibili, arricchendo la comprensione della dinamica biologica del mare.
La raccolta a bordo è stata inoltre affiancata da registrazioni oceanografiche prese con gli strumenti di navigazione: temperatura, salinità e correnti, parametri che aumentano il valore interpretativo delle sequenze molecolari quando vengono incrociati nella modellistica.

I segnali raccolti hanno ricadute operative chiare. Sul fronte economico e sanitario, identificare precocemente zone con potenziale di fioritura algale permette interventi tempestivi per proteggere pesca e coste balneari. Sul fronte della biodiversità, tracce di specie aliene aiutano a pianificare misure di sorveglianza portuale e gestione degli habitat.
Un programma regolare di campionamento su rotte commerciali e di gara può offrire dati utili a concessionari di pesca, autorità portuali e gestori di aree costiere. Integrando i risultati molecolari con modelli di correnti e temperatura è possibile anticipare la comparsa di zone a rischio e migliorare le allerte locali.
Il dataset raccolto nella Leg 5 si inserisce in una serie di campagne già avviate nelle edizioni precedenti di The Ocean Race e si collegherà agli eventi futuri, tra cui la prima edizione della Ocean Race Atlantic prevista per l'estate 2026, dove la componente di salute oceanica rimarrà centrale.
Il rilascio dei dati in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani sottolinea un principio operativo: misurare la vita marina là dove il mare si muove amplia la capacità di intercettare segnali che le osservazioni costiere non rivelano. Le 24 provette e le milioni di sequenze raccolte durante la Leg 5 sono un esempio pratico di come l'eDNA renda osservabili fenomeni altrimenti frammentari nel vasto Mediterraneo.
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