Benessere dei pesci: certificazione e filiera
Il progetto Fish Welfare trasforma ricerca in standard operativi per acquacoltura e pesca, con prove in Italia, Albania, Ecuador e Perù
Il progetto Fish Welfare trasforma ricerca in standard operativi per acquacoltura e pesca, con prove in Italia, Albania, Ecuador e Perù
Il progetto Fish Welfare di Friend of the Sea e World Sustainability Foundation rende il benessere dei pesci un parametro misurabile e certificabile: 24 standard per acquacoltura, 5 per le attività di pesca, prove sul campo in quattro Paesi e il sostegno di Coefficient Giving per una fase operativa di tre anni.
Benessere dei pesci diventa certificabile: il progetto Fish Welfare, avviato nel 2017 e ora in fase operativa, porta criteri misurabili nelle pratiche quotidiane di allevamento e pesca, traducendo studi e osservazioni in protocolli che possono essere applicati su scala produttiva.
Quando oltre la metà del pesce consumato a livello globale proviene da sistemi intensivi, la questione smette di essere astratta. Il programma interviene su elementi concreti: densità di popolamento, qualità dell'acqua, gestione dello stress, tempi e metodi di macellazione. L'obiettivo pratico è ridurre sofferenza, mortalità e stress traducendo evidenze scientifiche in procedure ripetibili sul campo.
La parte dedicata all'acquacoltura comprende 24 set di criteri specifici per specie, sviluppati con il contributo di Fair Fish e Fish Etho Group. Ogni set definisce limiti operativi, prassi di monitoraggio e richieste documentali che consentono alle aziende di ottenere una certificazione basata su indicatori misurabili.
Per la pesca sono state predisposte cinque norme elaborate con CCMAR, Fair Fish, Fish Etho Group e Demos nell'ambito del progetto CareFish Catch. Queste regole affrontano le criticità legate ai diversi metodi di cattura — reti, palamiti, lenze e sistemi affini — e mirano a limitare trauma e tempo di esposizione allo stress, dalla cattura al recupero a bordo.
Gli standard si appoggiano a indicatori concreti: parametri fisiologici osservabili, tassi di mortalità rilevati in periodo di produzione, valori della qualità dell'acqua, tempi di manipolazione e protocolli di macellazione. Per passare dalla letteratura a procedure operative servono strumenti di misura standardizzati e audit in grado di controllare dati raccolti in contesti produttivi diversi.
Non si tratta solo di redigere liste di controllo. È necessario costruire catene di misurazione: sensori, registri di bordo, registrazioni delle condizioni ambientali e schede di esame post-cattura. Questi elementi permettono di valutare trend e intervenire sulle pratiche gestionali, non solo di assegnare un bollino.
La fase operativa è iniziata con trial in allevamenti e su flotte pescherecce. Aziende in Italia e Albania collaborano nei test di acquacoltura; flotte in Ecuador e Perù partecipano alle prove sul campo per la pesca. L'obiettivo principale è verificare la robustezza degli indicatori nelle condizioni reali e adattare protocolli alle specificità locali.
Le prime stime raccolte nel progetto indicano un impatto potenziale superiore a 2 milioni di tonnellate annue di prodotto coinvolto, sommando catture e produzione di allevamento. Il sostegno finanziario di Coefficient Giving copre una fase triennale di prova che comprende l'espansione dei test, la certificazione pilota di impianti e flotte, e il collaudo di attrezzature e materiali che riducono lo stress in fase di cattura e gestione a bordo.
Tra le attività operative figurano test su dispositivi progettati per diminuire il trauma durante la presa, modifiche alle pratiche di stivaggio a bordo e protocolli di macellazione pensati per abbreviare i tempi e ridurre l'impatto fisico sugli animali. L'aspettativa è che una gestione del welfare più attenta produca anche effetti tangibili sulla qualità del prodotto e sui costi della filiera.
Il progetto chiede una trasformazione culturale oltre che tecnica. Riconoscere la sentienza dei pesci spinge verso revisioni normative, cambi di policy aziendale e nuove richieste da parte dei consumatori. Rendere il benessere misurabile e verificabile è la condizione per integrarlo nei sistemi di certificazione esistenti e nelle pratiche di acquisto industriali e retail.
La sfida scientifica rimane: gli strumenti per valutare il benessere acquatico sono meno consolidati rispetto a quelli per animali terrestri. Per questo il progetto lavora a nuovi indicatori comportamentali e fisiologici e a protocolli sperimentali replicabili, sviluppati in collaborazione con istituti di ricerca e organizzazioni specializzate, in modo che gli standard poggino su evidenze empiriche validate sul campo.
Sul fronte della comunicazione il piano include formazione per operatori e formatori della filiera, trasparenza sui criteri di certificazione e campagne informative rivolte ai consumatori, con l'intento di spiegare in termini pratici cosa significhi un prodotto certificato per il benessere dei pesci: non solo un simbolo, ma criteri misurabili e verificati.
Nei prossimi tre anni il calendario operativo prevede tappe concrete: estensione delle prove in nuovi Paesi, rilascio delle prime certificazioni operative, pubblicazione di report sui risultati dei trial e redazione di linee guida tecniche utili alle autorità di controllo. Alla scadenza del supporto triennale saranno disponibili i primi bilanci consolidati e le valutazioni sulle possibili fasi successive per un'adozione più ampia degli standard a livello internazionale.
Il progetto Fish Welfare vuole riallineare pratiche produttive, sistemi di controllo e logiche di mercato su basi misurabili. Le certificazioni pilota e i report di campo definiranno se questi standard entreranno nelle prassi normative o resteranno strumenti volontari rivolti a segmenti specifici di mercato: la differenza si vedrà nei numeri di adesione e nelle prime certificazioni rilasciate al termine della fase di prova.
Per ora la roadmap è chiara: validazione sul campo, rilascio di certificazioni pilota, revisione degli standard sulla base dei dati raccolti e attività di divulgazione mirata. La data da segnare è la fine del periodo triennale di supporto, quando i risultati raccolti permetteranno di valutare i passi successivi verso un'integrazione sistematica degli standard di welfare nei circuiti internazionali di certificazione della sostenibilità.
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